Cosa dovrà chiarire l’esame autoptico

Omicidio Cecchettin: a Padova l’autopsia, Filippo Turetta davanti al pm per otto ore

Filippo Turetta è stato interrogato per otto ore dal pm di Venezia Andrea Petroni. L’autopsia sul corpo di Giulia Cecchettin è stata eseguita dal medico legale Guido Viel

di Nicoletta Cottone

Caso Cecchettin, avvocato Turetta: "Dichiarazioni spontanee, ammesso omicidio"

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Nel carcere di Verona l’interrogatorio di Filippo Turetta, dinanzi al pm di Venezia Andrea Petroni, nell’istituto di medicina legale di Padova l’autopsia di Giulia Cecchettin, la giovane studentessa di Ingegneria biomedica uccisa dall’ex fidanzato. Esame effettuato in mattinata. Due accertamenti di punta per le indagini, si svolgeranno quasi contemporaneamente a Padova e a Verona.

Turetta otto ore davanti al pm

Filippo Turetta parla davanti ad Andrea Petroni, il pm di Venezia che ha deciso di interrogarlo dopo le dichiarazioni spontanee rese due giorni fa al gip Benedetta Vitolo. L’interrogatorio nel carcere di Verona è in corso da otto ore. Assistito dai legali Giovanni Caruso e Monica Cornaviera, parla di quanto accaduto la sera dell’11 novembre scorso. Turetta è stato rrestato per omicidio volontario aggravato e sequestro di persona per la morte di Giulia Cecchettin. Da quanto si apprende avrebbe scelto la strada di parlare: dichiarazioni spontanee su alcuni aspetti e risposta solo ad alcune delle domande nell’interrogatorio richiesto dalla Procura.

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Nelle dichiarazioni spontanee la confessione dell’omicidio

Turetta due giorni fa, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, non ha risposto al gip, ma ha confessato di aver ucciso Giulia nel corso di dichiarazioni spontanee. Una confessione che aveva già fatto nel carcere di Halle, in Germania, dove era stato portato dopo che la polizia tedesca lo aveva arrestato sull’autostrada A9, fermo in corsi di emergenza, con la’uto ferma, senza benzina e senza metano. Una fuga lunga mille chilometri a bordo della Gran Punto nera, dopo aver ucciso Giulia. Ora inquirenti e investigatori si attendono una collaborazione da parte di Filippo Turetta, dopo le stringate dichiarazioni spontanee al gip. La Procura deve stabilire se contestare l’aggravante della crudeltà, mentre l’interrogatorio si concentrerà sull’ipotesi di una premeditazione. Lo studente non ha ancora incontrato i genitori, che per ora hanno rinunciato al colloquio con il figlio in carcere, in attesa di un aiuto psicologico.

Nuovo interrogatorio la prossima settimana

È in programma per la prossima settimana un altro interrogatorio di Filippo Turetta da parte del pm di Venezia Andrea Petroni. Sarebbe stata proprio la difesa del giovane a chiedere un interrogatorio di riscontro su quello che emergerà dall’autopsia, che si sta svolgendo a Padova e dopo che durante i colloqui Turetta ha detto di voler parlare ai suoi legali, gli avvocati Giovanni Caruso e Monica Cornaviera.

L’autopsia eseguita dal medico legale Guido Viel

L’autopsia sul corpo di Giulia, in corso da dieci ore, è eseguita dal medico legale Guido Viel, dell’equipe medica, del professor Angelo Paolo Dei Tos, responsabile della Uoc di Anatomia Patologica dell’ Università di Padova. Viel, incaricato dalla procura di Venezia, Guido Viel è lo stesso medico legale che si è occupato di altri casi delicati. Ha effettuato l’autopsia dell’autista del bus precipitato dal cavalcavia a Mestre e sulle 21 vittime e sul cadavere di Albert Deda, il 24enne ucciso a coltellate da due connazionali a Forcellini, in provincia di Gorizia. Anche la difesa di Turetta e il legale della famiglia Cecchettin hanno nominato propri consulenti di parte per seguire gli accertamenti.

Nominati anche i consulenti di parte

La famiglia di Giulia ha nominato come consulenti Stefano D’Errico, direttore di Medicina legale dell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, che ha seguito gli accertamenti nella morte di Liliana Resinovich, e Stefano Vanin, entomologo che si è occupato dei casi di Yara ed Elisa Claps. Anche la difesa, il 30 novembre in Procura assieme al legale di parte civile Stefano Tigani, ha scelto la sua esperta, Monica Cucci.

Quali risposte si attendono dall’autopsia

I primi esiti degli esami autoptici potrebbero fornire risposte sul numero di coltellate (una ventina, secondo la prima ispezione sul cadavere) e su quale lama sia stata usata da Turetta: quella da 12 centimetri recuperata nell’auto in Germania o quella del coltello da 21 centimetri trovato spezzato nel parcheggio di via Aldo Moro. O entrambi. Bisognerà accertare, inoltre, se siano presenti ferite di altra natura, da calci o pugni. Gli accertamenti medico legali dovranno anche stabilire se sia stato inferto un fendente letale o se la botta alla testa subita, quando è stata spinta a terra su un marciapiede mentre tentava di scappare, abbia causato la morte di Giulia. Fondamentale anche stabile l’arco temporale, cioè se Giulia è morta verso le 23.40, quando le telecamere della zona industriale di Fossò hanno ripreso l’ultima fase della aggressione, o se era ancora viva quando è stata caricata in macchina prima della fuga di Turetta.

Il Gruppo di osservazione e trattamento stabilirà se Turetta sarà solo in cella o no

In giornata si riunirà anche il “Gruppo di osservazione e trattamento”: gli esperti daranno indicazioni su un eventuale cambio di reparto di Filippo Turetta, attualmente nel reparto infermeria del carcere di Verona. Probabile il trasferimento nella sezione ’protetti’. Verrà stabilito se Filippo dividerà la cella con qualcuno, sicuramente però non il compagno di cella attuale, che è un detenuto per reati finanziari. La sezione ’protetti’ è quella per i detenuti per reati a ’forte riprovazione sociale’ che, a loro tutela, non devono avere contatti con persone in carcere per altre tipologie di reati.

Nelle prossime settimane gli accertamenti irripetibili

Saranno effettuati nelle prossime settimane una serie di accertamenti irripetibili, come quelli sulle tracce di sangue, sulla macchina e sui coltelli, tutti affidati al Ris di Parma. Aspetti tecnici che, assieme al faccia a faccia tra pm e Turetta, chiamato a rispondere di fronte alle prove, potrebbero chiudere il cerchio di questo ennesimo sconvolgente femminicidio.


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