Fisco, le linee guida di Carbone: spazio a confronto e consulenza
Il direttore dell’Agenzia fissa la rotta per il 2025. Avanti con formazione e nuove assunzioni qualificate
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I punti chiave
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Cambiare registro nel rapporto tra fisco e contribuenti aumentando le capacità di ascolto e di confronto con cittadini e imprese. È partito da qui il nuovo direttore generale delle Entrate, Vincenzo Carbone, nell’incontro di ieri con direttori centrali e regionali voluto proprio per indicare quali dovranno essere le linee guida che l’amministrazione da lui guidata dovrà seguire in questo suo mandato.
Non solo ascolto e confronto, ma per il neodirettore un ruolo di assoluto rilievo dovranno averlo la formazione del personale dell’agenzia, «fatto di professionisti al servizio della collettività», e il rafforzamento degli organici con un nutrito pacchetto di nuove assunzioni.
Un incontro voluto per avviare la macchina anche alla presenza del viceministro all’Economia Maurizio Leo che ha chiuso l’incontro sottolineando l’importanza di confrontarsi con chi il sistema tributario lo applica sul territorio e che «per questo può fornire suggerimenti in grado di poter tarare l’applicazione delle norme alla vita reale di imprese e cittadini». Ma andiamo con ordine.
Nel rapporto tra fisco e contribuenti il direttore Carbone ha ricordato ai direttori presenti che «Tutti siamo cittadini e come tali nella nostra vita almeno una volta abbiamo avuto a che fare con la Pa. Per questo dobbiamo ricordarci di quell’esperienza, soprattutto se fosse stata negativa, quando siamo noi ad erogare un servizio, quando noi stessi non riusciamo a rispondere in maniera compiuta ad una legittima domanda che i contribuenti ci pongono, quando li rimandiamo ad un altro ufficio oppure prendiamo tempo. In tutti questi casi non abbiamo reso giustizia al nostro ruolo e abbiamo sprecato risorse della collettività».
Carbone: «Va incentivato dunque l’ascolto di cittadini e imprese»
Per Carbone occorre «ascoltare le esigenze delle persone, ma anche delle categorie e di chi, a qualsiasi titolo, si interfaccia con noi: dobbiamo comprendere le necessità e le problematiche di chi lavora sul campo. Bisogna sedersi a quel tavolo con orecchie e occhi nuovi».

