Gas, è allarme margini. Gli operatori: serve liquidità dalla Bce
I mercati delle materie prime rischiano di essere l’epicentro di una crisi sistemica. A temerlo è anche il London Metal Exchange, convinto che gli scambi sul nickel, ripresi dopo uno stop di una settimana, potessero provocare «default multipli» anche tra i broker
di Sissi Bellomo
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Gas e nickel soprattutto. Ma non solo. Le due materie prime, soggette a movimenti di prezzo davvero estremi, sono la punta di un iceberg che sta diventando sempre più pericoloso non solo per l’economia reale – su cui aleggia lo spettro della stagflazione – ma anche per la stabilità dell’intero sistema finanziario.
I margin call, richieste di integrazione dei margini di garanzia per continuare ad operare sui mercati, sono letteralmente esplosi mettendo in gravi difficoltà anche società solide e i loro broker, fino a rappresentare una minaccia (per ora teorica ma sempre più temuta) persino per le casse di compensazione delle borse.
A confermare l’intensità dell’allarme è la richiesta di un intervento delle banche centrali avanzata dalla federazione europea dei trader di energia, dopo che il prezzo gas al TTF – già decuplicato nell’ultimo anno – si è impennato di quasi il 200% in quattro giorni in reazione all’invasione russa dell’Ucraina, fino al picco record di 345 euro per Megawattora, per poi precipitare quasi altrettanto rapidamente intorno agli attuali 100 euro.
Il collaterale richiesto a garanzia ha raggiunto quasi lo stesso valore dei contratti negoziati e i versamenti devono essere integrati su base quotidiana, con aumenti stratosferici.
«Dalla fine di febbraio 2022 una situazione che era già sfidante è peggiorata», denuncia l’Efet (European Federation of Energy Traders) in una lettera alle istituzioni monetarie del Vecchio continente, il cui testo – che porta la data dell’8 marzo – è citato dal Financial Times. «Molti partecipanti (al mercato) si ritrovano in una posizione in cui la capacità di reperire liquidità addizionale è drasticamente ridotta o, in alcuni casi, esaurita».


