Drugs, minors account for 10 per cent of emergency room admissions and Italy is short of 1,900 workers
One staff member follows an average of 24 patients with peaks of 37 in Umbria: the Gimbe focus on Addiction Services reveals a patchy territory in which the lack of a treatment network worsens discomfort and costs and leaves young people alone
The treatment and care of addictions as one of the Achilles' heels of the National Health Service, in the face of worrying data, especially among minors, due to the co-presence of several conditions. Yet, in Italy the care of people with pathological addictions is part of the Essential Levels of Care (LEA), to be guaranteed uniformly throughout the country. This, on paper: the country is characterised by spotty structures and an inadequate number of operators in outpatient services, with a consequent increase in admissions (+13% between 2022 and 2023 according to the latest available data), while one in ten admissions to the emergency room for drug-related pathologies is among minors.
Services to be reorganised
The summary picture is drawn by the analysis conducted by the Gimbe Foundation on the organisation of the SerDs (Services for Addiction), starting from the data of the 2025 Report of the Presidency of the Council to Parliament on the phenomenon of drug addiction in Italy and the Oised-Crea 2024 Report. 'A national reorganisation is needed,' warns Gimbe president Nino Cartabellotta, 'no more spot initiatives'.
L’identikit
I SerD si occupano di prevenzione, terapia e riabilitazione per persone con disturbi legati all’assunzione di sostanze psicoattive (legali e illegali) e per coloro che manifestano comportamenti di dipendenza non da sostanze, come gioco d’azzardo, uso compulsivo di Internet, gaming, shopping patologico, dipendenza sessuale e disturbi del comportamento alimentare. L’offerta assistenziale si articola su quattro livelli: servizi di I livello, servizi ambulatoriali, strutture residenziali e semi-residenziali, che includono i servizi specialistici. Secondo quanto previsto dal Dm 77 del 2022 che ha riorganizzato l’assistenza socio-sanitaria sul territorio attuando il Pnrr, l’assistenza sanitaria e socio-sanitaria alle persone con dipendenze patologiche – sia legate al consumo di sostanze psicotrope (legali o illegali) sia di natura comportamentale – deve essere garantita in ogni Regione e Provincia autonoma dai SerD, in collaborazione con altri servizi sanitari e sociali, con i servizi residenziali e s
Il Dm 77 stabilisce la presenza di un SerD ogni 80.000-100.000 abitanti nella fascia di età 15-64 anni, con apertura almeno 5 giorni a settimana per 12 ore al giorno. Nelle macro-aree regionali è inoltre previsto che almeno un servizio resti attivo 6 o 7 giorni a settimana, per garantire la massima continuità assistenziale. Sulla base della popolazione 15-64 anni residente al 1° gennaio 2025, per rispettare questi standard sono necessari da 373 a 467 SerD. «Stando ai numeri – commenta Cartabellotta – i Servizi per le dipendenze in Italia non mancano, ma senza una reale integrazione in rete la loro efficacia resta limitata. Occorre passare da strutture isolate a un sistema capace di garantire continuità assistenziale, presa in carico multidisciplinare e uniformità di accesso su tutto il territorio nazionale. Oggi i servizi per le dipendenze sono il simbolo della disattenzione istituzionale verso un’area ad alta vulnerabilità, troppo spesso lasciata ai margini del Ssn. E’ tempo di riconoscerli c
Gap of 1,900 operators
Per quanto riguarda il personale sanitario, il Dm 77 definisce gli standard minimi e quelli a regime per ciascun SerD: da 3 a 4 medici di cui almeno 1 psichiatra, 3-3,5 psicologi, 4-6 infermieri, 2,5-3,5 educatori professionali e tecnici della riabilitazione psichiatrica, da 2 a 3 assistenti sociali e da 0,5 a una unità di personale amministrativo. Complessivamente - spiegano da Fondazione Gimbe - questi parametri corrispondono a 5.614 unità di personale per lo standard minimo e a 7.860 per quello a regime. «In altri termini - commenta Cartabellotta - se il numero totale di strutture ambulatoriali è superiore a quello previsto dagli standard del Dm 77, il personale sanitario censito nel 2023, pari a 6.005 professionisti, risulta fortemente sotto-dimensionato rispetto al fabbisogno: mancano infatti quasi 1.900 operatori per raggiungere lo standard a regime».Fino a 37 utenti per operatoreNel 2023, nei servizi ambulatoriali, il numero medio di utenti per unità di personale dipendente è di 24,1 ma con marc

