Crollo ponte, Conte: «Non lasciamo sola Genova». Commissione Mit: «Probabili concause»
di Redazione Online
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Il giorno dopo i funerali di Stato che hanno stretto in un abbraccio di dolore e commozione i familiari delle vittime del crollo del ponte Morandi la città di Genova torna a occuparsi della messa in sicurezza e della ricostruzione. Il premier Giuseppe Conte ha ribadito gli impegni presi da Palazzo Chigi per l'emergenza. Il Governo, ha sottolineato su Facebook, «è con Genova e con i genovesi e non solo a parole, ma con gesti concreti». Un riferimento, in particolare, ai 33,5 milioni di euro già stanziati per i primi interventi. «Il Governo - aggiunge - ha messo a disposizione i fondi necessari, ma adesso pretendiamo che si faccia in fretta e che sia data una dimora a queste persone. Abbiamo fatto tanto, stiamo facendo tanto e faremo ancora tanto altro. Non lasciamo sola Genova». Mentre si iniziano a muovere i primi passi per l’accertamento delle dinamiche del cedimento: il crollo del ponte Morandi –ha detto il presidente della commissione ispettiva del Mit, Roberto Ferrazza dopo il sopralluogo avviato in mattinata – potrebbe esser stato determinato da «una serie di concause» e non solo dalla rottura di uno strallo. «La procura – ha aggiunto Ferrazza – ha autorizzato le verifiche per la messa in sicurezza dei monconi di Ponte Morandi proposte da Anas, dopo aver avuto il parere favorevole dei consulenti. Le verifiche verranno effettuate dai tecnici di Autostrade con i consulenti della procura».
La dinamica del crollo: « Prima si è storto, poi è caduto»
La lettura della dinamica del crollo, quale elemento si sia rotto per primo «non è ancora del tutto chiara» ha spiegato Ferrazza. «Non è chiaro quale sia stato l'innesco della dinamica» ma «il ponte non è caduto nella sua proiezione: prima
si è storto, poi è caduto». Bisognerà lavorare ancora «sul posizionamento e ribaltamento delle macerie, considerando che c’è stata una rottura che ha
provocato un movimento della struttura non equilibrato». Il cedimento dello strallo resta dunque «un’ipotesi» per il presidente della commissione ministeriale: lo strallo, è una bretella «che tiene la trave, l’impalcato su cui
circolano gli automezzi su cui circolano gli automezzi: la sua rottura può essere stata determinata sia da un comportamento anomalo della trave o dal
cedimento delle mensole che tengono gli impalcati. Una eventuale rottura della mensola può aver fatto girare l’impalcato e sovraccaricato lo strallo».
Giorgetti: «A settembre piano strade e scuole sicure»
Intanto il governo pensa al dopo Genova e lancia «una grande operazione di messa in sicurezza infrastrutturale del Paese». Fuori dai vincoli Ue. Ad anticiparlo il sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti, in un’intervista al Messaggero e al Mattino di Napoli. Il piano che sarà varato a settembre, non riguarderà solo la rete autostradale, i ponti, i viadotti, gli acquedotti, ma anche le scuole e le situazioni di rischio causate dal dissesto idrogeologico». Negli ultimi anni, attacca Giorgetti «il Paese e le sue strutture sono state trascurate, dimenticate. Si è pensato alle Nuvole, all’arredo urbano. Ora si torna a garantire le strutture di base».
Il procuratore Cozzi: Stato ha abdicato alla funzione di controllo
A ragionare sul tema della sicurezza delle nostre infrastrutture è intervenuto ieri anche il procuratore di Genova, Francesco Cozzi. «Premesso che l’indagine è in una fase preliminare ed esiste comunque un segreto istruttorio -ha detto - posso tuttavia fare un ragionamento più generale: io ho qualche difficoltà ad accettare l'idea che il tema della sicurezza pubblica stradale sia rimesso nelle mani dei privati. La filosofia del nostro sistema vede oggi uno Stato espropriato dei suoi poteri, una sorta di proprietario assenteista che ha abdicato al ruolo di garante della sicurezza. Come se avesse detto al privato, veditela tu». Nel momento in cui, sottolinea Cozzi, «lo Stato abdica alla funzione di controllo ci vorrebbe almeno un'agenzia terza che garantisse la sicurezza, non il concessionario stesso. Credo che il crollo del ponte Morandi porti a ripensare tutta la materia».
Ordinanza di Protezione civile in arrivo
Lo stanziamento del governo, sollecitato e quantificato dalla Regione Liguria e dal Comune di Genova, servirà per realizzare gli interventi urgenti per la viabilità alternativa, per potenziare il sistema dei trasporti e per individuare sistemazioni abitative per i tanti nuclei familiari che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni considerate a rischio. Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, sarà domani pomeriggio in Regione, a Genova, proprio per lavorare sul testo dell'ordinanza di Protezione civile - deliberata dal Cdm a Ferragosto - che consentirà al governatore Giovanni Toti in qualità di Commissario straordinario e al sindaco Bucci di avviare i necessari interventi, sia dal punto di vista normativo che operativo.
