Caccia ai fornitori

Crisi energetica: il Qatar offre più gas e la Ue accantona l’indagine antitrust

I contratti di fornitura di Doha sono sotto la lente di Bruxelles dal 2018 per via delle clausole di destinazione, sospettate di limitare la circolazione del gas in Europa

di Sissi Bellomo

15 febbraio 2022

Il Giappone offre all'Europa gas naturale liquefatto

3' min read

3' min read

La fame di gas dell’Europa vince sui timori per la concorrenza. E il Qatar non dovrà più temere l’indagine antitrust che Bruxelles aveva aperto sui contratti per la fornitura di Gnl: l’indagine, secondo indiscrezioni di stampa, sarebbe stata accantonata (benché non ufficialmente chiusa). Un gesto di buona volontà, utile a sbloccare l’arrivo di carichi supplementari di combustibile, che potrebbero essere fondamentali nel caso in cui i flussi nei gasdotti dalla Russia dovessero ridursi ulteriormente o addirittura interrompersi del tutto.

Il Qatar è uno dei pochi produttori in grado di offrirci più gas in questo momento e di fronte alle recenti richieste di aiuto, sollecitato anche dalla Casa Bianca, non si è tirato indietro. Ma l’emirato, che rifornisce regolarmente anche l’Italia, non ha mancato di ricordare gli ostacoli a una sua collaborazione, tra cui proprio quell’indagine che la Commissione europea aveva aperto più di tre anni fa a carico di Qatar Petroleum, in seguito rinominata QatarEnergy (si veda Il Sole 24 Ore del 22 giugno 2018).

Loading...

L’indagine «congelata»

Il focus era sulle cosiddette clausole di destinazione – molto frequenti nei contratti di fornitura di Gnl, non solo qatarini – che impediscono di reindirizzare i carichi ad altri acquirenti: è possibile rivendere il gas, ma solo dopo che è arrivato al terminal di rigassificazione del cliente, non mentre è ancora in viaggio.

«L’energia deve scorrere liberamente in Europa a prescindere dalla sua provenienza» e vincoli contrattuali di questo tipo «impediscono ai consumatori di beneficiare dell'integrazione del mercato europeo dell'energia», aveva dichiarato all’epoca la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager per giustificare l’indagine, che era stata avviata poco dopo l’accordo consensuale che aveva risolto la vertenza antitrust con i russi di Gazprom.

Ora Bruxelles avrebbe deciso di chiudere un occhio con Doha, secondo indiscrezioni riferite da Reuters e in seguito raccolte anche dal Financial Times, anche se non si è spinta a dichiarare chiusa l’indagine. Negli ultimi tre anni, ha precisato un portavoce Ue, c’è stato un intenso lavoro di raccolta di elementi» e «non possiamo pregiudicare i tempi o i risultati» dell’indagine.

Le forniture globali

Circa il 70% delle forniture globali di Gnl avvengono sulla base di contratti di lunga durata e per il Qatar la percentuale è ancora più elevata: addirittura il 90-95% secondo le stime. Non sono molti quindi i carichi “liberi”, che Doha può dirottare verso l’Europa nel caso in cui ci servissero per sostituire carenze di gas russo.

QatarEnergy, ha una capacità d’esportazione equivalente a 106 miliardi di metri cubi di gas (una volta che il Gnl è stato rigassificato). Potrebbe forse salire a 107 miliardi spingendo al massimo gli impianti e magari rinviando qualche manutenzione programmata, ipotizza S&P Global Platts. Ma per liberare volumi importanti dovrebbe negoziare con i clienti asiatici, chiedendo loro di rinunciare alla consegna di qualche carico a favore dell’Europa.

Il Giappone – pur senza fare riferimento esplicito al Gnl qatarino – è stato il primo a dare ufficialmente la propria disponibilità, mercoledì 9 febbraio, in risposta alle richieste di cooperazione arrivate da Usa e Ue. In questo momento, ha detto il ministro dell’Economia Koichi Hagiuda, «un paio di navi metaniere senza vincoli di destinazione controllate da società giapponesi si stanno dirigendo verso l’Europa, dove dovrebbero arrivare entro febbraio». «Ci aspettiamo che ne seguiranno altre – ha aggiunto – Stiamo chiedendo alle (nostre) imprese di considerare il maggior numero possibile di cambi di rotta, anche oltre il mese di aprile».

I contratti con l’Italia

L’Italia riceve già regolarmente Gnl dal Qatar, attraverso un contratto di lungo termine sottoscritto da Edison per circa 6,5 miliardi di metri cubi l’anno (circa il 10% dei consumi nazionali), che vengono ricevuti nel terminal di Rovigo di Adriatic Lng, società di cui Doha è azionista con il 22% (che fa capo a Qatar Terminal Company Limited), accanto a ExxonMobil Italiana Gas (70,7%) e Snam Spa (7,3%).

Il Mite nel dicembre 2021 ha autorizzato ad aumentare la capacità di rigassificazione dell’impianto da 8 a 9 miliardi di mc l’anno.

Copyright reserved ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti