Tra emancipazione digitale e difesa dei diritti
di Paolo Benanti
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Alla due giorni che si è aperta alle porte di Stoccolma con la riunione dell’Eurogruppo e dell’Ecofin (i ministri delle Finanze dei 27) l’attenzione è tutta sulla riforma del Patto di stabilità e la ratifica del Mes da parte dell’Italia.
«È molto importante sottolineare che, pur rispettando pienamente la decisione che l’Italia potrebbe prendere di non accedere mai alla capacità che verrebbe creata dalla ratifica del Mes, abbiamo bisogno che venga ratificato in modo che altri Paesi possano accedervi in caso di necessità». Lo ha detto il presidente dell’Eurogruppo Paschal Donohoe al termine dell’incontro informale dei ministri finanziari dell’eurozona.
Stesso messaggio da parte del direttore del Meccanismo europeo di stabilità Pierre Gramegna. «Vorrei sottolineare che abbiamo un problema di tempistica, in quanto gli attuali accordi bilaterali di backstop scadranno entro la fine di quest’anno, quindi è fondamentale che l’entrata in vigore del trattato Mes modificato con questo backstop avvenga entro la fine dell’anno».
La ratifica anche da parte dell’Italia della riforma del Meccanismo europeo di stabilità «penso che sarebbe positiva perché avere un backstop (rete di protezione, ndr) in caso di difficoltà sarebbe effettivamente utile a tutti i membri che hanno ratificato», ha confermato la presidente della Bce Christine Lagarde, interpellata in particolare sulla ratifica ancora mancante da parte dell’Italia.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha avuto un incontro con la presidente della Bce Christine Lagarde definito «amichevole e costruttivo», che si è concentrato «sulla situazione economica italiana e sulle prospettive favorevoli per la crescita e l’occupazione». «Sono felice - ha scritto in un tweet il ministro - per il ruolo importante dell’Italia nello scenario economico internazionale».