Femminicidio

Filippo Turetta ha confessato l’omicidio di Giulia durante l’interrogatorio

Il racconto in 9 ore di interrogatorio davanti al pm. Resta aperto il nodo delle aggravanti

Caso Cecchettin, terminato dopo 9 ore l'interrogatorio di Turetta

2' min read

2' min read

Filippo Turetta ha confessato l’omicidio di Giulia Cecchettin. Lo ha fatto durante un interrogatorio fiume, davanti al pm, nel carcere di Verona. Un interrogatorio durato 9 ore, nel quale Turetta ha cercato di mettere ordine a quanto accaduto la sera dell’11 novembre scorso, quando con più di 20 coltellate ha ucciso la sua ex fidanzata.

L’orologio fuori dal carcere di Verona dice che sono passate nove ore da quando la difesa - gli avvocati Giovanni Caruso e Monica Cornaviera - e il pm di Venezia Andrea Petroni escono della casa circondariale dopo aver ascoltato, per la prima volta, i dettagli di quanto accaduto la sera dell’omicidio.

Loading...

Secondo quanto trapelato, Turetta non si è limitat0 a dichiarazioni spontanee - come successo due giorni fa davanti al gip Benedetta Vitolo. Stavolta ha spiegato, non senza tentennamenti, come e perché dopo una serata trascorsa insieme a Giulia Cecchettin in un centro commerciale di Marghera, abbia deciso di fermare la sua Gran Punto nera nel parcheggio di Vigonovo (Venezia), a circa 150 metri da casa Cecchettin.

La ricostruzione di Turetta

L’ultimo ‘no’ di Giulia avrebbe scatenato la furia assassina di Turetta, che non sì è fermato davanti alle urla terrorizzate della ragazza («mi fai male!». Giulia Cecchettin non è riuscita a scappare. L’assassino le ha tappato la bocca col nastro adesivo per finirla, con almeno 25 coltellate, nell’area industriale di Fossò. Coltellate che hanno colpito la ragazza fra il collo e la testa, a conferma della volontà omicida di Turetta.

Giulia Cecchettin è morta dissanguata

Sono stati i primi rilievi autoptici a chiarire che Giulia Cecchettin è morta dissanguata. Il suo corpo, già esanime, è stato poi abbandonato vicino al lago di Barcis, dopo una fuga di oltre cento chilometri. Turetta, da parte sua, si è limitato a parole di rito. Si è detto «affranto, dispiaciuto per la tragedia» e pronto ad affrontare le «responsabilità» che lo attendono, ma è ancora in cerca di «ricostruire» nella sua testa «le emozioni e quello che è scattato in me quella sera».

Il nodo delle aggravanti

Adesso, oltre alle parole del 21enne, arrestato in Germania dopo una settimana di fuga, bisognerà attendere gli esiti dell’autopsia ma anche le risposte che arriveranno dall’auto, dagli strumenti informatici e dai due coltelli sequestrati. Solo allora, probabilmente, la procura potrebbe appesantire il capo d’imputazione e contestare anche l’aggravante della premeditazione e della crudeltà per l’omicidio di Giulia. Per Filippo Turetta ad oggi l’accusa contestata è quella di sequestro di persona, omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti