Crisi energetica: il Qatar offre più gas e la Ue accantona l’indagine antitrust
I contratti di fornitura di Doha sono sotto la lente di Bruxelles dal 2018 per via delle clausole di destinazione, sospettate di limitare la circolazione del gas in Europa
di Sissi Bellomo
3' min read
3' min read
La fame di gas dell’Europa vince sui timori per la concorrenza. E il Qatar non dovrà più temere l’indagine antitrust che Bruxelles aveva aperto sui contratti per la fornitura di Gnl: l’indagine, secondo indiscrezioni di stampa, sarebbe stata accantonata (benché non ufficialmente chiusa). Un gesto di buona volontà, utile a sbloccare l’arrivo di carichi supplementari di combustibile, che potrebbero essere fondamentali nel caso in cui i flussi nei gasdotti dalla Russia dovessero ridursi ulteriormente o addirittura interrompersi del tutto.
Il Qatar è uno dei pochi produttori in grado di offrirci più gas in questo momento e di fronte alle recenti richieste di aiuto, sollecitato anche dalla Casa Bianca, non si è tirato indietro. Ma l’emirato, che rifornisce regolarmente anche l’Italia, non ha mancato di ricordare gli ostacoli a una sua collaborazione, tra cui proprio quell’indagine che la Commissione europea aveva aperto più di tre anni fa a carico di Qatar Petroleum, in seguito rinominata QatarEnergy (si veda Il Sole 24 Ore del 22 giugno 2018).
L’indagine «congelata»
Il focus era sulle cosiddette clausole di destinazione – molto frequenti nei contratti di fornitura di Gnl, non solo qatarini – che impediscono di reindirizzare i carichi ad altri acquirenti: è possibile rivendere il gas, ma solo dopo che è arrivato al terminal di rigassificazione del cliente, non mentre è ancora in viaggio.
«L’energia deve scorrere liberamente in Europa a prescindere dalla sua provenienza» e vincoli contrattuali di questo tipo «impediscono ai consumatori di beneficiare dell'integrazione del mercato europeo dell'energia», aveva dichiarato all’epoca la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager per giustificare l’indagine, che era stata avviata poco dopo l’accordo consensuale che aveva risolto la vertenza antitrust con i russi di Gazprom.
Ora Bruxelles avrebbe deciso di chiudere un occhio con Doha, secondo indiscrezioni riferite da Reuters e in seguito raccolte anche dal Financial Times, anche se non si è spinta a dichiarare chiusa l’indagine. Negli ultimi tre anni, ha precisato un portavoce Ue, c’è stato un intenso lavoro di raccolta di elementi» e «non possiamo pregiudicare i tempi o i risultati» dell’indagine.


