Tassi a confronto

Finanziamenti, Italia più cara di Francia e Germania soprattutto sul credito al consumo

È quanto si legge nel report di First Cisl. L’allarme sui rischi da sovraindebitamento e l’eccessiva forbice tra Tan (tasso di interesse) e Taeg (spese comprese)

di Vitaliano D'Angerio

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3' min read

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Chiedere un finanziamento in Italia costa di più rispetto a Francia e Germania. Non solo. Il tasso di interesse a carico delle famiglie supera sempre la media dell’area euro. A mettere in evidenza tali differenze è un approfondito studio della Fondazione Fiba, ente di ricerca che fa capo al sindacato bancario First Cisl. Un report che accende i riflettori su credito al consumo, mutui e prestiti in generale oltre a evidenziare l’eccessivo peso delle spese connesse, identificate nel Taeg ovvero il tasso annuo effettivo globale.

Credito al consumo

Il report Fiba si basa sui dati della banca centrale europea (Bce) al 30 novembre 2023. In particolare, viene criticato in modo netto il credito al consumo definito “un’alternativa di finanziamento molto cara”.

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Viene sottolineata soprattutto la forbice molto ampia tra il semplice tasso di interesse (Tan) e il Taeg. È sufficiente dare un’occhiata alla Francia: i transalpini sul credito al consumo pagano un Taeg del 6,55% con un aggravio di spese di appena lo 0,25% rispetto al Tan; in Italia invece invece le spese connesse fanno aumentare il costo dell’1,68% (Taeg 10,27% contro un Tan dell’8,59%).

C’è però una sorpresa. Nonostante questi costi eccessivi, gli italiani sembrano vieppiù apprezzare il credito al consumo, si legge nel report Fiba-First Cisl: «Siamo arrivati ad un peso del credito al consumo sui prestiti in generale delle famiglie del 18% contro una media europea dell’11%». La stessa Fondazione Fiba è stupita dall’aumento in Italia di tale forma di indebitamento che «non sembra risentire del costo della stessa».

PRESTITI. CONFRONTO EUROPEO

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Altri finanziamenti

Sicuramente i costi sono più bassi, ma anche per mutui e prestiti per altre motivazioni, i tassi sono più elevati rispetto alla media europea. Anche per queste categorie, come per il credito al consumo, l’analisi della Fondazione Fiba si è occupata delle “nuove operazioni”. Ebbene, i finanziamenti per l’acquisto della casa segnano un tasso di interesse in Italia del 4,50% rispetto a una media dell’area euro del 4,05%. Mentre in Francia il costo è del 3,52%; più elevato in Germania (4,22%) ma sempre al di sotto di quello italiano.

Lo stesso per i prestiti per altre motivazioni con una media area euro del 5,52% e con l’Italia a 6,12% (Germania 5,43% e Francia 4,35%).

L’allarme del sindacato

Quali sono i motivi di tale situazione? Scarsa concorrenza o bassa educazione finanziaria? Secondo la First Cisl c’è dell’altro soprattutto nell’ambito del credito al consumo.

«La crescita continua del credito al consumo non indica solo un cambiamento negli stili di vita e di consumo, ma pone dei problemi che la politica e la società non possono ignorare – sottolinea il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani –. Il maggior ricorso a questa forma di indebitamento, superiore alla media europea, potrebbe dipendere dalla diminuzione della domanda di credito ma anche dall’orientamento delle banche e delle società finanziarie a spingere la clientela verso il credito al consumo».

SPESE COMPLESSIVE (TAEG) TROPPO ELEVATE IN ITALIA

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Rischio sovraindebitamento

A tutelare maggiormente i consumatori europei, ci penserà la nuova direttiva europea 2023/2225 Ccd II che però sarà operativa tra un paio d’anni. E nel frattempo? «È opportuno che le autorità nazionali vigilino con grande attenzione sui rischi di sovraindebitamento – evidenzia Colombani –. Rischi determinati sia da un Taeg molto più elevato rispetto alla media dell’area euro, sia dalla diffusione di fenomeni come il “buy now, pay later”, la cui crescita rappresenta un campanello d’allarme soprattutto per le possibili conseguenze sulle fasce di popolazione a basso reddito».

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