Lo studio Janus Henderson

Dividendi, i soci festeggiano ancora nel terzo trimestre. E il 2022 sarà record

In estate si sono aggiunti a livello globale 416 miliardi di cedole. Per l’anno intero si punta ormai alla cifra mai vista di 1.560 miliardi. I venti di recessione invitano però alla prudenza per il prossimo anno

di Maximilian Cellino

(AdobeStock)

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È ancora una pioggia di dividendi quella che bagna gli azionisti di tutto il mondo. La frenata economica e in molti casi la recessione arriveranno, ormai inevitabili come appaiono, con esse rallenteranno di sicuro gli utili delle aziende quotate e a cascata si prosciugheranno anche le remunerazioni a vantaggio degli investitori. Per il momento però la stagione delle cedole record si protrae, almeno fino al termine di questo anno travagliato.

Il bilancio del terzo trimestre

A confermarlo sono i numeri raccolti da Janus Henderson fra le principali 1.200 società quotate nel mondo e che compongono il suo Global Dividend Index nel corso del terzo trimestre 2022, un periodo in cui il valore distribuito agli azionisti è cresciuto a livello globale del 7% rispetto a 12 mesi prima fino a raggiungere la cifra record per il periodo di 415,9 miliardi di dollari.

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Non solo gas e petrolio

E se non c’è dubbio che siano il settore del petrolio e del gas ad aver fatto da traino, grazie al balzo del prezzo dei prodotti che vengono trattati, vale comunque la pena di osservare che in giro per il mondo il 90% delle imprese è stato in grado di aumentare o mantenere al limite invariato l’ammontare delle cedole. Il bilancio avrebbe potuto essere ancora più rotondo, se non ci fossero stati elementi non ricorrenti come l’apprezzamento del dollaro (valuta nella quale vengono per convenzione convertiti tutti i pagamenti presi in considerazione da Janus Henderson) senza i quali il cosiddetto aumento sottostante avrebbe raggiunto il 10,3 per cento.

NUOVO RECORD IN VISTA

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Le previsioni per il 2022

Per gli analisti la spinta dovrebbe proseguire anche nell’ultimo trimestre dell’anno, a un ritmo addirittura più sostenuto delle attese. Janus Henderson ha infatti rivisto al rialzo di 30 miliardi le previsioni sul dato complessivo per l’intero 2022, riflettendo soprattutto «l’aumento dei dividendi straordinari una tantum, la solidità dello stesso settore petrolifero e dell’Asia» e prevede adesso versamenti complessivi pari a 1.560 miliardi, per una crescita dell’8,3% su base annua (8,9%) che si mantiene ancora qualche gradino al di sopra la tendenza di lungo termine che a sua volta si attesta al 5-6 per cento.

Il rapporto tra gli utili di una società e i suoi dividendi prossimo ai massimi storici fornirà sostegno anche se i profitti dovessero essere messi sotto pressione

Janus Henderson Jane Shoemake

Uno sguardo al futuro

Sul futuro per il momento non ci si sbilancia, né ci si illude: «Nel 2023 il rallentamento della crescita economica globale avrà probabilmente un impatto sugli utili e sulla capacità di alcune società di aumentare le distribuzioni», riconosce Jane Shoemake, gestore di Janus Henderson, che però rimane possibilista. «Il rapporto tra gli utili di una società e i suoi dividendi - aggiunge - è prossimo ai massimi storici, poiché la redditività è solida e la pandemia ha in molti casi indotto a ridurre le cedole a livelli più sostenibili e questo fornirà un certo sostegno anche se i profitti dovessero essere messi sotto pressione». I dividendi mostrano del resto variazioni molto meno marcate durante le fasi di un ciclo economico rispetto agli utili, proprio perché le società cercano di mantenere un livello di pagamenti sostenibili nel corso del tempo ai propri soci.

La rincorsa italiana

L’Italia offre da parte sua indicazioni contrastanti: sulla carta si assiste a una riduzione di quasi un terzo dei pagamenti agli azionisti, passati nel giro di 12 mesi dall’equivalente di circa 4 miliardi di dollari ad appena 2,7 miliardi. L’effetto valuta sottrae però di per sé l’11,4%, mentre il resto dell’aggiustamento si deve a Eni, che è nel frattempo passata a un regime di distribuzioni trimestrali. «Questo fattore - conferma Federico Pons, Country Head Italia di Janus Henderson - ha contribuito a ridurre la crescita complessiva del terzo trimestre e determinerà di conseguenza un aumento nel corso del prossimo». Senza simili componenti straordinarie il valore delle cedole italiane sarebbe salito ancora una volta del 3,2 per cento: l’onda lunga prosegue anche sulle nostre coste, almeno per il momento.

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  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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