Tlc

Dossier Tim-Kkr, in Francia è duello a distanza tra Bolloré e Niel

Il fondatore di Iliad è nel board del fondo Usa Kkr che sta muovendo su Tim. Un argomento, questo, che alimenta le speculazioni

di Andrea Biondi

Cosa succede in Telecom: ecco perché il fondo Kkr si è fatto avanti

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.La partita che si sta giocando attorno ai destini futuri di Tim è osservata con grande attenzione in Francia. Inevitabile del resto: i primi azionisti dell'ex monopolista delle Tlc sono i francesi di Vivendi. Ma Oltralpe la storia ha preso ad alimentarsi di retroscena, interpretazioni, letture fra le più disparate seguendo il fil rouge dei duelli giocati fra finanza, politica (uno scontro strisciante Bolloré-Macron) o nell'intersezione fra i due mondi.

Il duello Bolloré-Niel

Da una parte c'è infatti il finanziere bretone Vincent Bolloré, cui fa capo Vivendi. Dall'altra – nella storia tutta ancora da scrivere (nel suo svolgimento e non solo nel finale) – i media francesi hanno iniziato a tirare dentro anche Xavier Niel, fondatore di Iliad che rappresenta il quarto operatore mobile infrastrutturato in Italia e vecchia conoscenza di Telecom (era entrato contemporaneamente all'arrivo di Vivendi, salvo poi smontare, nel 2018, la posizione su Telecom che ne faceva un azionista potenziale al 10-15% dopo essersi assicurato l'ingresso in Italia con la sua Iliad per volere della Commissione Ue a seguito del merger fra Wind e 3 Italia).

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Niel nel board di Kkr

Niel è francese, è uomo delle Tlc, ma è anche nel board di Kkr. Le mire del fondo Usa hanno così pizzicato le corde di vari media transalpini. Certo, il fatto che Niel sia seduto nel board di Kkr, quotato al Nyse, non genera alcun automatismo. Come membro del board non ha sulla carta nulla a che vedere con il management dei diversi fondi e degli investimenti. L'incrocio però ha fatto drizzare le antenne in terra francese.

«L'ombra di Xavier Niel» si legge in un take di agenzia Agefi-Dow Jones. «L'arrivo di Kkr sul dossier (Tim, ndr) ha riavviato le speculazioni sull'interesse di Xavier Niel in Telecom Italia. Il fondatore e primo azionista di Iliad, società delistata quest'estate, aveva acquisito una partecipazione in Telecom Italia nel 2015». Niel, aggiunge il take, è anche nel board di Kkr dal 2018 e «non commenta».

Lo scontro arriva sui media

Il sito di Bfm Business, primo canale di notizie economiche in Francia, si spinge ancora più in là e parla di «duello a distanza fra Vincent Bolloré e Xavier Niel in Italia». Una tenzone che va avanti da quel 2015 ma che vedrebbe ora Niel «applicare esattamente la stessa strategia della Francia»: dopo aver tagliato i prezzi e conquistato una quota di mercato del 10,5%, «sogna di diventare più grande unendo “Iliad Italia” con un concorrente». E Kkr rappresenterebbe un'opzione favorevole a questo disegno dal momento che «Vincent Bolloré non vuole scendere» in Tim.

Speculazioni, sia chiaro. Ma in cui vari elementi sembrano posarsi come tessere di un puzzle tutto da completare. Iliad è delistata; il mercato italiano delle Tlc ha evidentemente bisogno di un consolidamento perché non regge questo numero di operatori; in caso di “spezzatino” di Tim fra società con la rete e società di servizi, già ora molti osservatori guardano a un possibile interesse di Niel per quest'ultima.

Scintille anche nel business della moda

Senza dire che Niel è anche sposato in seconde nozze con la figlia di Bernard Arnault, proprietario del numero uno globale del lusso Lvmh e protagonista con Bolloré dello scontro per il controllo del gruppo Lagardère (avrebbero messo gli occhi anche su “Le Figaro”, ma il gruppo Dassault ha smentito la vendita). Insomma: il côté familiare che agli osservatori francesi non dispiace mai.

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