Evergrande, il gigante del mattone cinese in ristrutturazione fa bancarotta a New York
La società, crollata sotto il peso di 300 miliardi di dollari di debiti, per un quarto bond emessi sul mercato estero, ha chiesto a un tribunale di Manhattan la protezione dai creditori.
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Evergrande, secondo real estate developer cinese alle spalle di Country Garden , anch’essa insolvente, conferma che la complessa ristrutturazione in patria procede, ma intanto negli Stati Uniti. dove è quotata a Wall Street, ha chiesto di essere posta sotto procedura fallimentare, decisione motivata dalla necessità di proteggere i suoi asset. La ristrutturazione del debito globale da 300 miliardi di dollari, di cui un quarto bond emesso onshore, all’estero, si sta rivelando molto più complessa del previsto.
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Una mossa disperata
Evergrande, preso atto delle notizie diffuse dai media, ha chiarito per iscritto in una nota alla Borsa di Hong Kong che «la società sta portando avanti la sua ristrutturazione del debito offshore come previsto. L’istanza depositata a Manhattan è una normale procedura di ristrutturazione del debito offshore e non comporta istanza di fallimento».
L'iniziativa del colosso dell’immobiliare sulla bancarotta protetta negli Usa, nota come “Chapter 15”, punta a tutelare la società insolvente proteggendo i suoi beni statunitensi mentre lavora alla ristrutturazione dei debiti. Di certo la decisione rappresenta una svolta drammatica nei due anni di crisi del colosso cinese, il primo grande real estate developer ad alzare bandiera bianca sotto il peso di debiti per oltre 300 miliardi di dollari.
Da mesi il gruppo sta lavorando a un progetto di ristrutturazione del debito che ruota intorno alla proposta di convertirlo in nuove obbligazioni e una partecipazione in due controllate, compreso il settore dei veicoli elettrici nel quale Evergrande si era gettato a capofitto per diversificare gli asset.

