Energia, Draghi: «Decreto da 14 miliardi senza extra deficit. Non disponibile a nuovo mandato»
Il presidente del Consiglio è intervenuto in conferenza stampa con i ministri Franco e Cingolani dopo il via libera dell’esecutivo al dl Aiuti ter: «Siamo a 31 miliardi, è come uno scostamento»
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I punti chiave
- Dl aiuti ter: Draghi, non prevediamo nessuno scostamento di bilancio
- C’è rallentamento crescita ma non sintomi recessione
- Franco, in tutto 66 mld di aiuti, deficit resta al 5,6%
- Con buona crescita politica può restare espansiva
- Margini per crediti imposta anche a dicembre
- Garanzie su crediti per bollette da subito
- Contributo di 150 euro per 22 milioni di italiani
- Banche disponibili, di fatto bollette rateizzate
- Rigassificatore Piombino essenziale, ora tempi certi
- Cingolani, ottime chance price cap Ue a fine settembre
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Un nuovo provvedimento di sostegno, il terzo, che, come ha spiegato il presidente del Consiglio Mario Draghi in occasione della conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al decreto Aiuti ter, si sviluppa lungo tre canali. «Aiuto alle famiglie e alle imprese per affrontare la crisi energetica e più in generale il caro vita. Intervento per accelerare le riforme strutturali del Pnrr. E dare attuazione alla diversificazione energetica dal gas russo, e verso le rinnovabili». Il provvedimento prevede, tra le misure, un bonus 150 euro a redditi fino al 20.000 euro e il taglio accise su carburanti esteso fino al 31 ottobre.
Dopo la conferenza stampa Draghi si è recato nelle Marche, ad Ostra in provincia di Ancona, per visitare i territori colpiti dal maltempo e presiedere alle riunioni operative con il coordinamento dei soccorsi e con le autorità locali. «Vorrei esprimere la vicinanza mia e di tutti noi a tutti i familiari delle vittime - ha detto il premier aprendo l’incontro con i giornalisti -. Al momento sono 10 morti ma situazione è in evoluzione. Alla fine della Conferenza stampa andrò nelle Marche per esprimere di persona questa partecipazione di tutti noi. Curcio è là da stamattina, il Cdm ha deliberato lo Stato d’emergenza con 5 milioni per i primi aiuti».
Dl aiuti ter: Draghi, non prevediamo nessuno scostamento di bilancio
Ma il tema principale di quella che potrebbe essere l’ultima conferenza stampa del Governo Draghi è stata l’inflazione, e in particolare le soluzioni che il nuovo provvedimento mette sul piatto per tutelare famiglie e aziende, il tutto senza fare ulteriore deficit. «Per inciso - ha detto Draghi, che ha chiarito ancora una volta di non essere disponibile a un nuovo mandato a Palazzo Chigi -, siamo a 14 miliardi oggi, più 17 miliardi del decreto bis, arriviamo a un importo di circa 31 miliardi. Sembra rispondere alla richiesta di uno scostamento di 30 miliardi, a meno che non si pensi a uno scostamento ogni mese». Interventi, ha continuato il capo del Governo, che «si aggiungono ai quasi 50 dei mesi scorsi. Nel complesso parliamo di una cifra pari al 3,5% del Pil, che ci pone tra i Paesi che hanno speso di più in Europa.
L’andamento dell’economia italiana ci consente di aiutare famiglie e imprese senza fare uno scostamento dei conti pubblici. Ripeto: sostegno all’occupazione, crescita per imprese e famiglie e più deboli: questa è l’agenda sociale del governo che ho avuto l’onore di presiedere. Non c’è motivo che ci si discosti se la crescita è accompagnata dall’equilibrio dei conti: le risorse ci sono. Quello che conta è che le riforme continuino: quello è l’ambiente favorevole per la crescita. La crescita non è prodotta dai governi ma dagli italiani».
C’è rallentamento crescita ma non sintomi recessione
Per quanto riguarda lo stato di salute dell’economia in questo momento, Draghi ha spiegato che «le previsioni dicevano 3, oggi siamo al 3,4 o 3,5. L’anno scorso siamo andati al 6,5. L’anno prossimo prevedono una mezza recessione, chiaramente c’è un rallentamento, ancora non ci sono sintomi di una recessione».

