Parlamento

Dall’autonomia al decreto Pa, ecco dove maggioranza e opposizione vanno al muro contro muro

Pioggia di emendamenti sul ddl sull’autonomia differenziata

(foto Ansa)

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Dal ddl sull’Autonomia differenziata al decreto Pa, sono questi i due terreni su cui va in scena il braccio di ferro parlamentare tra Governo e opposizioni. Sullo sfondo, il via libera alla Commissione di inchiesta sul Covid, con il sì del Terzo polo, che ha spinto l’ex premier Giuseppe Conte e il ministro della salute di allora Roberto Speranza a intervenire duramente in aula alla Camera contro questa soluzione.

Pioggia di emendamenti sull’autonomia differenziata

Si parte dall’autonomia differenziata. Sono 557 gli emendamenti presentati al ddl. L’ufficio della Commissione affari costituzionali del Senato ha completato la raccolta dei documenti inviati dai singoli gruppi parlamentari e, secondo quanto è emerso dalla griglia, sono 32 le proposte di modifica presentate dalle forze di maggioranza: 23 di Fratelli d’Italia, 7 di Forza Italia, 2 della Lega e altri 2 di Noi Moderati. Il record, tuttavia, è delle opposizioni: il Movimento 5 Stelle ha depositato 204 emendamenti. Segue il Pd con 189. Il gruppo Misto ne ha invece presentati 99, il gruppo Azione-Italia Viva 22 e il gruppo Per le Autonomie 9. Più avanti relatore e governo potranno proporre ulteriori emendamenti.

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L’apertura di Calderoli a perfezionare il testo

«Il testo può certamente essere perfezionato», ha chiarito il ministro degli Affari regionali Roberto Calderoli. La Lega, per ora, ha scelto di non alzare i toni. Calderoli ha posto l’accento sulla «predisposizione al dialogo» e ha invitato a proseguire «in questa direzione con serietà e impegno».

Ma in Transatlantico qualcuno ha notato che il braccio di ferro nella maggioranza è appena cominciato. La metafora della sfida muscolare, tuttavia, non convince troppo i senatori di Fratelli d’Italia. Fonti parlamentari del partito più rappresentato in Aula preferiscono parlare di «cammino ponderato». Una frenata? «No, piuttosto abbiamo innestato la marcia più bassa», ha commentato qualcuno.

Il decreto Pa 2

Ma il ddl sull’Autonomia non è l’unico terreno di scontro tra maggioranza e opposizioni. «Stamattina (martedì 4 luglio, ndr) i relatori di maggioranza» del decreto Pa 2 «non hanno nemmeno avuto la sensibilità istituzionale di presentarsi in Commissione per illustrare il merito del provvedimento. Un decreto di 45 articoli che tratta tutti i settori, senza un baricentro sul Pnrr e che mette solo qualche toppa all’emergenza precarietà nella Pubblica Amministrazione, così come emerge da quasi tutte le audizioni delle forze sociali che abbiamo fatto stamattina. Un comportamento che non è negligenza ma irresponsabilità». Così in una nota Arturo Scotto e Simona Bonafè, capogruppo Pd in Commissione Lavoro e Affari costituzionali della Camera. Le commissioni riunite così dovute passare direttamente alle audizioni, saltando la relazione iniziale di incardinamento del provvedimento.

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