Fra Iliad e WindTre un’intesa per coinvestire sull’infrastruttura mobile
Allo studio un accordo fra WindTre e Iliad per ridurre lo sforzo legato all’investimento sulla rete mobile 5G
di Andrea Biondi
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WindTre e Iliad sono al lavoro per cercare di unire le forze sulla rete mobile. Si parla di infrastruttura e di coinvestimento. E le due società, a quanto verificato dal Sole 24 Ore, hanno allo studio un accordo di sostanziale coinvestimento che potrebbe passare anche attraverso la creazione di una joint venture.
Il coinvestimento
L'obiettivo sarebbe quello di mettere a fattor comune le infrastrutture che già si hanno e di programmare un percorso comune su quello che invece è ancora da realizzare, in chiave 5G, per ridurre lo sforzo di investimento che si preannuncia imponente. Per le compagnie telefoniche – a WindTre e Iliad in questo senso si aggiungono anche Tim e Vodafone – si avvicina la scadenza di settembre, quando dovranno sborsare in tutto 4,8 miliardi (di cui 1 miliardo a carico di Iliad e 334 milioni a carico di Wind Tre) come corrispettivo per le frequenze acquisite nel corso di una gara pubblica a ottobre 2018.
Joint venture
Un accordo, questo fra WindTre e Iliad, ancora allo studio ma che potrebbe portare allo spostamento di una parte di personale – si parla di un centinaio di persone – della controllata di Ck Hutchison in una società ad hoc, una joint venture, con cui poi portare avanti l'operazione. La cui ratio va ricercata nella necessità di consolidamento in un mercato ipercompetitivo in cui margini e ricavi sono ormai in calo strutturale, con conseguenze, soprattutto potenziali, anche su ricerca & sviluppo. Qualche numero per capirsi: negli ultimi 10 anni (2010/2020) il settore ha perso oltre 13 miliardi di ricavi. Come rileva Asstel, Negli stessi 10 anni l'investimento è salito oltre i 70 miliardi di euro per la costruzione di infrastrutture ultrabroadband fisse e mobili.
L’impatto del 5G
«L'impatto potenziale del dispiegamento del 5G può generare un valore aggiunto sull'economia italiana di 25 miliardi in 10 anni: stima che evidenzia una volta di più la necessità di supportare e incoraggiare gli investimenti delle telco». Sono parole di Gianluca Corti, ad designato di WindTre, alla presentazione, qualche giorno fa, dello studio realizzato con The European House - Ambrosetti “Il valore del settore delle telecomunicazioni per il sistema Paese”. Il comparto ha un giro d’affari diretto di 31,2 miliardi e di 71 miliardi compreso l'indotto, per un valore aggiunto per 38,1 miliardi, contribuendo al 2,3% del Pil nazionale. È stato calcolato che all’aumento della velocità media di connessione di 10 Mbps il Pil aumenterebbe di 0,9 punti e se l'Italia si allineasse alla velocità media della Ue nel 2025 il Pil registrerebbe 40,9 miliardi aggiuntivi.



