Decreto Genova, tutti i motivi per cui sarà riscritto
di Nicoletta Cottone
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Il decreto Genova ha bisogno di alcune urgenti modifiche. Genova ha bisogno in tempi stretti di un nuovo ponte, spaccata in due com’è dopo il crollo del ponte Morandi del 14 agosto. Con gli sfollati in attesa di risposte e l’economia della città e del porto in gravi difficoltà. Martedì e mercoledì il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione del ponte Morandi Marco Bucci sarà a Roma per modificare il decreto. Il crollo del ponte Morandi costringe i circa 4mila camion che ogni giorno entrano ed escono dal porto di Genova a 120 chilometri per l'attraversamento di Genova da Levante a Ponente e a 70 in senso inverso, con notevoli costi per imprese di trasporto e aziende produttrici.
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Danni per 116 milioni di euro
Costi che a quasi due mesi dal crollo del Ponte Morandi sono stati quantificati da una stima di Conftrasporto-Confcommercio realizzata in collaborazione con Isfro, diffusa al Quarto Forum internazionale di Conftrasporto-Confommercio a Cernobbio: il danno complessivo per le imprese dell'autotrasporto in transito per il nodo di Genova ha superato i 116 milioni di euro. Circa due milioni di euro al giorno.
Il cantiere della demolizione deve partire il 1° dicembre
Il neo commissario per la ricostruzione e sindaco di Genova Marco Bucci ha evidenziato tutte le criticità, a partire dalle risorse. Al primo posto il problema della demolizione: se il nuovo ponte deve essere pronto per Natale 2019 il cantiere della demolizione deve partire il 1° dicembre 2018. Una data fattibile, a patto che sia fatta chiarezza su come fare ad assegnare un progetto in soli 45 giorni.
Deroghe dettagliate
Secondo Bucci per evitare contenziosi bisogna stabilire in modo più chiaro quali sono le deroghe e le procedura per attivarle. Il decreto Genova affida al commissario Bucci ampi poteri di deroga alle normative vigenti, in particolari per l'affidamento della ricostruzione. Per ora però la deroga è molto generale: per evitare contenziosi, ha chiarito Bucci, bisogna «regolare l'utilizzo delle deroghe, senza toccare il fatto che si deve fare presto».
