Normative europee

Deforestazione, le imprese del legno chiedono una proroga per il nuovo regolamento

Filiera in allarme in tutta Europa per i possibili effetti del regolamento Eudr, che rischia di frenare anche l’export dell’arredo italiano

di Giovanna Mancini

(alephcomo1 - stock.adobe.com)

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«Le imprese sono attonite, quando spieghiamo la complessità del nuovo regolamento e l’impatto che avrà su di loro, anche in termini di costi, soprattutto quelle esportatrici, che rischiano il blocco delle merci alle dogane». Alessandro Calcaterra, presidente di Fedecomlegno, l’associazione di FederlegnoArredo che rappresenta gli importatori, racconta così la reazione degli imprenditori friulani al primo incontro organizzato dalla Federazione in Friuli, per spiegare i meccanismi e le conseguenze dell’Eudr, il regolamento Ue sulla deforestazione entrato in vigore lo scorso giugno, che avrà effetto sulle imprese dal prossimo 31 dicembre.

La richiesta di una proroga

A meno che, come richiesto da tutte le associazioni europee della filiera legno-arredo, Bruxelles non decida una proroga della sua applicazione o, meglio ancora, una sua modifica in alcune parti. Opzione, quest’ultima, a cui le imprese credono poco: «Finora da Bruxelles nessuno ha dimostrato interesse per un confronto con le imprese e lo dimostra il fatto che questo regolamento è un mostro burocratico che renderà la vita impossibile a tante piccole aziende, che non hanno gli strumenti per adempiere a tutte le richieste di tracciabilità richieste dalla nuova normativa», aggiunge Calcaterra.

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Il canale con il ministero dell’Agricoltura e delle foreste è invece aperto e collaborativo, ma i governi nazionali potranno fare poco se e quando questo regolamento sarà attuativo con il suo sistema sanzionatorio.

Cosa prevede il regolamento Eudr

Facciamo un passo indietro: L’Eudr allarga il ventaglio di materie e prodotti presi in considerazione dal precedente Regolamento (il 995 del 2010, detto Eutr), che stabiliva obblighi per gli operatori che commerciavano legno e prodotti da esso derivati, per contrastare il disboscamento illegale e il commercio a esso associato: oltre al legno, vengono inserite carte melaminiche, pelli e gomma, materiali che le aziende dell’arredamento utilizzano. Non solo: se prima l’obbligo di tracciamento era limitato ai commercianti di legno, ora tale obbligo viene esteso anche ai mobilieri, perché dovranno essere certificati tutti i prodotti da esportare, compresi quelli destinati all’Europa stessa. Ma ricostruire l’intera filiera che rende possibile la nascita di un mobile – che spesso comprende il lavoro di otto o dieci aziende, talora piccole e micro – è difficilissimo per chi non ha gli strumenti o le strutture aziendali adatti.

Il senso di disorientamento è diffuso, dice anche il presidente del Cluster Arredo, Matteo Tonon: «È quello che proviamo dinanzi a un regolamento che, in realtà, norma comportamenti già virtuosi e protettati verso il futuro e che, seppur in linea di principio corretto, nella pratica andrebbe solo ad appesantire con adempimenti burocratici le nostre imprese e l’intera filiera».

«Un disorientamento diffuso a più livelli – ha ribadito Carlo Piemonte, direttore generale del Cluster legno arredo casa FVG e Cluster Italia foresta legno – che rischia di compromettere sia l’import che l’export della filiera del legno; in particolare penso agli oneri burocratici aggiuntivi a cui le piccole e medie imprese della filiera foresta legno sono chiamate a rispettare».

Un freno alla competitività delle imprese

Non sono infatti gli obiettivi del regolamento a essere contestati, anzi: «Condividiamo le finalità dell’Eudr, ovvero la necessità di acquistare solo legname e prime o seconde lavorazioni la cui origine sia documentabile e certificata – dice ancora Calcaterra –. Ma è il modo in cui è stato scritto che non funziona e rischia di creare una grande vulnus alla capacità delle imprese di esportare, perché impone blocco in dogana qualora mancasse anche un solo elemento nella ricostruzione dell’origine dei prodotti».

La filiera europea del legno-arredo, e quella italiana in particolare, è infatti all’avanguardia sul fronte della sostenibilità e della tutela e valorizzazione della risorsa legno. Tuttavia, le imprese contestano la trasformazione di una battaglia condivisa e condivisibile, il contrasto alla deforestazione, nell’ennesimo aggravio di oneri e burocrazia per chi fa impresa in Europa. Da qui l’appello al governo perché si faccia portatore a Bruxelles degli interessi delle imprese, ma nel contempo l’impegno per informare e aiutare i produttori a districarsi nei meandri di questa normativa, attraverso una serie di incontri (di cui quello di Manzano è stato il primo) in diverse regioni italiane.

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