Disastro Genova, Autostrade monitorava alcuni ponti in tempo reale ma non il Morandi
di Maurizio Caprino
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Non era impossibile per Autostrade per l'Italia (Aspi) monitorare in tempo reale il viadotto Polcevera sulla A10 a Genova, evitando o limitando la tragedia di martedì: la stessa società aveva adottato da poco uno Smart Monitoring, sistema di controllo avanzato come quelli di cui si è tanto parlato in questi giorni dopo il crollo, con sensori che trasmettono dati in continuo. Ma lo aveva fatto ben lontano da Genova: su sei cavalcavia tra Emilia, Romagna e Polesine, nel territorio della DT3 (la direzione del terzo tronco, con sede a Bologna Casalecchio).
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Una zona di pianura, con strutture “giovani” e meno lunghe del Ponte Morandi, quindi molto più “tranquilla” rispetto alla situazione genovese. Perché questa scelta?
Aspi, contattata dal Sole 24 Ore, ha risposto che si tratta di «sperimentazioni per la validazione di diversi sistemi di misura Il sistema consente il controllo in continuo dei transiti sulle opere d'arte effettuando il riconoscimento del tipo di mezzo che percorre l'opera e rilevando al contempo eventuali anomalie nel comportamento dell'opera dal punto di vista delle deformazioni». Se ne potrebbe quindi dedurre che per le sperimentazioni si sia ragionevolmente preferita una zona “comoda”.
Ma nell'elenco dei sei cavalcavia su cui è installato lo Smart Monitoring ce ne sono due da valutare con attenzione: quello della E45 che passa sulla A14 a Cesena Nord e quello dello svincolo di Villamarzana, sulla A13 a sud di Rovigo. Potrebbero essere stati scelti perché in qualche modo preoccupano Aspi.
La struttura di Cesena fa parte di un'altra grande malata del sistema viario italiano, la superstrada E45 Orte-Ravenna, che non a caso in questi mesi ha vari cantieri di lavoro aperti proprio in quel tratto. Non va dimenticato che appena nel marzo 2017 sulla stessa A14, a Camerano (Ancona), Aspi ha dovuto registrare il crollo di un altro cavalcavia durante lavori in corso, con due morti. Possibile quindi che ci si sia voluti cautelare, tanto più che nel caso di Cesena i lavori in corso si svolgono sotto la responsabilità non della società stessa ma dell'Anas, che gestisce la E45. A ottobre 2016, inoltre, il crollo del cavalcavia di una provinciale sulla statale 36 ad Annone (Lecco) con un morto ha mostrato tutti i problemi che possono sorgere quando si “incrociano” strade gestite da soggetti diversi.
