Dallo sconto sulla benzina al bonus bollette allargato, tutti gli aiuti del nuovo decreto
Il Decreto Aiuti-ter varato dal governo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 settembre vale 14 miliardi. Contiene misure di sostegno per imprese e famiglie di fronte al caro-energia
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I punti chiave
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Il Decreto Aiuti-ter varato dal governo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 settembre vale 14 miliardi. E contiene misure di sostegno per imprese e famiglie di fronte al caro-energia. Ecco quelle principali.
Nuovo bonus 150 euro
Tra i vari provvedimenti contenuti nel decreto Aiuti-ter, spunta il bonus una tantum di 150 euro per aiutare i cittadini a sopportare i costi del caro bollette. Andrà - direttamente in busta paga - ai lavoratori dipendenti che a novembre avranno avuto una retribuzione non superiore a 1.538 euro, e ai pensionati e lavoratori autonomi con redditi inferiori a 20.000 euro lordi annui. Il contributo sociale interesserà una platea di 22 milioni di persone, inclusi gli incapienti.
Esteso il bonus trasporti
Arrivano nuovi stanziamenti per il bonus trasporti, il contributo da 60 euro per l’acquisto di abbonamenti ai trasporti pubblici. In particolare, il Fondo nato con il primo decreto Aiuti è incrementato di 10 milioni di euro per l’anno 2022. Il voucher, riconosciuto alle persone con reddito annuo inferiore a 35mila euro, potrà essere richiesto fino a dicembre. Secondo i dati del ministero del Lavoro, finora i bonus emessi sono stati circa 730.000.
Crediti anche a Pmi
Per la prima volta anche le piccole imprese avranno accesso al credito d’imposta: fino al 30 settembre è confermato l’attuale meccanismo, (25% per le imprese energivore e al 15% per le altre imprese con consumo maggiore di 16,5 MW). Per i mesi di ottobre e novembre è previsto un rafforzamento, con soglia del 25% per le imprese energivore e al 40% per tutte le imprese che consumano gas. Ci saranno anche garanzie statali sui prestiti alle imprese in crisi di liquidità per il caro bollette, con accordi da sviluppare con le banche per offrire i prestiti al tasso più basso, in linea con il Btp.
Stop a delocalizzazioni selvagge
Passa inoltre la norma contro le aziende che vanno via da un giorno all’altro per trasferirsi dove conviene di più, senza tutelare i lavoratori. Il datore di lavoro che vuole delocalizzare o chiudere la sua attività, che non è in crisi, ha 90 giorni (e non più 30) per presentare un piano per limitare le ricadute occupazionali ed economiche. E il contributo che è tenuto a pagare «in caso di mancata sottoscrizione del piano da parte delle organizzazioni sindacali» è «innalzato del 500%. Sarà inoltre revocato ogni beneficio statale ricevuto in caso di delocalizzazione che preveda il 40% di licenziamenti dei dipendenti.

