Elettricità, gas e petrolio: i prezzi tornano a salire
In Francia la generazione nucleare si riduce ancora, mentre le tensioni geopolitiche con la Russia fanno sempre più paura. Intanto il petrolio Brent vola oltre 85 dollari al barile
di Sissi Bellomo
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Elettricità, gas, petrolio. I mercati dell’energia si stanno di nuovo surriscaldando, con un insieme di fattori vecchi e nuovi che concorrono nel sostenere i prezzi, non ultime le traversie della francese Edf.
La società transalpina non solo subirà un grave impatto finanziario dopo la decisione del Governo di imporre un tetto ai prezzi dell’energia, ma ha denunciato ulteriori necessità di manutenzione nelle centrali nucleari: un problema che riguarda tutta Europa, perché finirà con l’aumentare i consumi di gas, e che rischia di colpire in modo particolare i Paesi che – come l’Italia – importano elettricità dalla Francia.
La reazione sui mercati è stata immediata, con un balzo del 20% del prezzo dell’elettricità per febbraio in Germania (il mercato dei futures più liquido all’Eex), fino a superare 235 euro per Megawattora nella giornata di venerdì 14. Per l’Italia lo stesso contratto ha raggiunto 245 €/MWh. Il Pun (Prezzo unico nazionale), che fa da riferimento per le bollette, non si è per ora impennato in modo altrettanto vistoso, ma rimane in tensione con punte superiori a 250 €/MWh sul mercato del giorno prima.
L’elenco delle riparazioni necessarie nelle vecchie centrali nucleari di Edf continua ad allungarsi: su 56 reattori ne ha ben dieci fuori uso, corrispondenti al 20% della capacità nazionale di generazione, mentre il nuovo impianto di Flamanville non riuscirà a entrare in funzione prima di fine 2023.
La società ha ora dovuto rinviare di due mesi, al 30 maggio, la riattivazione del reattore Penly-1 e di ben nove mesi (a fine anno) quella di Civaux-2. Risultato: un taglio delle previsioni sulla generazione elettrica da nucleare a 300-330 Terawattora nel 2021, contro un precedente target di 330-360 TWh.



