Chiara Ferragni a giudizio per truffa: udienza il 23 settembre per casi pandoro e uova di Pasqua
L’influencer avrebbe ingannato i consumatori e avrebbe ottenuto un ingiusto profitto di 2,2 milioni di euro, oltre che benefici non calcolabili dal ritorno di immagine
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I punti chiave
- Udienza per truffa aggravata fissata il 23 settembre
- Caso Ferragni, l’accordo con il Codacons non è bastato a evitare il rinvio a giudizio
- Ferragni: «Non ho truffato nessuno, accusa ingiusta»
- Il legali di Ferragni: «Non ha commesso alcun reato»
- Caso Ferragni, indagini chiuse nell’ottobre 2024
- La nota stampa dei difensori di Alessandra Balocco
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Chiara Ferragni è stata rinviata a giudizio per truffa aggravata per le vicende del Pandoro e delle uova di Pasqua. Il decreto di citazione diretta è stato notificato stamane ai difensori.
Udienza per truffa aggravata fissata il 23 settembre
E’ fissata per il prossimo 23 settembre, davanti alla terza sezione penale del tribunale di Milano in composizione monocratica l’udienza predibattimentale per Chiara Ferragni, l’influencer che deve rispondere di “truffa continuata e aggravata”.
La richiesta della procura, firmata dall’aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli, riguarda anche altri indagati; l’ex braccio destro Fabio Damato, la manager Alessandra Balocco e l’imprenditore Francesco Cannillo in relazione alle operazioni commerciali ’Pandoro Balocco Pink Christmas, Limited Edition Chiara Ferragni’ (Natale 2022) e ’Uova di Pasqua Chiara Ferragni - sosteniamo i Bambini delle Fate’ (Pasqua 2021 e 2022)’. La riforma Cartabia ha introdotto questo tipo di udienza, un iniziale confronto che si può concludere con un proscioglimento.
Ferragni: «Non ho truffato nessuno, accusa ingiusta»
“Credevo sinceramente che non fosse necessario celebrare un processo per dimostrare di non aver mai truffato nessuno. Dovrò purtroppo convivere ancora del tempo con questa accusa, che ritengo profondamente ingiusta, ma sono pronta a lottare con ancora maggiore determinazione per far emergere la mia assoluta innocenza”.
Chiara Ferragni commenta così, in una nota, la decisione della Procura di Milano di rinviarla a giudizio, con citazione diretta, per il caso dei pandori e delle uova di cioccolato.

