Assegno d’inclusione e supporto di formazione, ecco l’identikit di chi li ha chiesti
Coinvolte 1,5 milioni di persone dalle domande di acceso alle due misure che hanno sostituito il Reddito di cittadinanza
di Giorgio Pogliotti
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I punti chiave
- Assegno di inclusione: l’88% dei richiedenti aveva il Reddito di cittadinanza
- Importo medio dell’Adi stimato in 635 euro
- I primi pagamenti dal 26 gennaio
- Supporto per la formazione e il lavoro: in 27mila hanno avuto l’indennità
- Tra i richiedenti prevalgono gli over 50, pochi i giovani
- Offerti 178mila posti di lavoro: baby sitter, impiegato amministrativo, colf
- Caridi (Inps): cautela nella lettura dei primi numeri
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Una platea compresa tra 1,5 e 1,6 milioni di persone è coinvolta finora dalle domande presentate sulla piattaforma dedicata, per avere accesso alle due misure che hanno sostituito il Reddito di cittadinanza: oltre 600mila nuclei dallo scorso 18 dicembre hanno richiesto l’ Assegno di inclusione (Adi), per un totale di 1,440 milioni di persone. In 165mila hanno presentato la domanda per ottenere il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl), lo strumento di politica attiva che è partito lo scorso 1 settembre. Parte delle due platee possono sovrapporsi, perché in un nucleo che beneficia dell’Adi, i membri “attivabii al lavoro” possono chiedere l’accesso al Sfl e partecipare ai corsi di formazione per trovare un’occupazione.
Ma vediamo l’identikit di quanti hanno richiesto le due misure.
Assegno di inclusione: l’88% dei richiedenti aveva il Reddito di cittadinanza
L’Assegno di inclusione è destinato a nuclei familiari che abbiano almeno un componente con disabilità;minorenne; con almeno 60 anni di età; in condizione di svantaggio (inserito in programma di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione). Secondo le anticipazioni forniteci dall’Inps tra i 600mila nuclei che hanno presentato la domanda, l’88% sono ex percettori del Reddito di cittadinanza (Rdc). Quasi la metà proviene da due regioni Campania (26,7%) e Sicilia (21,8%), come per il Rdc, Il 9,6% delle domande proviene dalla Puglia, l’8,1% dal Lazio, il 7,7% dalla Calabria e il 6,2% dalla Lombardia.
Importo medio dell’Adi stimato in 635 euro
La platea potenziale è di 737mila nuclei familiari, pari a 1,757 milioni di persone, l’importo medio che sarà riconosciuto secondo le stime del ministero del Lavoro sarà di 635 euro (contro i 526 euro medi del reddito di cittadinanza). L’indennità viene erogata con la Carta di inclusione, per un importo massimo di 500 euro al mese, aumentabile in base alla composizione del nucleo familiare e alle necessità abitative fino ad altri 280 euro al mese per 18 mesi di durata, rinnovabili per 12 mesi dopo un mese di pausa.
I primi pagamenti dal 26 gennaio
Per avere l’indennità occorre aver presentato domanda con il Patto di attivazione digitale (Pad) sottoscritto entro il 7 gennaio, a differenza del Rdc i controlli sui requisiti si fanno ex ante: se l’esito è positivo, il primo pagamento arriverà a partire dal 26 gennaio, il secondo pagamento dal 27 febbraio, i successivi il 27 del mese di competenza. Chi presenterà domanda e Pad entro il 31 gennaio, avrà invece il primo pagamento dal 15 febbraio, i successivi dal 27. A regime il primo pagamento arriverà dal 15 del mese successivo alla sottoscrizione del Pad, e poi si allinea tutto al 27 del mese di competenza

