Piccoli e utili

È diventato sempre più difficile smarrire oggetti per noi preziosi

Ci sono da alcuni anni e funzionano davvero bene i dispositivi per ritrovare portafogli, valige e chiavi che abbiamo perso, localizzandoli con il telefonino

di Alessandro Longo

3' min read

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ove sarà il portafoglio? L’avrò dimenticato in palestra (come al solito) o in auto (tipico) o (orrore) sarà caduto in strada? Per controllare nell’auto dovrei però prima trovare le chiavi della stessa. E chissà dove sono finite, pure quelle…

I distratti di tutto il mondo (come il sottoscritto) dovrebbero avere un prodotto tracker. Tecnologia che per altro diventa sempre più utile e affidabile, oltre che economica. Ma va bene anche quando la distrazione non è la nostra: i tracker sono utili anche per geolocalizzare i bagagli persi negli aeroporti, mentre qualcuno li attacca persino agli animali domestici.

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Ma quale scegliere? Bisogna prima di tutto sapere che i tracker ci dicono dove sono, sulla relativa app, grazie a una connessione, che di solito è bluetooth. Il bluetooth comunica con il nostro smartphone (fino a 30-100 metri di distanza, a seconda del modello). Se il nostro cellulare è nei paraggi, insomma, com’è tipico quando l’oggetto smarrito è a casa, l’app ci dirà dove trovarlo su una mappa oppure con un sistema di navigazione che ci guida passo passo.

Possiamo anche farlo suonare, per identificarlo, magari tra le pieghe del divano: lo squillo è abbastanza potente.

In più, questi tracker ci possono mandare una notifica quando perdono la connessione con il cellulare: così ci ricordano se abbiamo lasciato il portafoglio a casa, ad esempio, quando siamo già in auto. E possiamo tornare subito a prenderlo.

E se il tracker è fuori portata del cellulare? In questo caso entra in gioco l’ecosistema dei dispositivi di quel prodotto. AirTag di Apple (e alcuni altri modelli non Apple) possono comunicare in modo sicuro con qualsiasi dispositivo di quel marchio, da cui traggono quindi la propria posizione. AirTag insomma può contare sulla grande popolarità dei dispositivi Apple per auto- tracciarsi, ovunque nel mondo. In più ha la tecnologia Ultra wide band (Uwb) per localizzarsi in modo più preciso. Certo, se il tag continua a spostarsi uscendo dal range di qualsiasi dispositivo compatibile, sull’app vedremo solo l’ultima posizione rilevata ma non quella reale (ed è comunque un’informazione utile); nel tempo però potrebbe riuscire a trovare un altro segnale, di un altro dispositivo, per aggiornare la posizione.

AirTag è probabilmente il prodotto più adatto se siamo utenti Apple.

Se siamo con Samsung invece c’è il Galaxy SmartTag 2, anche questo con la tecnologia Uwb e una modalità a basso consumo energetico che estende la durata della batteria fino a un anno. Dialoga per uso e tracciamento con i prodotti Samsung. L’integrazione con l’app SmartThings Samsung offre ulteriori funzionalità, come l’automazione della smart home. Ha un range di 100 metri bluetooth, contro i 30 di Apple. Entrambi costano circa 40 euro, ma è possibile trovare forti sconti (soprattutto per il Samsung).

Ci sono anche modelli agnostici ne confronti del brand. Tile costa meno (25 euro) e si appoggia a una rete di altri tracker dello stesso marchio per localizzarsi (oltre che sul cellulare a cui è abbinato). Ha un’ampia portata bluetooth, fino a 100 metri.

Questi tre tracker sono anche molto resistenti all’acqua (certificazione IP67).

Un po’ meno resistente (lo è solo agli schizzi) è l’alternativa Chipolo One Point, che si distingue per la sua versatilità e il suo impegno verso l’ecosostenibilità. Offre una portata Bluetooth fino a 60 metri e una batteria che dura circa un anno, facilmente sostituibile. Funziona con Siri, Alexa e Google Assistant. Un aspetto unico di Chipolo è l’utilizzo di materiali riciclati in alcuni modelli. Costa circa 35 euro (ma ci sono sconti fino a 25). Di Point ci sono due versioni, a seconda del tipo di rete a cui si appoggia per funzionare e localizzarsi, Apple o Google (che si avvale di tutti i dispositivi) Android. Vediamo bene quindi nelle caratteristiche per scegliere la versione che preferiamo; attenti anche che è ancora in vendita il Chipolo One base, senza connessione a reti Android e Apple. Si localizza solo tramite il nostro cellulare.

Ultima opzione: tracker con 4G. Si localizzano con una sim e il gps integrato, quindi aumentano le possibilità di tracciamento grazie alla rete mobile; sono meno indicati però per localizzare un piccolo oggetto a casa, in pochi metri. Sono pensati invece per veicoli, animali; per monitorare anziani non autosufficienti.

Richiedono inoltre un abbonamento cellulare ad hoc. Tra i più noti c’è Paj Finder, che su mappa ci dice anche il percorso fatto dal dispositivo, la velocità, e permette di impostare un “recinto virtuale” (manda notifica se esce dall’area predefinita). Costa un po’ meno di 40 euro.

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