Fare i conti con l’America di Trump
di Sergio Fabbrini
di Marco Mobili
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I mali cronici della Pubblica amministrazione sono difficili da estirpare. I furbetti del cartellino nel 2022 sono aumentati del 13%. Mentre nel 2022 i dipendenti pubblici hanno arrotondato lo stipendio con 7,6 milioni di emolumenti aggiuntivi rispetto agli stipendi percepiti dalle amministrazioni pubbliche per le quali lavorano.
A dirlo è la Corte dei conti con il Giudizio di Parificazione del Rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2022 presentato il 28 giugno 2023. Sul secondo lavoro, in particolare i giudici contabili sottolineano che si tratta di importi percepiti da pubblici dipendenti in totale assenza di autorizzazione e che nei fatti hanno dato luogo, sempre nel corso del 2022, a sanzioni amministrative per oltre 4,5 milioni di euro già contestate dall'agenzia delle Entrate a enti e soggetti privati che hanno accettato il doppio lavoro in violazione di ogni regola sulle autorizzazioni.
Crescono i furbetti del cartellino. Nel 2022 il fenomeno è aumentato del 13% rispetto al 2021 anche perché, ricordano i giudici contabili, è stata posta particolare attenzione proprio ai procedimenti avviati per «falsa attestazione della presenza in servizio, accertata in flagranza». False timbrature che poi sono alla base delle motivazioni almeno nel 30% dei casi in cui si arriva ad adottare provvedimenti di licenziamento. Al 31 dicembre 2022, ricorda la Corte, il fenomeno ha registrato 168 casi, di cui 51 conclusi con licenziamento, 53 con sospensione dal servizio, 47 sospesi per procedimento penale, 17 non ancora conclusi.
La percentuale dei provvedimenti conclusi con il licenziamento è rimasta sostanzialmente invariata (26,3% nel 2022; 26% nel 2021), mentre si è registrato un lieve calo dei provvedimenti di sospensione in conseguenza di reati (7% nel 2022, rispetto all'8 per cento nel 2021). Nei casi di licenziamento, la parte più rilevante si riconduce alle assenze ingiustificate dal servizio, seguita da quelli per inosservanza di disposizioni o negligenza e da licenziamenti connessi a reati; i licenziamenti derivanti da false attestazioni della presenza in servizio accertata in flagranza si attestano, come accennato al 30 per cento.
Per tornare sugli stipendi arrotondati dai dipendenti pubblici, la Corte ricorda che il nucleo speciale anticorruzione della Guardia di Finanza è intervenuto con 293 accertamenti mirati sulla regolarità di incarichi svolti da dipendenti pubblici che si trasformano sempre o quasi in doppio lavoro, ovvero con verifiche connesse a normative speciali per alcune categorie di pubblici dipendenti. Gli accertamenti conclusi con le relazioni finali trasmesse alle amministrazioni titolari del rapporto di lavoro sono state 137. Più della metà di queste hanno evidenziato lo svolgimento di attività non autorizzate.