Dalla scabbia alla dengue: così le malattie tropicali diventano sempre più di casa
Complici le migrazioni, i viaggi e soprattutto il cambio del clima stanno prendendo sempre più piede anche in Italia
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I punti chiave
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Dengue, chikungunya, leishmaniosi, lebbra, scabbia, ma anche rabbia, malattia di Chagas. Solo solo alcune delle 21 malattie tropicali neglette spesso dimenticate che colpiscono 1,6 miliardi di persone soprattutto nei Paesi in via di sviluppo provocando fino a mezzo milioni di morti ogni anno. Ma ora, complici le migrazioni, i viaggi e soprattutto il cambio del clima stanno prendendo sempre più piede anche in Italia dove sono presenti almeno 12 di quelle 21 patologie e si registrano circa 4mila-5mila casi all'anno, numeri sottostimati secondo gli esperti e destinati a crescere sempre di più e quindi da tenere sotto attenta osservazione, come hanno appena segnalato insieme l'Agenzia italiana del farmaco e l'Istituto superiore di Sanità.
Le malattie neglette hanno lo stesso impatto dei big killer
Queste 21 patologie neglette insieme hanno un impatto sanitario globale nell'ordine di grandezza delle tre “big killers” mondiali e cioè Hiv/Aids, tubercolosi e malaria. Diffuse in particolare nelle aree tropicali più povere (dove si fa poco o niente per contrastarle), sono causate da virus, batteri, parassiti e funghi, e colpiscono 1,6 miliardi di persone. La maggior parte è direttamente trasmessa nel territorio italiano, dove almeno 4-5mila persone ne sono interessate, ma si tratta di numeri sottostimati: 693 casi (213 autoctoni) di Dengue nel 2024, 600 quelli di malattia di Chagas dal 1998, con l'echinococcosi cistica come “malattia negletta” più rilevante in Italia (15 casi ogni milione di abitanti). Per questo, spiega la direttrice del dipartimento Malattie infettive Iss Anna Teresa Palamara in occasione della Giornata mondiale il 30 gennaio, “dobbiamo sorvegliare la loro circolazione e attivarci quando necessario, lavorando per rimuovere le cause che aumentano la diffusione dei patogeni e rendono gravi anche infezioni banali legate a povertà, malnutrizione e impossibilità di fare diagnosi”. Altrimenti “non solo virus e batteri arriveranno più facilmente nei nostri Paesi, ma mutazioni e ricombinazioni genetiche finiranno per far emergere infezioni sconosciute ai nostri sistemi immunitari e senza terapie adatte a contrastarle”.
Pesano mobilità, viaggi e cambio climatico
Per il presidente dell'Aifa Robert Nisticò e quello dell'Iss Rocco Bellantone è importante parlarne in quanto “la mobilità di persone, cibi, animali, l'aumento dei viaggi, in aree più o meno remote del mondo, determinano l'acuirsi di un rischio che si è già reso evidente e che sarà destinato ad aumentare anche a causa del cambiamento climatico”, che può portare a una maggiore presenza di vettori (spesso zanzare). Le iniziative contro le malattie tropicali neglette, afferma Nisticò, “sono sostenute da uno dei più grandi programmi globali di donazione di medicinali: attualmente, 20 diversi tipi di farmaci sono donati da 12 produttori”, con “quasi 30 miliardi di compresse e fiale” dal 2011 e “1,8 miliardi donati e consegnati per le cure effettuate nel solo 2024”. Cruciale rilanciare “i programmi su sicurezza dell'acqua, servizi igienico sanitari e accesso all'assistenza sanitaria” prevedendo “forme di sostegno internazionale alla ricerca di nuove e più efficaci terapie”.


