Emergenti e debito, sui mercati globali mina da 200 miliardi
L'Fmi ha stimato il gap di capitale delle banche dei Paesi emergenti in caso di recessione: «Incertezza mai così elevata»
di Gianluca Di Donfrancesco
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«I rischi per la stabilità finanziaria sono aumentati sostanzialmente». Il Fondo monetario internazionale torna a lanciare l’allerta sulle ricadute per i mercati del quadro di crisi che si è oramai consolidato: crescita stagnante o recessione, inflazione alta e persistente, stretta sulla liquidità. E rischio geopolitico.
«È difficile pensare a un momento in cui l’incertezza è stata così alta», ha affermato ieri Tobias Adrian, direttore del dipartimento dei mercati monetari e dei capitali dell’Fmi, nella presentazione del nuovo Global Financial Stability Report. «Dobbiamo tornare indietro di decenni per vedere così tanti conflitti nel mondo e allo stesso tempo l’inflazione è estremamente alta», ha aggiunto.
Vulnerabilità elevate per i Governi
Secondo Adrian, «le vulnerabilità finanziarie sono elevate per i Governi, molti dei quali hanno debiti crescenti, come per le istituzioni finanziarie non bancarie: assicurazioni, fondi pensione, hedge fund e fondi comuni di investimento». «Nei Paesi dell’Europa centrale, orientale e meridionale, come pure in Medio Oriente e Africa, le condizioni finanziarie sono tornate ai livelli visti l’ultima volta durante il culmine del Covid-19», si legge nel report.
Il deterioramento delle condizioni di liquidità sui mercati, «insieme a vulnerabilità preesistenti, potrebbe amplificare qualsiasi riprezzamento rapido e disordinato del rischio», con una ulteriore spinta alla fuga verso beni rifugio.
I mercati emergenti
Il quadro è particolarmente difficile per i mercati emergenti, che, sottolinea il report, si confrontano con una moltitudine di condizioni avverse: alti oneri di rifinanziamento, alta inflazione, volatilità delle materie prime, accresciuta incertezza sulla crescita globale e pressioni generate dalla stretta monetaria nei Paesi avanzati. A tutto questo si somma la corsa del dollaro, che sta schiacciando le altre valute.

