L’intervento alla Camera

Meloni: «Non è il momento di ratificare il Mes». E sul Pnrr: «Non ci sono ritardi, mi fanno specie le critiche di Gentiloni»

La premier è intervenuta in aula in vista del Consiglio europeo del 29 e 30 giugno. Sui migranti ha sottolineato: «L’immigrazione irregolare di massa non ha nulla di umano»

di Andrea Carli

Meloni: Stabilità della Tunisia obiettivo fondamentale per la sicurezza del Mediterraneo

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Il giorno dopo l’avvio da parte del Consiglio dei ministri dell’iter per la nomina di Fabio Panetta governatore di Bankitalia e a poche ore dall’annuncio di un nuovo rialzo dei tassi a luglio da parte della presidente della Bce Christine Lagarde, la premier Giorgia Meloni è intervenuta in mattinata alla Camera per le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio Ue del 29 e 30 giugno a Bruxelles. Nel pomeriggio è intervenuta in replica al Senato.

Nella replica nell’aula di Palazzo Madama la premier si è soffermata sul Pnrr: «Non ci sono ritardi - ha detto - stiamo lavorando senza fare polemiche. E mi fanno specie le critiche di Gentiloni». «Mi fa specie che invece i partiti che hanno steso il Piano su cui oggi si lavora e che in alcuni casi richiede delle modifiche da parte della Commissione europea siano anche quelli che se la prendono con il governo - è il ragionamento di Meloni -. Mi fa specie che lo faccia anche il commissario Gentiloni che immagino che quel piano lo avesse letto prima e oggi chiama in causa il governo italiano dicendo che bisogna correre e fare di più. Ma, insomma, se si fosse vigilato di più in passato forse si farebbe più velocemente».

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La via della seta

Nella sua replica al Senato la premier ha parlato anche del tema “Via della seta”. Sulla nuova Via della Seta «credo si ricordi la mia posizione» quando è stata sottoscritta: «come ho affermato e ribadisco si possano avere ottime relazioni con la Cina senza far parte di un piano strategico» ha detto la premier Meloni. «Dopo di che - ha aggiunto - le valutazioni sono in corso, c’è tempo per modificare, la questione va maneggiata con delicatezza, cura e rispetto e anche coinvolgendo il Parlamento: su questioni così delicate meglio non premere per accelerare ma per trovare soluzioni le più valide possibili nella difesa del nostro interesse».

L’Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della presidente del Consiglio. Il testo, votato per parti separate, è stato interamente approvato dall’Assemblea di Montecitorio. È stato invece approvato dalla capigruppo di Montecitorio l’iter del Ddl di ratifica del Mes: venerdì 30 si terrà la discussione generale ed entro giovedì 6 luglio si voterà: un voto che potrebbe riguardare la ratifica “sì o no” oppure il rinvio del provvedimento, probabilmente a dopo la pausa estiva, se in Aula sarà fatta richiesta in tal senso.

Crisi in Ucraina e migranti, le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue

Sul Mes: «Pensare all’interesse dell’Italia»

Seduta nel banco del Governo in aula alla Camera, Meloni ha parlato tra i ministri degli Esteri e delle Politiche Ue, Antonio Tajani e Raffaele Fitto. Pieni i banchi della maggioranza, un po’ meno quelli dell’opposizione. Per quanto riguarda la ratifica del nuovo fondo Salva Stati, tema al centro del dibattito politico, «non reputo utile all’Italia alimentare una polemica interna sul Mes - ha chiarito -. L’interesse dell’Italia è affrontare il negoziato sulla governance europea, dove si discuta nel complesso nel rispetto del nostro interesse nazionale. Prima ancora di una questione di merito - ha continuato - c’è una questione di metodo su come si faccia a difendere l’interesse nazionale. L’interesse dell’Italia oggi è affrontare il negoziato sulla nuova governance europea con un approccio a pacchetto, nel quale le regole del patto di stabilità, il completamento dell’Unione bancaria e i meccanismi di salvaguardia finanziaria si discutano nel loro complesso, nel rispetto del nostro interesse nazionale». Poi, durante la replica, sempre alla Camera, la premier ha aggiunto: «Non è il momento di ratificare il Mes, mi assumerò le mie responsabilità».

A stretto giro sul tema Mes è intervenuto il commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni. A margine di una conferenza stampa a Bruxelles, ha posto l’accento sul fatto che «è legittimo discutere su quale può essere la funzione del Meccanismo Europeo di Stabilità nei prossimi anni» ma con la riforma già decisa «abbiamo già un’ulteriore utilizzo, che è quello di fornire un paracadute aggiuntivo in caso di crisi bancaria e quindi penso che discutere di possibili evoluzioni future non escluda l’importanza di ratificare quello che c’è».

«La difesa dei confini esterni della Ue è fondamentale»

In primo piano, nell’intervento di Meloni, il tema della gestione dei flussi migratori. «Anche il prossimo Consiglio europeo, il quarto da quando si è insediato il nuovo governo, ha in agenda sfide prioritarie per l’Unione europea - ha affermato - : l’aggressione all’Ucraina, la sicurezza, la difesa, la migrazione. Tema centrale sarà quello delle migrazioni - ha spiegato - . Se non si affronta a monte il tema della difesa dei confini esterni dell’Ue è impossibile realizzare una politica di migrazione e di asilo giusta ed efficace. L’immigrazione irregolare di massa non ha nulla di umano. Servono fondi Ue per contrastare immigrazione illegale non per gestirla». Meloni ha sottolineato «l’impegno in ogni sede a stroncare il tragico traffico delle vite» che genera le tragedie, come quella «al largo delle coste greche».

Italia per l’inclusione dell’Unione africana nel G20

Il tema delle politiche migratorie è interconnesso con quello del rilancio delle economie dei Paesi africani. «Il Consiglio europeo - ha anticipato Meloni - esprimerà il sostegno dell’Ue alla presenza rafforzata dell’Unione africana nei fori internazionali, in particolare il G20. Ribadirò l’importanza di rilanciare il ruolo dell’Africa in questo consesso. Per questo l’Italia è a favore dell’inclusione dell’Unione africana nel G20, è necessario aggiungere una voce autorevole nella discussione sulle sfide globali».

Chiara posizione dell’Italia a sostegno dell’Ucraina

Gran parte dell’intervento della premier si è concentrato sulla crisi in Ucraina, anche a seguito di quanto accaduto negli ultimi giorni, con il tentato golpe del capo della Wagner Yevgeny Prigozhin La leader di FdI ha difeso la linea di appoggio a Kiev. «L’Ue confermerà il convinto sostegno al popolo ucraino. La chiara posizione del governo italiano è riconosciuta e apprezzata e dai nostri partner e rafforza il peso della nostra nazione. Difendere l’Ucraina significa difendere l’interesse nazionale italiano» «Tratteremo ancora una volta dell’aggressione della Federazione Russa all’Ucraina. L’Italia ha seguito con grande attenzione gli sviluppi della crisi interna alla Federazione Russa. Mi limito a notare - ha continuato -come questo episodio ha contribuito a far emergere le difficoltà della sistema di potere di Putin e a smontare la narrazione russa secondo cui in Ucraina sta andando tutto secondo i piani».

La sicurezza non prescinde da partenariato Ue-Nato

«Non è mutata - ha continuato la premier - la fase che l’Europa, l’Occidente e il sistema internazionale stanno vivendo, la sicurezza in tutti gli ambiti, sociale ed economico, rimane la priorità del nostro lavoro quotidiano. La difesa della sicurezza e della libertà non può prescindere dal partenariato strategico fra Ue e Nato. In vista del vertice Nato a Vilnius, domani prima dell’avvio dei lavori del Consiglio è previsto un incontro di lavoro con il segretario generale della Nato Stoltenberg».

Aumento tassi può fare più danni dell’inflazione

Tra i temi affrontati da Meloni, anche la politica monetaria, e in particolare l’annuncio della Bce di un nuovo rialzo dei tassi a luglio. «L’inflazione è tornata a colpire l’economia - ha detto -, è un’odiosa tassa occulta che colpisce soprattutto i meno abbienti. È giusto combatterla con decisione ma la semplicistica ricetta dell’aumento dei tassi intrapresa dalla Bce non appare agli occhi di molti la strada più corretta. L’aumento dei prezzi non è figlio di un’economia che cresce troppo velocemente ma di fattori endogeni, primo tra tutti la crisi energetica. Non si può non considerare il rischio che l’aumento costante dei tassi sia una cura più dannosa della malattia».

Crisi in Ucraina e migranti, le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue

I temi al centro del Consiglio Ue

Tra i temi che saranno affrontati in occasione del vertice europeo, quello della crisi in Ucraina, con particolare riferimento agli ultimi sviluppi della guerra di aggressione russa e delle iniziative a sostegno del Paese. A partire dall'aggressione russa, il Consiglio dell'Ue ha adottato 11 pacchetti di sanzioni e misure restrittive (l'ultimo è stato approvato il
23 giugno). Quanto invece al dossier migrazioni, a cominciare dal controllo delle frontiere esterne all’Europa, il Consiglio europeo dovrebbe ricordare che «la migrazione è una
sfida europea che richiede una risposta europea». Si parlerà anche di sicurezza e difesa, con specifico riguardo alle misure per rafforzare l'industria europea della difesa (anche al fine di assicurare il mantenimento del sostegno all'Ucraina), allo strumento europeo della pace, alle minacce ibride e alla cooperazione Ue-Nato. Sulla Cina il Consiglio europeo dovrebbe svolgere una discussione strategica senza adottare conclusioni. Dovrebbe essere ribadito «l’approccio strategico multiforme dell’Ue» nei confronti di Pechino, in base al quale la Cina è contemporaneamente un partner, un concorrente e un rivale sistemico. Sebbene abbiano sistemi politici ed economici differenti, l’Unione europea e il gigante asiatico «condividono l’interesse a perseguire relazioni costruttive e stabili, fondate sul
rispetto dell’ordine internazionale basato su regole, su un dialogo equilibrato e sulla reciprocità».

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