Dal ministero della Salute all'Agenzia del farmaco: i pazienti entrano nella stanza dei bottoni
A prevederlo è la legge di bilancio: potrebbe avere una portata rivoluzionaria se non si risolverà in un intervento solo di facciata
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I punti chiave
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I pazienti italiani provano a entrare nella stanza dei bottoni dove si decidono le terapie e le politiche sanitarie che li riguardano da vicino. Il ministero della Salute dovrà infatti aprire le porte ai rappresentanti delle loro associazioni facendoli partecipare ai “principali processi decisionali in materia di salute” e “alle fasi di consultazione” della Commissione scientifica ed economica dell'Agenzia del farmaco a cui spetta autorizzare i nuovi farmaci e il loro rimborso a carico del Servizio sanitario nazionale.
Le misure sui pazienti in legge di bilancio
A prevederlo è la legge di bilancio in un articolo di cui in pochi si sono accorti e che potrebbe invece avere una portata rivoluzionaria se sarà davvero messo a terra e non si risolverà in un intervento solo di facciata, anche perché esempi all'estero non mancano soprattutto in Inghilterra ma anche all'Agenzia europea del farmaco dove i rappresentanti dei pazienti siedono nel board dell'Ema. I tempi tra l'altro sono anche molto stretti, se rispettati i due regolamenti - uno del ministero della Salute e il secondo dell'Aifa - che dovranno “valorizzare, nell'interesse pubblico, il contributo, le competenze e la capacità di impatto delle associazioni di pazienti, dei gruppi di associazioni di pazienti e delle loro federazioni” stabilendo criteri e modalità devono essere approvati entro sessanta giorni e dunque entro inizio marzo.
Come saranno coinvolte le associazioni
Non si parte ovviamente da zero visto che le associazioni dei pazienti frequentano da anni le stanze del ministero o dell'Agenzia del farmaco nell'aiuto alla stesura di piani e programmi, ma ora con la norma della manovra questa presenza diventa molto più stringente: il ministero dovrà infatti inserire un rappresentante delle associazioni in organismi al suo interno come, “tavoli di lavoro, osservatori e gruppi di lavoro” e il suo coinvolgimento potrà riguardare “i provvedimenti, i piani e i programmi individuati dal ministero della salute e tutte le fasi, dall'istruttoria all'adozione finale dell'atto, del provvedimento o della decisione, nonché i percorsi decisionali sui farmaci individuati dalla Commissione scientifica ed economica dell'Aifa”. Insomma una presenza di peso e soprattutto stabile. Non solo: il ministero della Salute e l'Aifa dovranno “giustificare” decisioni diverse da quelle indicate dalle associazioni dei pazienti motivando “in forma esplicita l'eventuale scostamento dalle proposte contenute nei contributi resi in sede consultiva dalle associazioni”.
La selezione delle associazioni dei pazienti
Ma come saranno individuate le associazioni? E' sempre la legge di bilancio a spiegarlo: dovranno essere iscritte nel nuovissimo Ruas, il Registro unico delle associazioni della salute gestito dal ministero della Salute e consultabile sul web e che sarà suddiviso in aree tematiche. Anche i requisiti sono già stati stabiliti: tra gli altri c'è il fatto di essere costituite da almeno 10 anni - un requisito che potrebbe sollevare le critiche delle associazioni più giovani legate magari a malattie emergenti - ed essere iscritte anche nel Registro unico nazionale del Terzo settore “o in un altro albo ufficialmente riconosciuto”. Dovranno anche applicare i criteri di trasparenza e di rendicontazione previsti per l'attività di interesse pubblico, un fronte delicatissimo questo visto i potenziali conflitti di interesse che ci possono essere nei finanziamenti ricevuti anche dalle aziende.


