Perché il mercato è deluso dallo scudo anti-spread della Bce
Lo spread BTp-Bund resta intorno a 240 punti: i commenti di analisti e banche d’affari individuano più ombre che luci nel nuovo strumento della Bce. Ecco quali
di Morya Longo
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I punti chiave
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«Il nuovo scudo anti-frammentazione non è certo da Wow!», scrivono gli analisti di Bank of America. «Questo strumento non ha le caratteristiche per diventare un vero game-changer», sostengono quelli di Commerzbank. «È un meccanismo che i mercati non sembrano ancora ritenere abbastanza forte», rincara Giorgio Broggi, Quantitative Analyst di Moneyfarm. «Ha il vantaggio di essere illimitato, ma per il resto appare deludente rispetto alle attese», osserva Giuseppe Sersale di Anthilia. Pur apprezzando il fatto che sia stato creato e il fatto che consenta alla Bce acquisti illimitati di titoli di Stato se necessario per abbassare gli spread, i commenti che arrivano dal mercato mettono in luce più ombre che luci nel tanto atteso scudo anti-frammentazione della Bce.
I pro e i contro secondo il mercato
Il Sole 24 Ore ha analizzato i commenti di 20 diversi uffici studi di banche d’affari e case d’investimento globali e italiane: quasi tutti mostrano un certo grado di delusione. Per vari motivi: perché le quattro condizioni poste dalla Bce per dare accesso agli Stati al nuovo scudo sono più di quanto non si pensasse, perché il consiglio della Bce ha molta discrezionalità, perché si tratta di uno strumento misterioso e complesso, perché il mercato potrebbe subito testarlo mettendo sotto pressione gli spread, perché non sarà probabilmente attivato in caso di crisi politiche.
Il misto tra sollievo (un po’) e scetticismo (un po’ di più) si vede anche nelle chiusure di ieri dei mercati: la Borsa di Milano venerdì ha terminato invariata a +0,07% (in linea con le altre) ma lo spread tra BTp e Bund è rimasto intorno a 240 punti base. Forse ha ragione Bank of America: più che un «whatever it takes» è un «whatever»...
Le luci dello scudo
In tutti i commenti seguiti alla riunione della Bce si pone l’accento sul fatto che uno scudo anti-spread sia necessario. È dunque una buona notizia che sia arrivato. Il pregio principale di questo nuovo strumento a disposizione della Bce è che le consente di effettuare acquisti illimitati di titoli (con scadenze da uno a 10 anni) di uno o più Paesi che suibiscano un aumento ingiustificato e disordinato degli spread rispetto al Bund tedesco. Questo aspetto positivo, che dà forza allo scudo, è sottolineato nei report di Morgan Stanley, Anthilia, Commerzbank, Abrdn e Bluebay.
Le ombre dello scudo
Purtroppo ci sono però anche punti dolenti. I più gettonati nei report sono due: il fatto che le quattro condizioni poste dalla Bce siano più di quanto non ci si attendesse (lo sottolineano per esempio Goldman, Morgan Stanley e Amundi) e il fatto che il consiglio della Bce avrà ampia discrezionalità nel decidere chi e quando potrà beneficiare dello scudo. Questo lo sottolineano Goldman, Commerzbank, AcomeA e LGIM. Questa grande discrezionalità porta all’altro punto debole dello scudo, segnalato da Goldman, BofA, AcomeA, Abrdn, BlueBay e Payden&Rygel: si tratta di uno strumento complesso, poco chiaro e - secondo alcuni - addirittura misterioso. Dunque difficile da prevedere.


