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Cuore, prevenzione secondaria post-evento: ricetta per ottimizzare le cure e la spesa Ssn

L’incremento della spesa farmaceutica derivante da un utilizzo più tempestivo degli anticorpi monoclonali PCSK9i in aggiunta alle terapie di base è ampiamente compensato dal calo delle spese per ricoveri

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In Italia, le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte. Chi sopravvive a un evento cardiovascolare deve affrontare persistenti difficoltà nel follow-up clinico e nell’adozione di interventi di prevenzione secondaria, come il sostegno ai cambiamenti dello stile di vita, l’aderenza terapeutica e l’appropriatezza delle cure. Tali interventi, spesso frammentari o non ottimali, contribuiscono a mantenere elevato sia il rischio di mortalità, sia quello di ulteriori ricadute.

Tassi di riammissione al 55,7%

Secondo lo studio di Lucioni et al. (2016), il tasso di riammissione ospedaliera per tutte le cause tra i pazienti con eventi cardiovascolari in Italia è pari al 55,7%, mentre il tasso di mortalità post-dimissione a un anno si attesta al 10,59% (De Luca et al., 2022): cifre allarmanti che testimoniano una cronica sottovalutazione.

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In particolare, il tasso di mortalità è determinato dalla fascia di pazienti più gravi ovvero quelli con rischio alto o molto alto, che hanno già avuto un evento cardiovascolare o che hanno comorbidità cardiometaboliche oltre alla dislipidemia, il diabete, l’ipertensione e l’obesità. Proprio su questi pazienti le Linee Guida consigliano l’utilizzo degli anticorpi monoclonali in aggiunta alle terapie di base.

Le nuove evidenze scientifiche (Strike Early and Strong) hanno dimostrato che un approccio intensivo e precoce nel controllo della dislipidemia apporta benefici ulteriori rispetto all’attuale gestione (step wise).

Un approccio “step wise” incide negativamente non solo sulla salute dei pazienti, ma anche sulla sostenibilità economica del Servizio sanitario, a causa di costi aggiuntivi legati alle riammissioni ospedaliere e ad una meno efficiente allocazione delle risorse.

Vincente l’approccio lipidico personalizzato

Un recente studio condotto presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara (Patti et al., 2025) ha evidenziato l’efficacia di un approccio lipidico personalizzato basato sul livello di rischio del paziente (Strike Early and Strong). I dati mostrano con tale approccio un calo dell’incidenza di eventi avversi cardiovascolari (MACE) dal 12% nel 2019 al 3% nel 2023, accompagnato da una consistente riduzione dei ricoveri e delle complicanze. In pratica, l’incremento della spesa farmaceutica, derivante da un utilizzo più tempestivo degli anticorpi monoclonali PCSK9i in aggiunta alle terapie di base, è ampiamente compensato dal corrispettivo calo delle spese per ricoveri ospedalieri.

Un intervento tempestivo con terapie adeguate oltre che ridurre l’incidenza degli eventi cardiovascolari maggiori (infarto miocardico, ictus e morte cardiovascolare), talvolta fatali, genererebbe altresì rilevanti risparmi economici a livello regionale. In Lombardia, per esempio, la spesa per la gestione dei pazienti scenderebbe da 43,6 milioni registrati nel periodo 2019-2023 a 36,8 milioni di euro, con un risparmio di 6,7 milioni di euro. Andamenti simili si riscontrerebbero in Lazio (-3,3 milioni), Campania (-3,1 milioni), Piemonte (-3,1 milioni), Emilia-Romagna (-2,7 milioni), Veneto (-2,2 milioni) e Sicilia (-2,9 milioni di euro).

Questi risultati dimostrano che una gestione mirata e l’introduzione tempestiva di strategie terapeutiche appropriate non solo migliorano gli esiti clinici, ma favoriscono anche un utilizzo ottimale delle risorse sanitarie. L’adozione di approcci fondati sulle evidenze scientifiche più recenti contribuisce a migliorare la prognosi dei pazienti ad elevato rischio cardiovascolare, prevenendo ulteriori eventi avversi e promuovendo al contempo la sostenibilità del sistema pubblico.

* Direttore del Centro di Ricerca in Economia e Management in Sanità e nel Sociale Crems Castellanza (VA)
** Direttore Dipartimento ospedaliero toraco-cardio-vascolare, Direttore Struttura complessa di Cardiologia - Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara

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