Concessioni balneari, Consiglio di Stato: proroga solo fino a dicembre 2023. Sulle spiagge 15 anni di contenzioso con l’Ue
La mediazione nella cabina di regia: nel provvedimento niente liberalizzazioni delle spiagge ma una mappatura delle concessioni in vista di una futura riforma
di Andrea Carli
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I punti chiave
- Rilievi Ue su spiagge, fonti governo: si attende sentenza Consiglio di Stato
- Cds proroga concessioni spiagge solo fino a dicembre 2023
- La mediazione nella cabina di regia
- Sistema informativo di rilevazione delle concessioni di beni pubblici
- Draghi, governo sceglie terza via: trasparenza
- «Oggi scarsa redditività delle concessioni»
- Sulle spiagge uno scontro con l’Ue che dura da 15 anni
- La bocciatura della Corte di giustizia Ue
- La seconda procedura di infrazione
- Il decreto Rilancio
- Si accende il faro del Garante della concorrenza sui Comuni
- Antitrust bacchetta Regione Sardegna su concessioni
- In Italia circa 30mila concessioni
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La mancata liberalizzazione delle concessioni balneari non è sfuggita all’occhio della Commissione europea. A poche ore dalla decisione del governo italiano di effettuare una ricognizione, e non una liberalizzazione come chiede invece l’Ue, è giunto puntuale da Bruxelles quello che, nella sostanza, ha i toni di un altolà: «Siamo al corrente degli ultimi sviluppi in Italia», ha spiegato la portavoce della Commissione europea per il Mercato interno Sonya Gospodinova, aggiungendo subito dopo che se da una parte «è una prerogativa italiana decidere come procedere sulla riforma»; dall’altra «per la Commissione è importante il contenuto non la forma che prenderà questa riforma».
Di qui, la conclusione: «L’importante - ha sottolineato la portavoce - è che le autorità italiane mettano rapidamente in conformità la loro legislazione, e le loro pratiche relative alle attribuzioni delle concessioni balneari, con il diritto europeo e la giurisprudenza della Corte di Giustizia». A stretto giro, in una nota i senatori della Lega in commissione Lavoro hanno chiesto all’Europa «più vicinanza e meno lezioni».
Rilievi Ue su spiagge, fonti governo: si attende sentenza Consiglio di Stato
Secondo fonti di governo, la linea non è lasciare il nodo balneari in stand-by, passando la “patata bollente” al prossimo esecutivo. Bensì attendere la sentenza del Consiglio di Stato, e, in base a quella, calibrare l’intervento da attuare, così da muoversi nel tracciato di quanto deciderà l’organo di giustizia amministrativa guidato da Filippo Patroni Griffi.
Cds proroga concessioni spiagge solo fino a dicembre 2023
La sentenza del Consiglio di Stato è arrivata il 9 novembre. E ha stabilito la proroga delle concessioni balneari solo fino al dicembre 2023 «al fine di evitare il significativo impatto socio-economico che deriverebbe da una decadenza immediata e generalizzata di tutte le concessioni in essere». La decisione presa dall’adunanza plenaria fa seguito alle udienze del 20 ottobre. «Dal giorno successivo, tuttavia, non ci sarà alcuna possibilità di proroga ulteriore, neanche per via legislativa, e il settore sarà comunque aperto alle regole della concorrenza», ha precisato il Consiglio di Stato.
La mediazione nella cabina di regia
La mediazione sulle spiagge delineata nella cabina di regia tra le forze di maggioranza, che si è svolta dopo decine di incontri tecnici e diversi rinvii, e confermata nel Ddl sulla concorrenza approvato dal Consiglio di ministri, ha condotto a una soluzione sulle gare per le concessioni balneari che ricorda un po’ il “precedente” del catasto, nell’ambito della legge delega sulla riforma fiscale: niente liberalizzazioni delle spiagge, per ora solo una mappatura dello stato dell’arte. Una sorta di “operazione trasparenza” per avere intanto un quadro chiaro di chi le detiene, da quanto tempo e quanto paga che possa fare da base a eventuali futuri interventi sui meccanismi della messa a gara.
