Gestione Aziendale

Fra collaborazione, sostenibilità e AI: il ruolo crescente del procurement

Un rapporto di Sap evidenzia come il procurement abbia acquisito una valenza strategica superiore grazie alla maggiore collaborazione con le altre funzioni aziendali

di Gianni Rusconi

Aggiungi Il Sole 24 Ore
ai preferiti su Google

4' min read

4' min read

Nel recente passato, il peso dei team procurement era sicuramente ed oggettivamente importante ma non aveva, nella maggior parte dei casi, lo stesso livello di accesso al processo decisionale di altre funzioni di cui gode invece oggi. Il ruolo che giocano i responsabili dell’area acquisti nell’ambito della pianificazione aziendale a lungo termine, in altre parole, è cambiato ed ha acquisito una valenza strategica superiore. Lo dicono varie ricerche dedicate al tema e lo conferma in modo esplicito un approfondito studio promosso da SAP e condotto da Economist Impact, che ha coinvolto oltre 2.300 responsabili acquisti in diversi Paesi e settori per analizzare l’incidenza crescente del procurement all’interno delle organizzazioni.

Il rapporto, innanzitutto, spiega come siano state un mix di variabili e pressioni esterne (come gli effetti duraturi della pandemia, i tassi di inflazione e altre perturbazioni della catena di approvvigionamento) a spingere verso una maggiore collaborazione tra le figure di procurement e le altre funzioni dell’azienda. Gli effetti di questo cambio di paradigma sono facilmente sintetizzabili: un rapporto interfunzionale fra i diversi team decisamente migliore e un posizionamento più strutturato dell’ufficio acquisti quale area chiave per la definizione e l’esecuzione delle strategie dell’impresa. «I risultati dell’indagine 2024 – ha sottolineato in proposito Paolo Brida, Head of Intelligent Spend and Business Network di SAP Italia - indicano inequivocabilmente un ruolo in espansione per gli acquisti e una migliore percezione di questa funzione come generatore di valore».

Loading...

Le condizioni macroeconomiche in continua fluttuazione, si legge ancora nel rapporto, destano ancora una certa preoccupazione fra i responsabili acquisti (il 71% le ritiene uno dei principali fattori esterni che influenzeranno le priorità delle loro organizzazioni nei prossimi 12-18 mesi) e li hanno indotti a stabilire una “connessione” sinergica con i direttori operativi (i COO) e con quelli finanziari (i CFO), ribadendo in questo modo l’espansione del campo di applicazione dell’area procurement oltre la semplice riduzione dei costi e la gestione dei rischi operativi.

Secondo l’indagine, nello specifico, il 75% degli intervistati (percentuale in significativo aumento rispetto all’anno precedente) concorda sul fatto che la funzione acquisti collabori oggi efficacemente con il resto dell’organizzazione per realizzare la visione dell’azienda. E se è palese che via sia ancora una certa diffidenza sui benefici legati a questa collaborazione (solo il 18% del campione si dice fortemente d’accordo su questo aspetto), un’altra buona notizia emersa dallo studio riguarda l’atteggiamento più concentrato e focalizzato dei responsabili acquisti circa la generazione di insight in grado di allinearsi con le esigenze dei diversi stakeholdes aziendali.

Un esempio concreto? Il 40% del campione ha eletto la diversificazione dei fornitori nella lista delle priorità dei prossimi tre-cinque anni e di pari passo la tecnologia è vista come uno strumento di supporto per aiutare i team di approvvigionamento a identificare facilmente fonti alternative a cui rivolgersi, garantendo la resilienza della catena di fornitura e riducendo al minimo il rischio di interruzioni.

Molta attenzione, non a caso, è stata rivolta all’intelligenza artificiale, tecnologia che il 44% degli intervistati definisce cruciale soprattutto per ciò che concerne l’automazione dei processi di approvvigionamento e la creazione di una guidance più efficace. L’AI e l’AI generativa, spiegano gli autori del rapporto, hanno dimostrato di poter aumentare l’efficienza in molti casi d’uso e, nell’ambito specifico del procurement, possono contribuire ad ottimizzare la spesa e a creare nuove opportunità di risparmio, a migliorare la gestione dei fornitori e consentire ai professionisti del procurement di concentrarsi sulle attività con un impatto reale sul business. L’intelligenza artificiale, insomma, è vista anche dai manager degli acquisti come un motore significativo della trasformazione digitale ed è di conseguenza comprensibile come l’accelerazione della digitalizzazione sia considerata la principale priorità per il procurement nei prossimi 12-18 mesi.

«I Chief Procurement Officer – conferma in tal senso ancora Brida - vedono un impatto diretto sui risultati di business grazie all’aumento degli investimenti in tecnologia; tuttavia, per realizzare appieno il valore dell’AI, è necessario che i responsabili degli acquisti creino una roadmap per la gestione del cambiamento, adottando nuove modalità di lavoro e puntando sullo sviluppo di nuove competenze per le proprie persone».

Un’ultima tendenza che emerge chiaramente dallo studio riguarda la sostenibilità. Con l’aumento della pressione da parte degli stakeholder interni e delle autorità di regolamentazione affinché le aziende intervengano sulle questioni ambientali, i responsabili degli acquisti stanno ponendo maggiore enfasi su questo tema e il 70% di loro afferma che la non conformità legale e normativa è un rischio fondamentale. Il 32% dei manager (il dato è in crescita del 7% rispetto al 2023), più in dettaglio, indica la sostenibilità come priorità assoluta mentre il 68% si dichiara fiducioso sul fatto che i propri approvvigionamenti rispettino costantemente gli obiettivi ESG (Environmental, Social, Governance). Indicatori che fanno lecitamente pensare come, attraverso l’adozione di misure di sostenibilità a lungo termine, il procurement possa fungere da modello per raggiungere il traguardo della conformità alle normative.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti