Elmgreen (Amundi): «Sui titoli tech le valutazioni superano la bolla del 2000»
Il responsabile dell’Azionario di Amundi, non usa mezzi termini: in Borsa ci sono ormai zone ad alto rischio
di Morya Longo
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«Oggi il rischio principale sulle Borse riguarda le valutazioni. Ci sono intere porzioni del mercato, come le società tech oppure le aziende che non fanno utili ma crescono sui listini, che hanno valutazioni troppo elevate. Su questi settori siamo già oltre i livelli della bolla dot.com del 2000. Servirebbero tassi bassi per sempre e crescita economica forte per mantenere sostenibili questi prezzi. Ma non accadrà». Kasper Elmgreen, responsabile dell’Azionario di Amundi, non usa mezzi termini: in Borsa – afferma in questa intervista – ci sono ormai zone ad alto rischio. «Bisogna accettare il fatto che le valutazioni contano. È vero che veniamo da molti anni in cui è sembrato di no, ma questa anomalia non può durare in eterno».
Eppure sembra che le Borse non si facciano impressionare da nulla. Quale potrebbe essere la miccia in grado di far scoppiare questa bolla a suo avviso?
La miccia per la bolla tech sarà innescata dall’aumento dei tassi d’interesse. Prima o poi negli Usa saliranno sia i tassi Fed sia quelli reali: questo porterà alla ribalta il problema delle valutazioni.
I tassi Usa saliranno se l’inflazione resterà elevata. Lei pensa che sia strutturale o temporanea?
Io credo che almeno per il 60% sia permanente e per il restante 40% sia invece destinata a svanire. Oggi i dati sono confusi, la situazione è inedita. C’è molto rumore di fondo. Ma sono convinto che una parte di questa inflazione resterà.



