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dal nostro corrispondente Alberto Magnani
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Un uomo diverso è… il protagonista del weekend in sala: arriva finalmente nei nostri cinema “A Different Man”, film di Aaron Schimberg con Sebastian Stan.
L’attore, celebre per aver vestito i panni di Bucky Barnes nel Marvel Cinematic Universe, interpreta Edward, un uomo affetto da neurofibromatosi, che si sottopone a un intervento di ricostruzione facciale. Il suo volto ora è completamente diverso, ma cambierà allo stesso tempo anche la sua vita?
Sembra partire da questa domanda questo lungometraggio che è stato candidato agli Oscar di quest’anno nella categoria per il miglior trucco e acconciatura: non è però soltanto il buon lavoro fatto da quel reparto tecnico a colpire di questa pellicola che ragiona su come percepiamo noi stessi e sulla differenza di come ci vedono gli altri.
Mescolando fin dalla prima sequenza diversi livelli di finzione, “A Different Man” riflette su tematiche decisamente contemporanee (la chirurgia facciale, in primis) riuscendo a intrattenere con efficacia dall’inizio alla fine, seppur molti spunti sappiano un po’ troppo di già visto.
Alcune sequenze, infatti, sono prevedibili, ma il disegno d’insieme rimane piuttosto brillante e originale, soprattutto nel riuscire a unire una certa satira di costume con un inquietante ragionamento attorno al tema dell’identità.