Eataly apre il secondo store a Roma e tocca i 50 punti vendita nel mondo
Eataly ha aperto il suo secondo store a Roma, all’interno della stazione ferroviaria di Termini. Il nuovo punto vendita occupa 700 metri quadri e offre un’ampia selezione di prodotti italiani, tra cui cibo, vino, pasta, caffè e altro ancora
di Silvia Marzialetti
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Secondo store a Roma per Eataly, che tocca il traguardo dei cinquanta punti vendita nel mondo. Il nuovo presidio romano (l’altro è a Roma Ostiense ed è il più grande a livello globale, in più ci sono due franchising a Fiumicino) occupa 700 metri quadri all’interno della stazione ferroviaria di Termini.
«Il segnale è abbastanza chiaro», spiega Andrea Cipolloni, da novembre 2022 ceo del gruppo. «Nonostante dichiariamo che la nostra strategia di sviluppo sia concentrata prevalentemente in Nord America, Usa in particolare, l’Italia è casa nostra e Roma è una città dove ci stanno tranquillamente altri due punti vendita: vogliamo cogliere questa opportunità».
L’azienda è in fermento. «A giorni – prosegue l’ad – inaugureremo il terzo store a New York e abbiamo appena firmato altri sette contratti per il Nord-America: da Miami a Philadelphia». Il mercato Usa fattura 470 milioni di euro. In Italia la prossima apertura è prevista nella stazione di servizio di Dorno e anche l’Europa si prepara ad almeno un paio di tagli del nastro. «Dresda, nel secondo quarter del 2024 e Bruxelles, nel 2025», aggiunge Cipolloni.
L’internazionalizzazione, d’altronde, è uno degli obiettivi annunciati in occasione dell’acquisizione del 52% di Eataly da parte di Investindustrial, poco più di un anno fa, che ha riservato al gruppo 200 milioni di aumento di capitale, per azzerarne l’indebitamento finanziario netto. «Il piano industriale prevede 250 milioni di investimenti nei prossimi quattro anni – prosegue Cipolloni – e vediamo grandissime opportunità nei prossimi cinque anni: è arrivato un fondo appassionato, straordinario e dalle dimensioni giuste per supportare una crescita come questa».
Eataly prevede di chiudere l’anno in utile, al di là di eventuali svalutazioni. L’ipotesi è di archiviare il 2023 con un ebitda di 41 milioni di euro rispetto a 25 milioni dell’anno scorso: il 2023 si chiuderà con un fatturato di 675 milioni di euro.

