Diritti sulla CO2 a 100 euro: una spinta all’idrogeno, ma anche ai consumi di gas
È la soglia di prezzo che rende convenienti idrogeno verde e sequestro dell’anidride carbonica. Cresce anche l’incentivo a bruciare gas anziché carbone nelle centrali, fenomeno non privo di rischi oggi che la sicurezza energetica non è scontata
di Sissi Bellomo
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Inquinare non è mai stato così caro in Europa. Il prezzo dei permessi per la CO2 ha superato 100 euro per tonnellata a metà febbraio, spingendosi ai massimi dal 2005, quando è stato creato il mercato europeo dei diritti di emissione EU-ETS (Emission Trading System).
Non è solo una cifra tonda, ma una soglia tecnica e psicologica di particolare rilevanza, perché è a questi livelli di prezzo che secondo gli analisti diventa economicamente vantaggioso investire nelle tecnologie pulite più costose, ma cruciali per la decarbonizzazione, come l’idrogeno verde (ossia quello prodotto con fonti rinnovabili) e gli impianti CCS, per la cattura e il sequestro dell’anidride carbonica, che peraltro godono anche di incentivi pubblici.
Perché ci sia un effetto tangibile sugli investimenti è chiaro che non basta un’impennata temporanea: la CO2 deve rimanere molto cara. In ogni caso «se si pensa che andremo sopra 100 euro in modo permanente, si crea un ambiente molto costruttivo per l’idrogeno verde», osserva Mark Lewis, head of climate research di Andurand Capital. Il fatto che questa soglia sia stata violata ha un’«importanza simbolica» secondo l’esperto, perché «la gente comincerà a realizzare che siamo in un nuovo paradigma».
Il contratto benchmark per le quote di CO2 – il future per dicembre 2023 sulle European Union Allowances (EUA), quotato all’Ice Endex – ha già in parte ritracciato dopo essersi spinto martedì 21 fino a un picco di 101,95 euro per tonnellata: mercoledì 22 scambiava intorno a 96 euro, in ribasso del 4%. Ma le tensioni non sono una novità e sembrano destinate a durare, sia pure tra alti e bassi.
Negli ultimi cinque anni il valore dei permessi per inquinare è quintuplicato e il rialzo dei prezzi ha accelerato con l’adozione di politiche europee sempre più stringenti a favore dell’ambiente, che a breve porteranno ad un ritiro più rapido dei diritti in circolazione e al moltiplicarsi dei soggetti obbligati a partecipare all’Emission Trading System.



