“Nonostante”, Valerio Mastandrea dirige un film carico di emozioni
È arrivato nelle sale il secondo lungometraggio da regista del celebre attore italiano. Mastandrea è anche protagonista, accanto a Dolores Fonzi
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«Una storia che è stata mia per tanto tempo e che spero diventerà di tutti»: sono queste le parole con cui Valerio Mastandrea ha scelto di accompagnare “Nonostante”, la sua opera seconda dietro la macchina da presa dopo “Ride” del 2018.
Mastandrea è però anche il protagonista, nei panni di un uomo che trascorre serenamente le sue giornate in ospedale senza troppe preoccupazioni. È ricoverato da un po’, ma quella condizione gli sembra il modo migliore per vivere la sua vita, al riparo da tutto e da tutti, senza responsabilità e problemi di alcun genere. Si sta davvero bene lì dentro e benché qualche compagno di reparto si senta intrappolato, per lui la sensazione è di sentirsi davvero libero, come da nessun’altra parte.
Se con “Ride” Mastandrea aveva scelto di raccontare una donna da poco rimasta vedova a causa della morte sul lavoro di suo marito, in “Nonostante” torna a riflettere sul rapporto tra la vita e l’aldilà, descrivendo una serie di personaggi che si trovano in una sorta di limbo tra questi due universi.
Con la sua opera prima dietro la macchina da presa, l’attore e regista romano aveva già dimostrato discreta sensibilità, ma con questo nuovo lungometraggio alza decisamente l’asticella dell’ambizione, riuscendo a trattare una serie di tematiche complesse con efficacia, in maniera semplice e sincera. Si può definire il film una storia d’amore senza dubbio anticonvenzionale, in cui un uomo e una donna si conoscono improvvisamente e finiscono per innamorarsi in un contesto e in una situazione in cui sono loro stessi a doversi costruire delle regole e delle modalità per provare a stare insieme.


