Ci sono 3 coimputati

Chiara Ferragni a giudizio per truffa: udienza il 23 settembre per casi pandoro e uova di Pasqua

L’influencer avrebbe ingannato i consumatori e avrebbe ottenuto un ingiusto profitto di 2,2 milioni di euro, oltre che benefici non calcolabili dal ritorno di immagine

Accordo Chiara Ferragni-Codacons, si chiude il caso pandoro

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Chiara Ferragni è stata rinviata a giudizio per truffa aggravata per le vicende del Pandoro e delle uova di Pasqua. Il decreto di citazione diretta è stato notificato stamane ai difensori.

Udienza per truffa aggravata fissata il 23 settembre

E’ fissata per il prossimo 23 settembre, davanti alla terza sezione penale del tribunale di Milano in composizione monocratica l’udienza predibattimentale per Chiara Ferragni, l’influencer che deve rispondere di “truffa continuata e aggravata”.

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La richiesta della procura, firmata dall’aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli, riguarda anche altri indagati; l’ex braccio destro Fabio Damato, la manager Alessandra Balocco e l’imprenditore Francesco Cannillo in relazione alle operazioni commerciali ’Pandoro Balocco Pink Christmas, Limited Edition Chiara Ferragni’ (Natale 2022) e ’Uova di Pasqua Chiara Ferragni - sosteniamo i Bambini delle Fate’ (Pasqua 2021 e 2022)’. La riforma Cartabia ha introdotto questo tipo di udienza, un iniziale confronto che si può concludere con un proscioglimento.

Chiusa indagine su Chiara Ferragni: è accusata di truffa aggravata

Ferragni: «Non ho truffato nessuno, accusa ingiusta»

“Credevo sinceramente che non fosse necessario celebrare un processo per dimostrare di non aver mai truffato nessuno. Dovrò purtroppo convivere ancora del tempo con questa accusa, che ritengo profondamente ingiusta, ma sono pronta a lottare con ancora maggiore determinazione per far emergere la mia assoluta innocenza”.

Chiara Ferragni commenta così, in una nota, la decisione della Procura di Milano di rinviarla a giudizio, con citazione diretta, per il caso dei pandori e delle uova di cioccolato.

Il legali di Ferragni: «Non ha commesso alcun reato»

“Chiara Ferragni non ha commesso alcun reato”. Così i difensori di Chiara Ferragni, gli avvocati Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, dopo aver appreso del decreto di citazione a giudizio per l’imprenditrice.

”Restiamo fermamente convinti che questa vicenda non abbia alcuna rilevanza penale - aggiungono i legali - e che ogni profilo controverso sia già stato affrontato e risolto avanti l’Agcom.

L’interlocuzione con i pubblici ministeri non ha avuto l’esito auspicato e la Procura ha preferito demandare al giudice del dibattimento ogni decisione, nonostante sia evidente l’assenza di condotte costituenti reato e la mancanza delle condizioni di procedibilità. L’innocenza della nostra assistita verrà certamente acclarata in giudizio, che affronteremo serenamente”.

Caso Ferragni, indagini chiude nell’ottobre 2024

Le indagini, chiuse dalla procura lo scorso ottobre, “hanno permesso di ricostruire la pianificazione e diffusione di comunicazioni” volte a indurre “in errore i consumatori in ordine al collegamento tra l’acquisto dei prodotti pubblicizzati e iniziative benefiche”.

Chiara Ferragni avrebbe ingannato i consumatori e avrebbe ottenuto, tramite le due campagne commerciali, un ingiusto profitto. La procura, nella chiusura indagine, non quantifica per la società l’ingiusto profitto, ma se si calcola la differenza fra i due prezzi e lo si moltiplica per le vendite la somma supera i 2 milioni di euro.

Ferragni, l’influencer imprenditrice finita al centro di polemiche e inchieste

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In particolare, le contestazioni relative alla truffa continuata e aggravata (dall’uso del mezzo informatico) riguardano due operazioni commerciali “Pandoro Balocco pink Christmas, limited edition Chiara Ferragni” (Natale 2022) e “Uova di Pasqua Chiara Ferragni” - sosteniamo i Bambini delle fate (Pasqua 2021 e 2022) finite nel mirino dell’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) e di più procure con la competenza infine assegnata a Milano.

L’operazione ’Balocco’ avrebbe indotto “in errore un numero imprecisato di acquirenti” convinti che con il proprio acquisto Pink (al prezzo di 9,37 euro invece di 3,68 euro del prodotto tradizionale) avrebbero finanziato la raccolta fondi a favore dell’ospedale Regina Margherita di Torino.

In una combo Chiara Ferragni durante i tre spot per il pandoro, l'uovo di Pasqua e la Coca-Cola (Ansa)

L’accordo, invece, si è rivelato ben diverso, per la procura: le società Ferragni hanno incassato poco più di un milione di euro per pubblicizzare via Instagram l’iniziativa benefica per la quale la società Balocco aveva destinato 50mila euro a favore dell’ospedale, indipendentemente dalle vendite che si sono attestate ad “almeno 362.577” pandori Balocco Pink Christmas.

La procura, nella chiusura indagine, non quantifica per la società l’ingiusto profitto, ma se si calcola la differenza fra i due prezzi e lo si moltiplica per le vendite la somma supera i 2 milioni di euro.

Caso Ferragni, l’accordo con il Codacons non è bastato a evitare il rinvio a giudizio

Lo scorso 228 dicembre 2024 è stato raggiunto un accordo tra Chiara Ferragni e il Codacons. L’influencer risarcirà i consumatori che, rappresentati dal Codacons e dall’Associazione utenti servizi radiotelevisivi, l’avevano querelata per truffa e in più versa 200.000 euro in beneficenza a un ente che si occupa di tutela delle donne vittime di violenza.

La nota stampa dei difensori di Alessandra Balocco

Anche gli avvocati Alessandra Bono e Alessandro Pistochini, difensori di Alessandra Balocco, si sono dichiarati «profondamente stupiti e amareggiati» per una vicenda che «all’evidenza non ha alcuna rilevanza penale».
«Tutto ciò - si legge nella nota diffusa per la stampa - è ancora più evidente alla luce della rimessione della querela che incide sulla procedibilità dal reato, salvo conservare – da parte della Procura – pervicacemente la contestazione di un’aggravante che nulla ha a che vedere con la tipologia dei fatti in contestazione».

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