Employer branding, una chiave per attrarre i migliori talenti nel mondo del lavoro post Covid
Un volume appena pubblicato spiega i segreti della costruzione delle Employer Community all’interno delle imprese e il prezioso ruolo degli ambassador
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I punti chiave
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Great Resignation, Quiet Quitting, Great Regret e soprattutto Talent Shortage. Una pioggia di neologismi che non rappresenta una moda passeggera, ma una realtà con cui tutte le organizzazioni strutturate devono fare i conti: il rapporto con il mondo del lavoro ha completamente cambiato volto. Soprattutto per i giovani. Il fenomeno era affiorato anche prima della pandemia, ma è col Covid che ha ricevuto la consacrazione definitiva.
Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano assieme a BVA Doxa, solo il 9% degli italiani sta bene nell’impiego attuale considerando le tre dimensioni del benessere: fisico, psicologico e relazionale. Appena il 5% oggi si dichiara “felice” al lavoro.
Infelicità e malessere portano molti a cambiare: il 42% degli italiani l’ha fatto recentemente o ha intenzione di farlo a breve. Nel 2024, per la prima volta, il motivo principale è la ricerca di “benessere fisico e mentale” (36%).
Le nuove dimensioni del lavoro
Continua così la “Great Resignation”, ma anche il “Great Regreat”: il 56% di chi ha cambiato lavoro negli ultimi 12 mesi si è già pentito. Sempre rilevante la percentuale dei Quiet Quitter (12%), che fanno il minimo indispensabile senza essere coinvolti emotivamente nelle attività che svolgono. E poi c’è il dramma del Talent Shortage: l’88% delle organizzazioni italiane fatica ad assumere nuovo personale.
Il mismatch tra domanda e offerta è dovuto soprattutto alla carenza di persone con competenze tecniche (57%) e soft (36%), ma anche alla mancata corrispondenza tra quanto offerto dalle aziende e quanto desiderato dalle persone in termini di stipendio, carriera, flessibilità e stile di vita, perché il luogo di lavoro è sempre meno un posto dove le persone “stanno bene”.


