Dividendi, verso un 2021 da record. Oltre 15 miliardi in arrivo a Piazza Affari
Il ritorno delle banche e il boom delle società minerarie porta il monte cedole globale oltre i livelli pre-Covid a 1.460 miliardi di dollari. L’Italia fa la sua parte con una quota dell’1,2%.
di Maximilian Cellino
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I punti chiave
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Un anno da record per i dividendi che le società quotate versano ai propri azionisti? Pochi, forse nessuno ci avrebbe scommesso fino a pochi mesi fa. L’accelerazione inattesa degli ultimi mesi, e quella che ci si aspetta nelle restanti settimane da qui a fine dicembre, potrebbero però fare del 2021 un anno non soltanto positivo per le remunerazioni ai soci dopo la tempesta Covid, ma addirittura il migliore di sempre sia a livello globale, sia per la stessa Italia.
L’indicazione arriva da Janus Henderson, che aggiornando a settembre i dati raccolti fra le principali 1.200 società quotate nel mondo e incluse nel suo Global Dividend Index ha ancora una volta rivisto al rialzo le stime sul monte cedole annuale. Lo ha portato così a quella cifra di 1.460 miliardi di dollari che supererebbe non soltanto del 15,6% i valori registrati lo scorso anno, ma anche i 1.429 miliardi totalizzati nel 2019 dei primati. «Quest’anno l’Italia garantirà circa l’1,2% dei dividendi mondiali», rivela a Il Sole 24 Ore Janus Henderson: calcolatrice alla mano significa che le principali società di Piazza Affari pagheranno ben 17,5 miliardi di dollari (oltre 15 miliardi di euro) superando così i 16 miliardi elargiti due anni fa.
Arrivano le banche...
A dare la spinta decisiva per raggiungere l’insperato traguardo è stato il tanto atteso via libera Bce alle distribuzioni degli istituti di credito, che si è unito alle analoghe decisioni adottate in altre aree quali Gran Bretagna e Australia. Il contributo del mondo finanziario è stato immediato e aumenterà ancora, almeno in Italia e in Europa, visto che una buona fetta dei dividendi stanno per essere versati proprio in queste settimane e verranno quindi contabilizzati nell’ultimo trimestre dell’anno.
«I risultati sono stati generalmente migliori del previsto in tutto il settore, con accantonamenti per perdite su prestiti più bassi e forti posizioni di capitale a sostegno della ripresa dei pagamenti», conferma Jane Shoemake, Client Portfolio Manager del Global Equity Income Team di Janus Henderson, aggiungendo che «un certo numero di banche ha anche annunciato dividendi speciali e riacquisti di azioni come mezzo per restituire il capitale agli azionisti, e in alcuni casi per recuperare i pagamenti del 2019 che sono stati saltati».
...che restano però ancora sotto i livelli del 2019
In base ai calcoli di Janus Henderson, ai 15,5 miliardi di dollari già versati in Europa dagli istituti di credito da inizio anno si aggiungeranno ulteriori 12 miliardi nel quarto trimestre. Si arriva così a un bilancio complessivo di 27,5 miliardi che si mantiene tuttavia inferiore ai 36,5 miliardi del 2019. Un divario, quest’ultimo, che lascia intravedere come vi siano ulteriori margini di miglioramento per un settore che nel 2022 sarà secondo gli analisti il «principale fattore trainante» per i dividendi su scala globale.


