Quanto valgono le promesse mancate di Apple sull’Ai?
di Alessandro Longo
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Mentre Camera e Senato concludono i lavori prima della pausa estiva con i voti su delega fiscale e decreto Pa 2, sulle scrivanie dei parlamentari si accumulano i fascicoli da esaminare al ritorno dalle ferie. Il Parlamento dopo l’estate tornerà a scontrarsi su alcuni dei temi più scottanti dall’inizio della legislatura, oltre che dalla grande valenza politica per l’esecutivo. Il tutto con l’ombra della manovra che incombe e promette di rallentare i lavori a partire da metà ottobre.
Prima tra le questioni da affrontare la riforma della giustizia. Il ddl Nordio è stato incardinato in II commissione al Senato, dove verrà esaminato in sede referente, e dovrà ricevere i pareri di Affari costituzionali, Difesa e Bilancio. Percorso però non semplice per un disegno di legge che continua a far discutere tutte le parti politiche. Lo stesso vale per la questione autonomia differenziata, in commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. Dopo l’abbandono del Comitato per i Livelli essenziali di prestazione (Clep) da parte dei quattro “saggi” - Giuliano Amato, Franco Gallo, Alessandro Pajno e Franco Bassanini -, continuano le polemiche. Le opposizioni hanno chiesto di non votare ancora gli emendamenti, e l’audizione del Clep è stata accordata per dopo il rientro dalle vacanze. Nel frattempo, i primi dati del Comitato non sembrano piacere: «Si confermano tutte le preoccupazioni che evidenziamo ormai da mesi - hanno dichiarato i senatori di Pd, M5S e Avs - questo disegno di legge rischia di acuire l’ingiustizia sociale, e di accentuare in maniera non più colmabile le distanze» tra cittadini di diverse Regioni.
Si riaffaccerà anche la vexata quaestio del Meccanismo europeo di stabilità (Mes), che andrà riaffrontato ai primi di novembre, a meno di due mesi dalla scadenza della ratifica (fissata per il 31 dicembre) e in piena sessione di bilancio. Per quanto riguarda invece il salario minimo, dopo l’approvazione dell’emendamento sospensivo alla Camera, tornerà in Assemblea a fine settembre. Non è da escludere una sua ricomparsa, in caso di ulteriori rallentamenti, con qualche mossa strategica sulla legge di Bilancio. Un autunno caldo, dunque, che avrà da affrontare anche altri nodi tra i quali i temi fondamentali come servizi e beni essenziali, pensioni, natalità, Servizio sanitario nazionale, scuola, sicurezza, enti locali.
Ma non solo. Probabilmente si discuterà ancora di tagli - in particolare al Pnrr - e potrebbero tornare alcune proposte accantonate durante discussione e voto alla delega fiscale. Rimandato a settembre anche il confronto e il voto sull’istituzione del “reato universale” di surrogazione di maternità all’estero. Una ripresa dei lavori parlamentari decisamente affollata considerando che le Camere si ritroveranno - oltretutto - 204 provvedimenti che le quattordici commissioni della Camera e le dieci del Senato stanno già esaminando, mentre quelli in stand-by (ovvero assegnati ma non ancora discussi) al momento sono 1.237. Decreti e disegni di legge che, però, non sono distribuiti equamente. Soprattutto a Palazzo Madama dove, dopo il taglio del numero di eletti, i senatori si sono ritrovati «con l’acqua alla gola», come ha detto il presidente Ignazio La Russa a fine luglio. Così i membri di Affari costituzionali, che prima delle vacanze hanno accumulato 31 provvedimenti all’esame, si affanneranno un po’ più dei colleghi della commissione Finanze, che invece sono all’opera su soli tre documenti.