Omicidio Cecchettin: Filippo Turetta nel carcere di Verona, la direttrice: è tranquillo
In cella sarà sorvegliato 24 ore su 24. Il legale Caruso: è molto provato. L’avvocato Emanuele Compagno ha rinunciato alla difesa
di Nicoletta Cottone
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I punti chiave
- Condotto in carcere a bordo di una Lancia Delta con i vetri oscurati
- Palazzo Chigi: «sorprendente» la polemica sul rientro di Turetta
- L’avvocato Caruso: Filippo è molto provato
- L’avvocato Compagno rinuncia alla difesa di Turetta
- La direttrice Gioieni: procedure standard, è tranquillo
- Nel carcere di Verona sorvegliato 24 ore su 24
- Ha ammesso di aver ucciso Giulia, ma la prova non può essere usata in Italia
- Il gip: Turetta disumano contro l’ex fidanzata
- Un Falcon 900 lo ha riportato in Italia
- La premeditazione: comprò prima lo scotch
- Il legale della sorella Elena: lavoriamo anche per l’aggravante di motivi abietti
- L’interrogatorio di garanzia lunedì
- Non è stato trovato il cellulare della studentessa
- Il padre di Giulia temeva per l’incolumità della figlia
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Filippo Turetta, accusato dell’omicidio di Giulia Cecchettin, è arrivato nel carcere Montorio di Verona, scortato dai carabinieri, proveniente dall’aeroporto di Venezia. Gli è già stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare per omicidio volontario aggravato e sequestro di persona. Filippo Turetta, il 22enne arrestato con l’accusa di aver barbaramente ucciso Giulia Cecchettin, è stato estradato oggi dalla Germania. É stato prelevato questa mattina dal carcere tedesco di Halle e portato a Francoforte, per salire su un volo dell’Aeronautica militare che lo ha riportato in Italia. É atterrato a Venezia con un’ora d’anticipo rispetto al programma. Tuta e scarpe da ginnastica, giubbotto blu e barba incolta. Silenzioso, dimesso, è apparso disinteressato a quello che gli stava accadendo intorno. Il giovane è stato scortato dagli agenti dello Scip fino agli uffici della Polizia di frontiera. Lì gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare. Poi martedì l’interrogatorio di garanzia.
Condotto in carcere a bordo di una Lancia Delta con i vetri oscurati
Poi i Carabinieri lo hanno condotto fino al carcere di Verona. Trasportato a bordo di una Lancia Delta con i vetri oscurati, preceduta e seguita da automobili di scorta, è entrato nel carcere Montorio di Verona dopo quasi una settimana dal suo arresto in Germania, in autostrada vicino a Lipsia, dove è finita la sua fuga dopo l’omicidio dell’11 novembre. L’area di accesso al carcere è stata transennata dalla Polizia penitenziaria poco prima del suo arrivo, data la presenza di numerosi cronisti e troupe tv, e anche di alcuni curiosi.
Palazzo Chigi: «sorprendente» la polemica sul rientro di Turetta
Intanto fonti di Palazzo Chigi definiscono «sorprendente» la polemica sul rientro in Italia di Filippo Turetta con un volo dell’Aeronautica Militare. Si tratta infatti «di una modalità consueta che garantisce la sicurezza del trasporto e il superamento degli ostacoli derivanti dal possesso delle armi degli agenti attraverso vari Stati». Ricorrere a un automezzo o volo di linea «significherebbe affrontare non minori spese di missione», rimarca ancora la Presidenza del Consiglio.
L’avvocato Caruso: Filippo è molto provato
Arrivato in carcere intorno alle 14.25, Filippo Turetta è stato sottoposto a «tutte le lunghe procedure» previste per i ‘nuovi’ detenuti: «É stato sottoposto a visita medica, a indagini di carattere psichiatrico per escludere eventuali rischi di carattere autolesionistico. Le condizioni sono accettabili, se così si può dire, - ha spiegato l’avvocato difensore Giovanni Caruso - certamente è molto, molto provato». Il 21enne «è adeguatamente assistito e protetto in un carcere di grande sicurezza», una situazione «tranquillizzante dal punto di vista della sorveglianza contro eventuali situazioni suscettibili di essere degenerate o di degenerare», cioè sia nel caso di ipotesi di aggressioni da parte di altri detenuti sia di possibili gesti autolesionistici. Non risulta ci siano stati cambi di imputazione.
L’avvocato Compagno rinuncia alla difesa di Turetta
L’avvocato Emanuele Compagno ha rinunciato alla difesa di Filippo Turetta. «Oggi pomeriggio ho rinunciato al mandato - ha detto l’avvocato Compagno - Con l’arrivo in Italia di Filippo considero concluso il mio lavoro di difensore d’ufficio. E anche se oggi mi aveva nominato difensore di fiducia ho preferito rinunciare a tale nomina. Avevo annunciato fin dal primo giorno ai familiari la necessità di un difensore di fiducia, nulla c’entrano le polemiche che qualcuno ha sollevato sul mio conto».

