Omicidio Cecchettin: l’auto della fuga di Filippo Turetta sarà analizzata dal Ris di Parma
Filippo dopo l’interrogatorio di garanzia di martedì 28 novembre sarà sentito anche dal pm di Venezia. L’accusa è di omicidio volontario aggravato e sequestro di persona. Il corpo della studentessa rinvenuto in un dirupo grazie a Jageer, un cane della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia
di Nicoletta Cottone
7' min read
I punti chiave
- I punti da chiarire
- L’auto della fuga sarà analizzata dal Ris di Parma
- Manca all’appello il cellulare della studentessa
- Il libro per bambini trovato vicino a Giulia
- Prima notte in carcere, non in isolamento
- Consegnato in Germania con catene alle mani e ai piedi
- Primo incontro col nuovo avvocato
- Rinuncia alla difesa il legale d’ufficio contestato
- Con la premeditazione niente rito abbreviato
- Le possibili aggravanti
- L’autopsia di Giulia il primo dicembre
- Il corpo trovato grazie a Jageer, un flat coated retriever della Protezione civile
- L’esame della Gran Punto nera
- Nel carcere di Verona è detenuto anche Brenno Neumair
- Fiaccolata per Giulia nel paese di Turetta, senza genitori
7' min read
Dopo l’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Venezia Benedetta Vitolo, Filippo Turetta, detenuto nel carcere di Verona per l’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, sarà sentito anche, nei prossimi giorni, dal pm Andrea Petroni. La notizia si apprende da fonti investigative. Se nell’interrogatorio di martedì 28 novembre davanti al giudice Turetta dovesse decidere di rispondere, anche il pm potrebbe intervenire con le proprie domande anche su elementi finora raccolti nelle indagini. Gli inquirenti avrebbero comunque in programma di sentire il giovane in un interrogatorio nei prossimi giorni. Il 22enne potrebbe sempre decidere di non rispondere sia al gip, sia al pm.
I punti da chiarire
Tra i punti da chiarire negli interrogatori ci sono anche gli aspetti che riguardano una eventuale contestazione della premeditazione, che si baserebbe su più indizi, tra cui il nastro adesivo comprato on line qualche giorno prima e il fatto che il giovane aveva due coltelli. La Procura nel corso del procedimento potrebbe contestare una o più nuove aggravanti, come appunto la premeditazione ola crudeltà, e il reato di occultamento di cadavere, anche con richiesta di integrazione della misura cautelare che ha portato all’arresto. «Non è chiaro», fra le altre, se Filippo Turetta, accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, le abbia legato le mani con il nastro adesivo utilizzato per tappare la bocca e impedire alla 22enne di urlare e chiedere aiuto. «Non ne abbiamo certezza, è una delle cose che dovrà chiarire», ha spiegato una fonte investigativa all’Adnkronos.
L’auto della fuga sarà analizzata dal Ris di Parma
La Fiat Grande Punto nera utilizzata da Filippo Turetta per la fuga, assieme agli oggetti sequestrati al suo interno, come il telefono del giovane, sarà riportata in Italia entro la prossima settimana e sarà affidata per le analisi ai carabinieri del Ris di Parma. La vettura è stata sequestrata sull’autostrada A9 dove è stato fermato Turetta: era fermo a luci spente nella corsi di emergenza e aveva finito benzina e metano. La vettura è custodita in un deposito giudiziario in Germania, a circa dieci chilometri da Halle, dove il giovane è stato detenuto. Il pm di Venezia Andrea Petroni ha chiesto al suo omologo tedesco di poter procedere al trasporto dell’auto di Filippo Turetta, arrestato in Germania per l’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, direttamente al Ris di Parma. Si attende dunque il ‘nulla osta’ che possa garantire che la Fiat Punto e gli oggetti trovato all’interno - tra cui un guanto e secondo coltello da cucina con una lama di 12 centimetri e un cellulare - possano essere trasportati senza contaminazione ed essere analizzati dai carabinieri nei laboratori di Parma. Il Ris esaminerà anche il coltello trovato nel parcheggio a 150 metri da casa di Giulia Cecchettin e le tracce di sangue repertate.
Manca all’appello il cellulare della studentessa
Sono una ventina gli oggetti repertati durante i sopralluoghi ed elencati nel provvedimento di sequestro, tra cui un mocassino nero di Giulia, un rotolo di sacchi neri di plastica e fazzoletti sporchi di sangue. Nessuna traccia del cellulare di Giulia che risulta spento dalla 22.45 dell’11 novembre scorso, quando aggancia la cella del centro commerciale “Nave de vero” di Marghera, dove c’è una libreria.
Il libro per bambini trovato vicino a Giulia
Vicino al corpo di Giulia è stata recuperata nei giorni scorsi una sola scarpa della ragazza, assieme ad altri oggetti, come un libro per l’infanzia dal titolo “Anche i mostri si lavano i denti” di Jessica Martinelli, disegnatrice per bambini veneta. Fare l’illustratrice era il sogno di Giulia che si stava per laureare in Ingegneria biomedica all’Università di Padova.

