Dalle nomine Ue alla Tav, a Renault-Fca: tutti i dossier sul tavolo del bilaterale Conte-Macron
di Andrea Carli
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Un faccia a faccia che avviene in un momento delicato per l’Italia, finita sotto la lente Ue sui conti pubblici, con una procedura per disavanzo eccessivo causato dal mancato rispetto della regola del debito che si staglia minacciosa all’orizzonte.
Un faccia a faccia, quello tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron che si terrà nel tardo pomeriggio di oggi a margine del vertice informale dei paesi del Mediterraneo - a La Valletta; partecipano i Capi di Stato e di Governo di Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Grecia e Cipro - che arriva in una fase che va verso una normalizzazione dei rapporti tra i due paesi, ma che in un passato non troppo remoto, anche a causa dell’apertura del vicepremier pentastellato Di Maio al movimento dei gilet gialli, ha registrato tensioni nelle relazioni diplomatiche, a cominciare dalla decisione di Parigi di richiamare in patria l’ambasciatore a Roma (oggi tornato a Palazzo Farnese). L’incontro è stato chiesto dal francese.
Al centro del bilaterale di oggi, che si terrà fra la sessione plenaria e la conferenza stampa congiunta dei leader, le nomine europee,la riforma dell’Unione Economica e Monetaria e dell’Eurozona, il Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, il cambiamento climatico, l’Agenda strategica dell’Ue 2019-2024. Tra i temi che, allo stato attuale, dovrebbero essere affrontati dai due anche il futuro della Tav, l’Alta velocità Torino - Lione. Anche su pressione di Malta, non dovrebbe mancare uno scambio di vedute sulla crisi libica: qui lo scontro tra il premier Fayez Mustafa Al Sarraj e il general Khalifa Haftar, vicino alla Francia, continua senza che si intravveda il raggiungimento di un’intesa.
In primo piano la partita delle nomine europee
Il dossier che ha la priorità è quello delle nomine europee. Anche per una questione di tempistica, particolarmente stretta: il Consiglio europeo del 20 e 21 giugno dovrà designare il successore di Jean-Claude Juncker alla guida della Commissione. Nonostante allo stato attuale il governo giallo verde, che esprime un’impronta “sovranista” su pressing della componente leghista, non abbia molte sponde in Europa, l’Italia ha comunque un peso politico, che le deriva dal fatto di essere tra i paesi fondatori dell’Unione europea.
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