Emergenza energia, in Italia 7 centrali a carbone pronte a ripartire
Cinque fanno capo all’Enel, altre due fanno riferimento al gruppo Ep produzione e all’azienda A2a. Gli impianti distribuiti tra Sardegna, Lazio, Puglia, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Veneto
di Davide Madeddu
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Il pronto soccorso energetico potrebbe passare, temporaneamente, per le centrali a carbone. Quelle che nel 2025 dovrebbero essere spente in nome della transizione energetica. Nel frattempo, e in mezzo all’emergenza internazionale, le ultime sette centrali a carbone presenti in Italia e destinate allo spegnimento o conversione, potrebbero essere un’ancora di salvezza. Il tutto alla luce delle dichiarazioni del presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi che nell’informativa urgente alla Camera sulla crisi Ucraina e le possibili conseguenze delle sanzioni alla Russia ha detto che «potrebbe essere necessaria la riapertura delle centrali a carbone, per colmare eventuali mancanze nell’immediato».
Sette centrali
Delle sette centrali cinque sono in capo all’Enel mentre le altre due fanno riferimento al gruppo Ep produzione e all’azienda A2a. Sette impianti distribuiti tra Sardegna, Lazio, Puglia, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Veneto.
A la Spezia lo stop a dicembre
Delle cinque centrali Enel presenti sul territorio nazionale, l’unica spenta, è la centrale termoelettrica Eugenio Montale di La Spezia. Gli impianti per la produzione di energia dalla combustione del carbone (con una capacità di 682 mw) sono stati messi a riposo due mesi fa, a dicembre del 2021.
Da Venezia a Brindisi
Nell’elenco delle centrali a carbone ci sono anche i due siti in cui è stata avviata una chiusura parziale di alcuni gruppi. Si tratta ella centrale “Andrea Palladio” di Fusina in Comune di Venezia con una capacità di 976 mw e della centrale termoelettrica Federico II di quella di Brindisi con capacità di 2640 MW installati, considerata tra le più grandi d’Europa e la seconda più grande d’Italia e per cui è in corso un progetto di riconversione.
Da Civitavecchia a Portovesme
Le altre due centrali in capo all’Enel sono invece pienamente operative. Nello specifico, nel Lazio, estesa su un’area di 975 mila metri quadrati c’è la Centrale Torrevaldaliga Nord, che funziona con un impianto termoelettrico alimentato a carbone e ha una capacità di 1980 mw. In Sardegna, sempre in capo all’Enel c’è la centrale Grazia Deledda di Portovesme, con una potenza di 480 mw.

