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F1, caos e sorprese a Melbourne. Vince Norris, McLaren fortissima. Ferrari in serio ritardo

Sembrava un gran premio alla portata delle due McLaren, dominanti in tutto il weekend, ma tanti accadimenti hanno più volte cambiato i giochi. Alla fine ha vinto la macchina migliore, la McLaren di Norris, con il campione in carico però subito lì, secondo, a mostrare il suo valore. Ma dopo quanto visto oggi si annuncia un mondiale 2025 ancora più imprevedibile di quanto visto negli ultimi due anni

Il secondo classificato della Red Bull Racing, l’olandese Max Verstappen, il primo classificato della McLaren, il britannico Lando Norris, e il terzo classificato della Mercedes, il britannico George Russell, festeggiano sul podio dopo il Gran Premio d’Australia di Formula 1 sul circuito di Albert Park a Melbourne. (AFP)

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Inizio pazzo e drammatico per la settantaseiesima stagione di Formula 1: sono servite due interruzioni solo per dare via alla gara a causa di diversi incidenti e imprevisti dovuti alla pioggia.

D’altra parte Melbourne è una pista ‘anomala’ come Monaco e Baku, ma al di là di un finale inedito dopo che per tre quarti di gara sembrava scontato, in questa edizione sembrava possibile poter cambiare finalmente una vecchia ‘regola’, rompendo una statistica che, dal 2010 al 2024, ha visto conquistare il titolo piloti dal vincitore nell’Albert Park solo nel 31 percento dei casi.

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Sembrava un gran premio alla portata delle due McLaren, dominanti in tutto il weekend, ma tanti accadimenti hanno più volte cambiato i giochi. Alla fine ha vinto la macchina migliore, la McLaren di Norris, con il campione in carico però subito lì, secondo, a mostrare il suo valore. Ma dopo quanto visto oggi si annuncia un mondiale 2025 ancora più imprevedibile di quanto visto negli ultimi due anni.

Rookie sotto pressione: errori pesanti per Hadjar e Doohan

Messi in griglia puntuali all’ora stabilità al via nonostante uno scroscio, durato circa un’ora neanche troppo forte, poi una pausa, poi un finale con pioggia più intensa, subito il giovane Isack Hadjar a muro e in lacrime come un bambino ferito profondamente, vista la figuraccia mondiale e l’occasione persa. Succede già nel giro di formazione: dopo essere stato il migliore fra i rookie, undicesimo, per poco entrava in Q3 e comunque sabato ha bagnato il naso a gente come Alonso. Ma niente: l’insidiosità della pista lo ha colpito per primo. Un grande dolore per il rookie franco algerino, che aveva saputo segnare anche il sesto tempo nelle Fp2. Reduce dal secondo posto assoluto nella stagione 2024 della Formula 2 e subito ingaggiato dalla Racing Bulls, che ha visto Tsunoda qualificarsi e ‘reggere’ molto bene quasi tutto il week-end, su di lui tante aspettative anche da Helmut Marko per questa prima prova.

Ferrari in difficoltà tra traffico e scelte sbagliate

Dopo quindici minuti si è vista poi una partenza regolare per tutti. Ferrari nel traffico, Leclerc subito in guadagno di due posizioni, Hamilton più prudente ancorato al mesto ottavo della qualifica.

Verstappen furbo e pronto a mostrare il suo valore: sfruttando la migliore accelerazione, ha passato l’austrialiano Piastri finito erroneamente sul cordolo e gli ha sottratto la seconda posizione.

Tempo pochi secondi e un altro altro rookie ha segnato malissimo il suo gran premio. Pilota di casa, figlio dell’indimenticabile quanto leggendario pilota Mick Doohan (pluricampione nella 500cc con la Honda anche dopo un grave incidente che gli ha impedito di usare il piede destro per frenare), Jack Doohan ha accelerato in modo molto brusco sulla linea di vernice. Momento difficile per lui, in quanto è stato ingaggiato in Alpine prima del rientro come super consulente di Flavio Briatore, che già dalla fine dello scorso anno non aveva risparmiato critiche per il giovane pilota: non è allineato al suo progetto di riportare la squadra al vertice. Le voci del paddock puntano tutte su Franco Colapinto, che aveva già assaggiato la Formula 1 nel 2024 in Williams e ora, come terzo pilota Alpine, potrebbe subentrare al pilota australiano di minore esperienza già a maggio sfruttando una clausola di uscita di Doohan dopo solo sei gare.

Safety car e gli errori decisivi

Terzo colpo di scena è Carlos Sainz analogamente autoeliminato, addirittura dopo che la direzione gara aveva fatto partire il regime di safety car. Un ulteriore indizio per dare forse anche qualche responsabilità all’asfalto.

La ripartenza effettiva richiede una lenta attesa fino al giro 8. La pista è rimasta bagnata ma in rapida evoluzione, tanto che molti piloti andavano a ‘cercare’ i tratti umidi e il gioco a lungo è stato quello di capire chi e quando dovesse andare per primo a mettere le intermedie o le slick, siccome l’asciugatura della pista sembrava cosa scontata entro la fine del gran premio e la realtà delle precipitazioni, in quel momento, molto inferiore alle previsioni.

McLaren dominanti, ma la pioggia cambia tutto

C’è voluto il giro 13 per offrire la possibilità di iniziare a usare il Drs e vedere i primi sorpassi. Sembrava finita la fase bizzarra ma in realtà l’umidità ha messo in difficoltà tanti, da Verstappen ad Antonelli. A proposito del campione in carica: presto non ha più retto il passo delle due McLaren, nettamente le più veloci in pista, anche a tratti un secondo più veloce in pista. Per le McLaren, una domenica a parte. Un dominio già a tratti anticipato nel 2024 ma sul fronte prestazioni apparentemente incontrastabile.

Per un po’ è diventata una corsa regolare, anzi, al solito anche un po’ noiosa. E poi il colpo di scena numero quattro. Il pilota più esperto in griglia, Fernando Alonso su Aston Martin, va a sbattere. Un incidente che non ti aspetti. Niente bandiera rossa ma seconda safety car. Con l’occasione, tantissime monoposto ai box. Bello stop per Hamilton, tante strategie diverse per le gomme chiamate a concludere gli ultimi 22 giri in programma, con temperature atmosferiche piuttosto fredde e un degrado molto più basso rispetto alle altre edizioni di questo gran premio.

Prima della ripartenza la regia ha dato lustro a Laura Mueller, la prima donna ingegnere di pista nella storia della Formula 1, mentre scambiava due battute sulle preoccupazioni di Ocon che, in fondo alla classifica con Bearman (davanti solo a Lawson), temeva di aver fatto una scelta di pneumatici molto penalizzante se non avesse dovuto ricominciare a piovere.

Alla nuova ripartenza del giro 43 nulla di sostanzialmente cambiato: la Red Bull di Verstappen resta la seconda miglior macchina, con il suo nuovo compagno di squadra in fase di apprendimento.

Basta il giro 44 per stravolgere però tutto. Il re dei colpi di scena: in pochi secondi causa pioggia in aumento, Norris scivola fuori pista e perfino Piastri, pur vedendo tutto, lo imita e sbaglia. Le McLaren in crisi vanno ai box a cambiare gomme e Verstappen sta fuori con le sue gomme ‘medie’, tenendo la leadership provvisoria, però solo un giro. Da lì un caos totale. Si girano e sbattono Lawson e Bortoleto. Esce un’altra safety car e per un attimo poteva sembrare una buona notizia per le Ferrari. Ma Leclerc si gira e i due alfieri di Maranello si ritrovano nono e decimo: un ‘azzardo’, quello di rimanere con le slick, che non paga.

In questa fase guadagnano molto Antonelli e perfino Stroll e Hulkemberg. Al giro 52 di 57 ripartono solo in 14. Norris in testa con dietro Verstappen e Russell si giocano la ripartenza. Non sembra vero: quarti Albon e Antonelli. Posizioni immutate fino alla fine ma, anche lì, non manca il colpo di scena, il boccone amaro.

Un primo bilancio a oggi è del tutto ‘anomalo’ come la pista. Perché è un tracciato cittadino e perché la pioggia ha stravolto tutto, troppo e troppe volte. Di certo i giovani non hanno brillato a parte Antonelli. Di certo i veterani non hanno ben figurato. Di certo le McLaren non hanno deluso, ma Verstappen è ‘arrivato’ a mostrare i muscoli e manico nonostante una monoposto evidentemente inferiori a quelle arancioni di Woking. Evitando di spingere troppo e perdere tutto, ha messo paura a Norris sino alla fine ma ha evitato di fare un disastro fino alla fine. La Red Bull ha dimostrato quindi di non avere l’auto migliore ma di certo detiene il pilota migliore.

Grande, grandissima Mercedes, con Russell terzo e Antonelli quarto sul traguardo, anche se purtroppo l’italiano ha dovuto cedere la posizione ad Albon a causa di cinque secondi di penalità per unsafe release. Una colpa del team che ricade sul pilota, specie quando alla prima competizione in Formula 1 si poteva dire di essere arrivati subito ai piedi del podio.

Presto per capire bene i valori in campo dopo una prova così bizzarra e tanti protagonisti venuti a mancare subito. Dalla prossima domenica bisogna anche capire come torneranno i tanti debuttanti, ma di certo la stagione 2025 sembra molto, molto diversa da quello che è stato il 2024. Fra le poche certezze di questo gran premio, però, si è vista una Ferrari troppo brutta per essere vera: eppure nelle prove Leclerc aveva messo a segno qualche buon tempo, ma oggi lo scalino fra i primi e tutti gli altri è stato davvero troppo grosso. Comunque nessuno poteva lontamente pensare che le rosse potessero arrivare dietro addirittura alla Williams con due piloti come questi. Ci sarà molto da lavorare ma, d’altra parte, c’è tempo per rimediare, con una stagione super lunga da 24 appuntamenti.

Antonelli: il nuovo talento italiano in Formula 1

Non c’è niente di meglio quindi che elogiare e sottolineare il buon debutto di Andrea Kimi Antonelli, capace di essere più prudente e capace di tenere l’auto in pista rispetto a tutti gli altri giovani colleghi. Una prova davvero ‘da veterano’ all’esordio della massima serie che rimarrà nella storia, specie nel confronto con i suoi colleghi. L’italiano nato a Bologna il 25 agosto 2006 che ha avuto il privilegio oggi di debuttare in un gran premio di Formula 1 con un team di punta, su una Mercedes ufficiale, a 18 anni e 203 giorni, è il terzo più giovane di sempre dopo Verstappen e Stroll. Un privilegio per pochi quello di muovere i primi passi in una scuderia del genere: su tutti Lewis Hamilton nel lontano 2007. Fenomenale nei kart e nella Formula 4 tedesca, italiana ed europea, in Formula 2 lo scorso anno è arrivato ‘solo’ sesto (con due vittorie) ma aveva già il contratto in tasca per la massima classe e doveva già iniziare la preparazione per il grande salto. Non convince del tutto né in qualifica né all’inizio della gara, ma la sua prudenza gli ha dato ragione. A differenza degli altri debuttanti, è stato capace di salvare l’auto al giro 17 dopo aver fatto un testacoda per aver messo le ruote addirittura sull’erba bagnata: ma, a suo favore, ha trovato una bella e rara ‘piazzola’ come via di fuga in un tratto nemmeno dei più veloci. Per lui, quindi, è stato già importante arrivare in fondo, anche con diversi punti. E con la sua sua giovane età ha tutto il diritto di chiedere e ottenere tempo per imparare a gestire l’auto e la corsa.

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