Primo Piano

Fisco, le linee guida di Carbone: spazio a confronto e consulenza

Il direttore dell’Agenzia fissa la rotta per il 2025. Avanti con formazione e nuove assunzioni qualificate

Iva, bonus edilizi, trasferte: perché seguire Telefisco 2025

4' min read

4' min read

Cambiare registro nel rapporto tra fisco e contribuenti aumentando le capacità di ascolto e di confronto con cittadini e imprese. È partito da qui il nuovo direttore generale delle Entrate, Vincenzo Carbone, nell’incontro di ieri con direttori centrali e regionali voluto proprio per indicare quali dovranno essere le linee guida che l’amministrazione da lui guidata dovrà seguire in questo suo mandato.

Non solo ascolto e confronto, ma per il neodirettore un ruolo di assoluto rilievo dovranno averlo la formazione del personale dell’agenzia, «fatto di professionisti al servizio della collettività», e il rafforzamento degli organici con un nutrito pacchetto di nuove assunzioni.

Loading...
Cosa cambia per Industria 5.0 il plafond

Un incontro voluto per avviare la macchina anche alla presenza del viceministro all’Economia Maurizio Leo che ha chiuso l’incontro sottolineando l’importanza di confrontarsi con chi il sistema tributario lo applica sul territorio e che «per questo può fornire suggerimenti in grado di poter tarare l’applicazione delle norme alla vita reale di imprese e cittadini». Ma andiamo con ordine.

Nel rapporto tra fisco e contribuenti il direttore Carbone ha ricordato ai direttori presenti che «Tutti siamo cittadini e come tali nella nostra vita almeno una volta abbiamo avuto a che fare con la Pa. Per questo dobbiamo ricordarci di quell’esperienza, soprattutto se fosse stata negativa, quando siamo noi ad erogare un servizio, quando noi stessi non riusciamo a rispondere in maniera compiuta ad una legittima domanda che i contribuenti ci pongono, quando li rimandiamo ad un altro ufficio oppure prendiamo tempo. In tutti questi casi non abbiamo reso giustizia al nostro ruolo e abbiamo sprecato risorse della collettività».

Carbone: «Va incentivato dunque l’ascolto di cittadini e imprese»

Per Carbone occorre «ascoltare le esigenze delle persone, ma anche delle categorie e di chi, a qualsiasi titolo, si interfaccia con noi: dobbiamo comprendere le necessità e le problematiche di chi lavora sul campo. Bisogna sedersi a quel tavolo con orecchie e occhi nuovi».

E sull’evasione il direttore, forte anche della sua lunga esperienza sia sul territorio sia nella macchina centrale del Fisco, ha maturato una convinzione: «Non sempre l’evasione è figlia di una volontà specifica ma spesso è causata da incomprensioni o situazioni esterne, non governabili. Ecco perché è importante ascoltare e toccare con mano la situazione che abbiamo davanti».

Altro input strategico per l’attività di dirigenti e funzionari del Fisco è il recupero del loro ruolo nel rispondere alle esigenze e ai bisogni dei contribuenti. Per Carbone «i funzionari dell’Agenzia devono recuperare il loro ruolo di esperti e vedersi riconosciuta la loro expertise professionale» e rivolgendosi ai colleghi ha ribadito con forza che: «Siamo dei professionisti che hanno scelto di mettere a disposizione della collettività le loro capacità e le loro competenze».

Una professionalità che emerge sempre più anche dagli ultimi numeri illustrati dal vicedirettore delle Entrate e Capo divisione risorse Antonio Dorrello.

La consistenza del personale al 2025 fa emerge due valori di particolare importanza: i dirigenti in servizio sono 405, «siamo tornati a 10 anni fa quando nel 2015 se ne contavano 415»; l’altro dato è quello dei funzionari, ossia le unità operative in possesso di laurea, che «nel 2025 hanno toccato il numero record di 26.450, mai toccato dal 2013 ad oggi».

Personale sempre più qualificato all’agenzia delle Entrate

Personale sempre più qualificato ma su cui Carbone vuole spingere ancora sottolineando che «va recuperata una capacità di studio e di approfondimento giuridico a 360 gradi. Non dobbiamo solo concentrarci sugli sgravi o sui recuperi di poche centinaia di euro ma dobbiamo provare a diventare un valore aggiunto, in termini di preparazione e disponibilità, per l’intero sistema Paese».

Obiettivo da centrare subito è dunque la formazione con corsi specifici su argomenti «un po’ trascurati negli ultimi anni e sui quali abbiamo bisogno di più esperti come: l’imposta di registro, la riscossione o la crisi d’impresa», ha aggiunto il direttore.

E su questo la rotta è già segnata. Nel 2025 la formazione sarà indirizzata soprattutto su materie tecnico-tributarie puntando su servizi e assistenza, accertamento, difesa degli atti e riscossione, su competenze trasversali come etica, anticorruzione e trasparenza, cyber security awareness, privacy e accesso ai documenti amministrativi, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Saranno oggetto di formazione anche diversity e disability management, la gestione dei conflitti e del rapporto con l’utenza, le competenze digitali, il lavoro agile e la cosiddetta scrittura amministrativa, non banale se si vuole parlare chiaro ai contribuenti.

Da potenziare, poi, anche le competenze manageriali con l’approfondimento nella gestione dei sistemi di misurazione e valutazione della performance, e la gestione del lavoro a distanza così come della responsabilità dei dirigenti.

Alle Entrate selezioni pubbliche per 3.550 posti da funzionario

Nel percorso già delineato dal Piao (piano integrato attività e organizzazione) 2024-2026 sono previsti i bandi per una serie di concorsi. In particolare dovranno essere bandite selezioni pubbliche per 3.550 posti da funzionario e 20 posti da dirigenti in settori «no core», a cui si aggiungono poi altri 42 posti da dirigenti da bandire nelle procedure Sna (Scuola nazionale dell’amministrazione).

In particolare nelle selezioni per funzionari spiccano anche le 250 figure da destinare, in via esclusiva, alla cooperative compliance.

Uno snodo cruciale del nuovo rapporto tra fisco e contribuenti su cui Vincenzo Carbone ha un’idea molto chiara: «Il nostro progetto è quello di creare una vera e propria struttura autonoma dell’agenzia delle Entrate, completamente separata dai controlli e dalla consulenza, anche fisicamente, dove si possa andare, fare completa disclosure a trovare terreno fertile per discutere in un’ottica di massima fiducia reciproca».

Una nuova casa, in sostanza, dove il contribuente e il professionista che lo assiste arrivano senza sentirsi sotto schiaffo anche solo quando parcheggiano la macchina.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti