Da Gibuti alla Somalia ai carabinieri moldavi: ecco a chi l’Italia fornisce armi gratis
Per quanto riguarda invece la legislatura attuale, il Governo ha presentato alle Camere due schemi di decreto per la cessione di armi a titolo gratuito. Il primo a favore delle Forze armate della Repubblica del Niger; il secondo per quelle del Governo federale della Repubblica di Somalia
di Andrea Carli
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I punti chiave
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L’ultimo caso è di qualche giorno fa. Il 20 marzo il ministro della Difesa Guido Crosetto ha trasmesso alle Camere uno schema di decreto interministeriale che riguarda la cessione a titolo gratuito di armi a favore delle Forze armate di Gibuti. Entro il 10 aprile le Commissioni che stanno attualmente esaminando il documento dovranno esprimere un parere. In questo caso si tratta di otto radio SRT-178V in distribuzione ai Reparti dell’Esercito italiano.
La stazione radio SRT -178N (RH4/178) opera nella banda di frequenza dalle 2MHz a 29,999 MHz e dispone di 280.000 canali. Questo tipo di stazioni radio può essere impiegato con diverse tipologie di antenne con una portata che va dai 30km (terrestre) ai 400km (ionosfera). Le radio oggetto di cessione sono di tipo veicolare. La cessione avvien e nel contesto di un piano di ammodernamento delle stazione radio HF che prevede la graduale riduzione del parco radio SRT 178/V (RH4/178). Il valore unitario è pari a 13.944,34 euro. Il valore totale ammonta a 111.554,72 euro.
Scopo del provvedimento è quello di rafforzare la collaborazione e la cooperazione tra le Forze armate italiane e le Forze armate gibutiane e si inquadra nell’ambito del sostegno alle istituzioni gibutiane, rafforzato dalla firma di un Accordo sulla Cooperazione nel settore della Difesa tra il Governo italiano e quello della Repubblica del Gibuti il 29 gennaio 2020, entrato in vigore l’8 marzo 2023. Lo scambio di materiali nell’ambito della Difesa, viene messo in evidenza, contribuisce ad accrescere l’interoperabilità tra i rispettivi dispositivi e, peraltro, rappresenta una premessa indispensabile nell’ ottica di un desiderio condiviso di operare congiuntamente e sinergicamente nelle varie situazioni di crisi (in via sia bilaterale sia multilaterale).
La cessione sarà finalizzata presumibilmente entro il 30 giugno.
I precedenti
Non è la prima volta che l’Italia cede materiale di armamento non più in uso allo Stato italiano ad altri Stati. Nella legislatura precedente, la XVIII, spiega un report dell’Ufficio Studi di Camera e Senato, le Commissioni Affari esteri e Difesa del Senato e della Camera hanno espresso parere favorevole su uno schema di decreto interministeriale che prevede la cessione a titolo gratuito di materiale di armamento a favore della Somali Police Force della Repubblica Federale Somala. In quell’occasione sono stati ceduti due VM-90P (veicolo multiruolo nella versione protetta); 200 scudi quadrati (marca Mirafan); 200 caschi con maschera (marca Protos9); 50 scudi tondi). Le Commissioni hanno poi espresso parere favorevole a un altro schema di decreto, che ha previsto la cessione di armi, sempre a titolo gratuito, al Dipartimento delle truppe dei carabinieri moldavo e, ancora, a uno schema di decreto n. 258 che faceva lo stesso per le Forze Armate della Repubblica del Niger.


