Fra collaborazione, sostenibilità e AI: il ruolo crescente del procurement
Un rapporto di Sap evidenzia come il procurement abbia acquisito una valenza strategica superiore grazie alla maggiore collaborazione con le altre funzioni aziendali
di Gianni Rusconi
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Nel recente passato, il peso dei team procurement era sicuramente ed oggettivamente importante ma non aveva, nella maggior parte dei casi, lo stesso livello di accesso al processo decisionale di altre funzioni di cui gode invece oggi. Il ruolo che giocano i responsabili dell’area acquisti nell’ambito della pianificazione aziendale a lungo termine, in altre parole, è cambiato ed ha acquisito una valenza strategica superiore. Lo dicono varie ricerche dedicate al tema e lo conferma in modo esplicito un approfondito studio promosso da SAP e condotto da Economist Impact, che ha coinvolto oltre 2.300 responsabili acquisti in diversi Paesi e settori per analizzare l’incidenza crescente del procurement all’interno delle organizzazioni.
Il rapporto, innanzitutto, spiega come siano state un mix di variabili e pressioni esterne (come gli effetti duraturi della pandemia, i tassi di inflazione e altre perturbazioni della catena di approvvigionamento) a spingere verso una maggiore collaborazione tra le figure di procurement e le altre funzioni dell’azienda. Gli effetti di questo cambio di paradigma sono facilmente sintetizzabili: un rapporto interfunzionale fra i diversi team decisamente migliore e un posizionamento più strutturato dell’ufficio acquisti quale area chiave per la definizione e l’esecuzione delle strategie dell’impresa. «I risultati dell’indagine 2024 – ha sottolineato in proposito Paolo Brida, Head of Intelligent Spend and Business Network di SAP Italia - indicano inequivocabilmente un ruolo in espansione per gli acquisti e una migliore percezione di questa funzione come generatore di valore».
Le condizioni macroeconomiche in continua fluttuazione, si legge ancora nel rapporto, destano ancora una certa preoccupazione fra i responsabili acquisti (il 71% le ritiene uno dei principali fattori esterni che influenzeranno le priorità delle loro organizzazioni nei prossimi 12-18 mesi) e li hanno indotti a stabilire una “connessione” sinergica con i direttori operativi (i COO) e con quelli finanziari (i CFO), ribadendo in questo modo l’espansione del campo di applicazione dell’area procurement oltre la semplice riduzione dei costi e la gestione dei rischi operativi.
Secondo l’indagine, nello specifico, il 75% degli intervistati (percentuale in significativo aumento rispetto all’anno precedente) concorda sul fatto che la funzione acquisti collabori oggi efficacemente con il resto dell’organizzazione per realizzare la visione dell’azienda. E se è palese che via sia ancora una certa diffidenza sui benefici legati a questa collaborazione (solo il 18% del campione si dice fortemente d’accordo su questo aspetto), un’altra buona notizia emersa dallo studio riguarda l’atteggiamento più concentrato e focalizzato dei responsabili acquisti circa la generazione di insight in grado di allinearsi con le esigenze dei diversi stakeholdes aziendali.
Un esempio concreto? Il 40% del campione ha eletto la diversificazione dei fornitori nella lista delle priorità dei prossimi tre-cinque anni e di pari passo la tecnologia è vista come uno strumento di supporto per aiutare i team di approvvigionamento a identificare facilmente fonti alternative a cui rivolgersi, garantendo la resilienza della catena di fornitura e riducendo al minimo il rischio di interruzioni.

