“The Brutalist”, una magistrale esperienza audiovisiva
In lizza per 10 premi Oscar, il terzo lungometraggio di Brady Corbet è il grande protagonista del weekend in sala
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Uno dei titoli più importanti della stagione cinematografica è protagonista nelle nostre sale: “The Brutalist” di Brady Corbet è uno di quei film che non possono lasciare indifferenti ed è pronto a partire in prima fila anche nella corsa ai premi Oscar.
Dopo aver ottenuto il Leone d’argento per la miglior regia alla Mostra del Cinema di Venezia, ben tre Golden Globe (miglior attore in un film drammatico, miglior regista e miglior film drammatico) e numerosi altri riconoscimenti, “The Brutalist” ha 10 nomination per la vittoria delle statuette più prestigiose e, insieme a “Emilia Pérez”, è il massimo favorito nella conquista degli Oscar più ambiti.
Dietro la macchina da presa c’è Brady Corbet, attore di talento – lo ricordiamo ad esempio in “Mysterious Skin” di Gregg Araki e in “Funny Games” di Michael Haneke – che nel 2015 è passato alla regia con “L’infanzia di un capo”, dimostrando già notevole abilità e ambizione, mentre la sua opera seconda, “Vox Lux” del 2018, era un lungometraggio piuttosto discontinuo, con al centro Natalie Portman nei panni di una rockstar.
“The Brutalist” è senza dubbio il film che fa raggiungere al suo autore la piena maturità. È la storia dell’architetto ebreo László Tóth, emigrato dall’Ungheria negli Stati Uniti nel 1947: costretto dapprima a lavorare duramente e vivere in povertà, ottiene presto un contratto che cambierà il corso della sua vita.


