Dividendi, i soci festeggiano ancora nel terzo trimestre. E il 2022 sarà record
In estate si sono aggiunti a livello globale 416 miliardi di cedole. Per l’anno intero si punta ormai alla cifra mai vista di 1.560 miliardi. I venti di recessione invitano però alla prudenza per il prossimo anno
di Maximilian Cellino
3' min read
3' min read
È ancora una pioggia di dividendi quella che bagna gli azionisti di tutto il mondo. La frenata economica e in molti casi la recessione arriveranno, ormai inevitabili come appaiono, con esse rallenteranno di sicuro gli utili delle aziende quotate e a cascata si prosciugheranno anche le remunerazioni a vantaggio degli investitori. Per il momento però la stagione delle cedole record si protrae, almeno fino al termine di questo anno travagliato.
Il bilancio del terzo trimestre
A confermarlo sono i numeri raccolti da Janus Henderson fra le principali 1.200 società quotate nel mondo e che compongono il suo Global Dividend Index nel corso del terzo trimestre 2022, un periodo in cui il valore distribuito agli azionisti è cresciuto a livello globale del 7% rispetto a 12 mesi prima fino a raggiungere la cifra record per il periodo di 415,9 miliardi di dollari.
Non solo gas e petrolio
E se non c’è dubbio che siano il settore del petrolio e del gas ad aver fatto da traino, grazie al balzo del prezzo dei prodotti che vengono trattati, vale comunque la pena di osservare che in giro per il mondo il 90% delle imprese è stato in grado di aumentare o mantenere al limite invariato l’ammontare delle cedole. Il bilancio avrebbe potuto essere ancora più rotondo, se non ci fossero stati elementi non ricorrenti come l’apprezzamento del dollaro (valuta nella quale vengono per convenzione convertiti tutti i pagamenti presi in considerazione da Janus Henderson) senza i quali il cosiddetto aumento sottostante avrebbe raggiunto il 10,3 per cento.
Le previsioni per il 2022
Per gli analisti la spinta dovrebbe proseguire anche nell’ultimo trimestre dell’anno, a un ritmo addirittura più sostenuto delle attese. Janus Henderson ha infatti rivisto al rialzo di 30 miliardi le previsioni sul dato complessivo per l’intero 2022, riflettendo soprattutto «l’aumento dei dividendi straordinari una tantum, la solidità dello stesso settore petrolifero e dell’Asia» e prevede adesso versamenti complessivi pari a 1.560 miliardi, per una crescita dell’8,3% su base annua (8,9%) che si mantiene ancora qualche gradino al di sopra la tendenza di lungo termine che a sua volta si attesta al 5-6 per cento.
Uno sguardo al futuro
Sul futuro per il momento non ci si sbilancia, né ci si illude: «Nel 2023 il rallentamento della crescita economica globale avrà probabilmente un impatto sugli utili e sulla capacità di alcune società di aumentare le distribuzioni», riconosce Jane Shoemake, gestore di Janus Henderson, che però rimane possibilista. «Il rapporto tra gli utili di una società e i suoi dividendi - aggiunge - è prossimo ai massimi storici, poiché la redditività è solida e la pandemia ha in molti casi indotto a ridurre le cedole a livelli più sostenibili e questo fornirà un certo sostegno anche se i profitti dovessero essere messi sotto pressione». I dividendi mostrano del resto variazioni molto meno marcate durante le fasi di un ciclo economico rispetto agli utili, proprio perché le società cercano di mantenere un livello di pagamenti sostenibili nel corso del tempo ai propri soci.



