I film del fine settimana

“L’uomo nel bosco”, una curiosa commedia nera dai toni surreali

Arriva nelle sale il nuovo film di Alain Guiraudie, regista francese che non lascia mai indifferenti. Tra le novità anche “Oh, Canada” di Paul Schrader

di Andrea Chimento

3' min read

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Quando ci si trova davanti a un film di Alain Guiraudie non si sa mai cosa aspettarsi: regista tra i più sovversivi e anarchici del cinema contemporaneo, l’autore francese è tornato dietro la macchina da presa per “L’uomo nel bosco”, uno dei titoli più attesi del weekend in sala.

Protagonista è Jérémie, trentenne che vive a Tolosa e torna nel paesino dove è cresciuto per partecipare al funerale del titolare della panetteria locale a cui era molto legato. Quando decide di fermarsi qualche giorno in più per stare vicino a Martine, la vedova del panettiere, non immagina che ben presto si troverà al centro di una serie di eventi del tutto inaspettati.

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Bastano poche sequenze per capire che quello che sembra un lungometraggio semplice e lineare è in realtà una pellicola senza dubbio curiosa e dai toni surreali, in cui tutte le presunte certezze del pubblico vengono smontate una dopo l’altra nel corso dei minuti che compongono questa visione.

Presentato al Festival di Cannes 2024 nella sezione Cannes Première, “L’uomo nel bosco” è un film che parla di tematiche estremamente tragiche – dall’elaborazione del lutto alla solitudine – ma lo fa con toni sempre surreali, dando vita a una sorta di commedia nera che può richiamare il cinema di Claude Chabrol.

Jérémie sembra fungere da surrogato dell’assenza del panettiere defunto, mentre intorno a lui si muovono personaggi vittime di paure e desideri sempre più spinti: è come se il protagonista fungesse da catalizzatore di certe tensioni presenti nel villaggio, pronte a scoppiare proprio in relazione al suo ritorno in paese.

“L’uomo nel bosco”, una curiosa commedia nera dai toni surreali

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Tante sorprese e qualche passaggio macchinoso

 

La sceneggiatura, scritta dallo stesso regista, ha una lunga serie di momenti sorprendenti e godibili, capaci soprattutto di tenere alta l’attenzione sino al termine, viste le molte strade anticonvenzionali che vengono di continuo prese dalla narrazione.

Qualche passaggio, però, è un po’ troppo macchinoso, soprattutto nella parte centrale, rischiando così di togliere un po’ di coinvolgimento in uno spettatore che, a ogni modo, deve stare al gioco del regista.

Chi conosce Guiraudie (da ricordare “Lo sconosciuto del lago” del 2013 e “L’innamorato, l’arabo e la passeggiatrice” del 2022, tra i suoi lavori migliori) sa cosa aspettarsi, ma il regista francese non lascia mai indifferenti e anche in questo caso si sente pienamente il suo tocco autoriale.

Da evidenziare che il titolo originale è “Miséricorde”, concetto che nel corso del film si va a declinare in diversi modi e dà adito a differenti interpretazioni.

Oh, Canada

Tra le novità della settimana c’è anche un altro film che arriva dal Festival di Cannes dello scorso anno: “Oh, Canada” di Paul Schrader.

Il personaggio principale è Leonard Fife, uno dei sessantamila disertori statunitensi che si rifugiarono in Canada per evitare di partire in guerra per il Vietnam. L’uomo, divenuto nel tempo uno scrittore, è ormai anziano, ma tormentato dal suo passato. È così che Leonard decide di condividere ogni suo segreto per smitizzare la sua vita così a lungo idealizzata, raccontando la verità.

Tra i grandi registi del cinema statunitense contemporaneo, Schrader adatta in questo caso “I tradimenti” (2021), romanzo dello scrittore americano Russel Banks, autore da cui aveva già preso spunto per “Affliction” (1997).

“Oh, Canada” non ha l’intensità di alcuni (grandi) film di Schrader degli ultimi anni (basti pensare a “First Reformed” del 2017 o “Il collezionista di carte” del 2021), a causa di una narrazione più tradizionale, ma la pellicola riesce comunque a toccare corde profonde, scuotere e arriva anche a emozionare, grazie all’ottima prova di Richard Gere che ritrova Schrader a quarantacinque anni di distanza dal cult “American Gigolo”.

C’è qualche passaggio un po’ altalenante, ma nel complesso “Oh, Canada” resta un film da vedere, in cui – oltre a Gere – troviamo nel cast Uma Thurman e Jacob Elordi: quest’ultimo tornerà presto sul grande schermo in “Frankenstein” di Guillermo del Toro, uno dei film più attesi di tutto il 2025.

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