Elezioni in Sardegna, ecco la posta in gioco per Meloni, Schlein e gli altri leader
Dalla premier alla leader dell’opposizione, ecco cosa rischiano i principali esponenti politici. Le urne regionali saranno il primo test elettorale in vista dell’importante voto europeo dell’8-9 giugno
di Barbara Fiammeri
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I punti chiave
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Chi ha più da perdere da questo primo test elettorale del 2024 sono senza dubbio Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Da quando è arrivata a Palazzo Chigi la premier non è mai uscita sconfitta da un appuntamento con le urne. Se la Sardegna si rivelasse un flop per il centrodestra sarebbe lei a subirne le maggiori conseguenze e a finire inevitabilmente sul banco degli imputati. Anche perché è stata Meloni a imporre il candidato del centrodestra. Paolo Truzzu sindaco di Cagliari, che tra i suoi cimeli sfoggia un tatuaggio con su scritto TRUX sul bicipite non certo possente, è stato voluto dalla premier al posto del governatore uscente sostenuto dalla Lega Christian Solinas.
La tensione tra Fdi e Lega
L’altro giorno Andrea Crippa, che di Salvini da sempre traduce il pensiero, stigmatizzava la scarsa partecipazione della presidente del Consiglio alla campagna elettorale sarda: “Ci hanno imposto il candidato e ora tocca a noi fargli la campagna elettorale”. Il clima insomma non è idilliaco. E lo conferma anche la mancata intesa nel centrodestra sulle altre candidature (Basilicata, Firenze, Bari, Lecce) di questa lunga campagna elettorale che culminerà nelle Europee dell’8-9 giugno.
Elly Schlein e il terzo incomodo Soru
Partire con una sconfitta non è certo un buon viatico. Vale per tutti ovvio. Anche per Elly Schlein. La leader del Pd non è messa bene. Ha scelto l’intesa con M5s dando il via libera alla candidatura della pentastellata Alessandra Todde negando le primarie che una parte dei dem pretendeva. Non è da escludere che una percentuale di elettori democratici il 25 febbraio decida così di dare il proprio consenso all’ex governatore ed ex Pd Renato Soru.
Per Conte partita win win
Quanto a Conte per il leader M5s si tratta di un match win win. Se Todde dovesse perdere imputerà la sconfitta alla spaccatura tra i dem e al mancato sostegno delle altre liste del centrosinistra. Se invece a sorpresa dovesse vincere (gira un sondaggio in cui si parla di un testa a testa tra Todde e Truzzu) se ne prenderà il merito avendo imposto lui la candidata all’alleato.
Per Salvini conterà il risultato del partito
Quanto a Salvini, per il vicepremier leghista conterà certamente il risultato del partito. Il confronto con le precedenti regionali sarde potrebbe rivelarsi doloroso. Allora la vittoria di Solinas aprì la strada alla lunga marcia che portò il Capitano alle Europee del 2019 a superare il 34%. Certo, se Truzzu non dovesse farcela potrebbe attribuire la responsabilità maggiore ai “Fratelli” della premier scrollandosi di dosso almeno un po’ dell’immagine di perdente che gli hanno appiccicato dal post Papete.

