Torna in lacrime all’infermeria

Cecchettin, Turetta ammette l’omicidio: ho ammazzato Giulia e ho vagato per giorni

Il 21enne davanti al gip Benedetta Vitolo, alla presenza anche del pm di Venezia Andrea Petroni e dell’avvocato Caruso ha reso dichiarazioni spontanee e si è avvalso della facoltà di non rispondere

di Nicoletta Cottone

Caso Cecchettin, legale Turetta: "Non faremo richiesta riesame"

4' min read

4' min read

«Ho ammazzato la mia fidanzata, ho vagato questi giorni perché cercavo di farla finita, ho pensato più volte di andarmi a schiantare contro un ostacolo e più volte mi sono puntato un coltello alla gola, ma non ho avuto il coraggio di farla finita». Sono le parole che Filippo Turetta aveva confessato giorni fa ai poliziotti tedeschi che lo hanno arrestato - su mandato di arresto europeo - per l’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin. Una confessione che oggi il 21enne, assistito dall’avvocato Giovanni Caruso, ha «sostanzialmente ripetuto» - rendendole quindi valide per la giustizia italiana - davanti al gip di Venezia Benedetta Vitolo e al pm Andrea Petroni.

Turetta cerca di ricostruire cosa è scattato quella sera

«Sto cercando di ricostruire nella mia memoria le emozioni e quello che è scattato in me quella sera», ha detto Filippo Turetta nel corso delle dichiarazioni spontanee. «Sono affranto, dispiaciuto per la tragedia che ho causato. Non voglio sottrarmi alle mie responsabilità, voglio pagare quello che sarà giusto per aver ucciso la mia ex fidanzata», ha aggiunto lo studente universitario. «Fin da subito era mia intenzione consegnarmi e farmi arrestare. Questa era la mia intenzione. Ora sono molto stanco e non mi sento di aggiungere altro».

Loading...

Ha reso dichiarazioni spontanee e si è avvalso della facoltà di non rispondere

Il legale Caruso, dopo circa due ore di colloquio con Turetta, seguito all’interrogatorio, ha spiegato, lasciando il carcere, che il 21enne si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha «ritenuto doveroso rendere dichiarazioni spontanee con le quali ha sostanzialmente confermato le ammissioni fatte alla polizia tedesca». Ora, dunque, Turetta ha ammesso l’omicidio della 22enne davanti al gip di Venezia Benedetta Vitolo. E ha pianto prima di tornare nell’infermeria del carcere. L’interrogatorio è durato una trentina di minuti. Il difensore non aveva voluto anticipare se il giovane si sarebbe avvalso o meno della facoltà di non rispondere, ma aveva chiarito che non presenterà istanza di domiciliari.

Le accuse

Lo studente deve rispondere, stando all’ordinanza cautelare, di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva terminata e di sequestro di persona. La giovane studentessa di Ingegneria è stata uccisa, secondo l’accusa, con «inaudita ferocia» dall’ex fidanzato che aveva lasciato anche per la sua «eccessiva gelosia», come ha messo nero su bianco il padre Gino.

La Punto di Turetta ancora in Germania

La Fiat Grande Punto di Filippo Turetta è«“ancora sotto la custodia» della polizia tedesca, ha detto un portavoce della polizia di Halle. «Il veicolo è ancora sotto la custodia della stazione di polizia di Halle (Saale). La consegna è attualmente in coordinamento con le autorità italiane», ha spiegato il portavoce tedesco, aggiungendo che «al momento non è possibile prevedere quando avverrà il passaggio di consegne».

Il Ris esaminerà la vettura

Sarà il Ris di Parma a occuparsi delle analisi sulla Fiat Grande Punto nera per verificare se Giulia Cecchettin venne accoltellata anche dentro l’abitacolo e se Filippo Turetta mise il corpo nel bagagliaio, prima di disfarsene lasciandolo in fondo a una scarpata di una zona montuosa in Friuli. Il pm di Venezia Andrea Petroni ha richiesto al suo omologo tedesco di poter procedere al trasporto dell’auto di Filippo Turetta, arrestato in Germania per l’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, direttamente al Ris di Parma. Fondamentale garantire che nel trasporto non ci siano contaminazioni. Sempre agli esperti del Ris sono affidati gli accertamenti sulle tracce ematiche trovate sui due luoghi dell’aggressione a Vigonovo e Fossò e sui due coltelli recuperati.

Caso Cecchettin, Turetta lascia aeroporto Venezia verso carcere Verona

In carcere è ancora nel reparto infermeria

Turetta nel carcere di Verona si trova nel reparto infermeria. Nei prossimi giorni passerà alla sezione “protetti”, per avere maggiori tutele rispetto agli altri detenuti, dopo che avrà finito visite e valutazioni psicologiche e psichiatriche. Chi si occupa lo descrive «tranquillo». Sta «bene», ha detto il difensore.

Legale sorella Giulia: Filippo molestatore assillante

Quello di Giulia Cecchetin è “un omicidio «aggravato dallo stalking», ha detto l’avvocato Nicodemo Gentile, legale di fiducia di Elena Cecchetin, sorella della vittima. «Filippo Turetta ha dimostrato di essere un ’molestatore assillante’, infatti, il suo comportamento, come sta emergendo da più elementi da noi già raccolti, è connotato da plurime e reiterate condotte che descrivono ’fame di possesso’ verso la nostra Giulia», si legge in una nota. «Un assedio psicologico che aveva provocato nella ragazza uno stato di disorientamento e di importante ansia.Un uso padronale del rapporto che ha spinto il Turetta prima a perpetrare reiterate azioni di molestie e controllo, anche tramite chiamate e messaggi incessanti, e poi, in ultimo l’ omicidio, al fine di gratificare la sua volontà persecutoria».

Data da definire per l’ultimo saluto a Giulia

Data da definire per l’ultimo saluto a Giulia Cecchettin. L’avvocato della famiglia ha detto che la data di sabato a Padova, nella Basilica di Santa Giustina in Prato della Valle, a poche ore di distanza dall’autopsia prevista per venerdì è «un po’ strettina». Per l’avvocato della famiglia di Vigonovo Stefano Tigani, sempre che l’autorità giudiziaria conceda in nulla osta alla sepoltura consegnando la salma alla famiglia, i tempi sono davvero troppo stringati perchè possano essere ultimati tutti i preparativi. Esclusa la prima domenica d’Avvento, il 3 dicembre, la data più probabile potrebbe essere al momento quella di lunedì 4. La parola finale è demandata in ogni caso a domani mattina, a quanto stabilirà nella città del Santo in Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.

Imponente la macchina organizzativa

La macchina organizzativa da mettere in piedi per le esequie è imponente, tenendo conto che saranno migliaia le persone, non solo dal Veneto, che vorranno stringersi accanto alla famiglia di Giulia. Per questo è stata esclusa l’ipotesi che la cerimonia si svolgesse a Vigonovo, dove abitano i Cecchettin e i loro parenti. Le esequie saranno officiale dal vescovo Claudio Cipolla, nella basilica del VI secolo dopo Cristo considerata monumento nazionale a pochi passi dalla Chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova che può contenere sino a mille posti a sedere e centinaia di altri in piedi.

Il governatore Zaia ha indetto una giornata di lutto regionale

Il governatore Luca Zaia ha già indetto per l’ultimo saluto alla giovane il lutto regionale. Moltissime persone accoglieranno l’invito di papà Gino, di portare sulla giacca un fiocco rosso, come lo stesso genitore ha voluto fare postandolo sui social nella Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulla donna con la scritta “Parlate, denunciate, fidatevi!”. A Padova i fiocchi rossi compaiono già da alcuni giorni, in attesa dell’ultimo saluto, sulle vetrine di molti negozi. Il corpo di Giulia sarà infine portato nel cimitero di Saonara e sepolto accanto a quello della madre, morta un anno fa.


 

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti